Questo Paese europeo vuole che più pensionati lavorino, introducendo agevolazioni fiscali e incentivi

Ilena D’Errico

19 Aprile 2026 - 20:24

Per affrontare la crisi del sistema pensionistico bisogna ridurre al più presto il peso sugli istituti, con nuovi lavoratori, soprattutto tra i tanti pensionati.

Questo Paese europeo vuole che più pensionati lavorino, introducendo agevolazioni fiscali e incentivi

Oramai è chiaro a tutti che l’Italia non è il solo Paese ad avere un sistema pensionistico in difficoltà, anzi, il problema è comune alla stragrande maggioranza degli Stati europei e anche oltreoceano la situazione non è delle migliori. Ognuna di queste nazioni tenta soluzioni differenti per alleggerire il carico degli istituti previdenziali e, soprattutto, garantire più sicurezza ai giovani lavoratori, ma le misure necessarie ruotano tutte intorno a pochi elementi. Il lavoro dei pensionati è una condizione imprescindibile per fronteggiare le criticità, considerando che l’enorme divario tra questa categoria e i lavoratori, in netta minoranza, continua ad aggravarsi.

Un Paese europeo ha appena deciso di introdurre agevolazioni fiscali e incentivi pensati appositamente per incentivare i pensionati a lavorare, attraverso un pacchetto dedicato che entrerà in vigore già all’inizio del 2027. Si tratta dell’Austria, che pur vantando uno dei sistemi pensionistici più avanzati dell’intera Europa non è immune dall’aumento dell’età media della popolazione. Accanto ad alcuni problemi specifici, infatti, l’invecchiamento demografico rappresenta il tasto dolente per i bilanci europei, che devono scontrarsi con prospettive sempre meno incoraggianti.

I sistemi attualmente presenti non appaiono sostenibili a lungo termine, tanto meno per un Paese come l’Austria che continua ad accumulare il debito pubblico in modo allarmante. Di fatto, non è la prima volta in cui Vienna introduce delle modifiche alle sue pensioni, ma è ancora lontana dall’obiettivo. Da sempre si pone come uno dei modelli preferenziali come esempio per la gestione delle pensioni, quindi anche le sue novità in questo senso devono essere monitorate da vicino dagli altri Stati comunitari.

L’Austria vuоlе сhе ріù реnѕіоnаtі lаvоrіnо, con аgеvоlаzіоnі fіѕсаlі е іnсеntіvі

Il governo austriaco ha introdotto un pacchetto di misure ad hoc per incentivare i pensionati nazionali a lavorare. Prende il nome di “pensione attiva” e mira proprio ad aumentare il numero di pensionati che lavorano, ad oggi corrispondente a circa 150.000 austriaci, ma anche a posticipare del tutto il pensionamento. Per queste ragioni prevede delle agevolazioni fiscali e degli incentivi volti a premiare i pensionati che continuano a contribuire allo Stato, cercando di limitare il più possibile la tassazione sui loro redditi.

Tra le misure è infatti previsto l’innalzamento del reddito annuo esente da tasse a 15.000 euro, altrimenti coloro che percepiscono la pensione e un reddito da lavoro sono automaticamente penalizzati. Il governo austriaco ha inoltre deciso di eliminare il contributo personale all’assicurazione pensionistica, pari al 10,25% dello stipendio, mantenendo la percentuale a carico del datore di lavoro. Ovviamente, si tratta di misure rivolte esclusivamente ai pensionati lavoratori, i destinatari del pacchetto (a condizione che abbiano alle spalle 40 o 34 anni di contributo assicurativo rispettivamente per uomini e donne, finché i requisiti saranno uniformati nel 2033). Tra le altre novità, c’è l’abolizione della quota aggiuntiva per le assicurazioni speciali, oltre a misure analoghe per i pensionati lavoratori autonomi.

L’Austria aiuta i pensionati a restare nel mondo del lavoro

Il pacchetto, presentato dal presidente del gruppo parlamentare del Partito popolare austriaco, August Wöginger, insieme al ministro degli Affari sociali Corinna Shuman e al capogruppo parlamentare del Neo, Yannick Shett, entrerà in vigore a gennaio 2027. Oltre all’aspetto fiscale, inoltre, vengono previste anche delle soluzioni per aiutare i pensionati a rientrare o rimanere nel mondo del lavoro in maniera proficua.

Ci saranno nuovi programmi di occupazione per i pensionati che aiuteranno nella formazione, nella riqualificazione e nell’integrazione, oltre a un fondo speciale nell’Agenzia dell’occupazione istituito entro il 2030. Quest’ultimo, che costerà circa 160 milioni di euro l’anno, servirà ad aiutare i pensionati nell’ottenimento delle qualifiche richieste dal mercato, nella digitalizzazione, nell’esperienza con l’intelligenza artificiale e così via. Nel frattempo, il pacchetto di misure fiscali e occupazionali dovrebbe tradursi in una misura a breve, costando al governo circa 470 milioni di euro.

Argomenti

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.