Il valore di questo metallo sconosciuto è salito più dell’oro

Donato De Angelis

12 Dicembre 2024 - 16:46

Il prezzo di questo metallo sconosciuto ai più batte l’oro, dell’argento e del platino. Soprattutto ora che la Cina ne ha vietato l’export.

Il valore di questo metallo sconosciuto è salito più dell’oro

Tra la platea delle materie prime più conosciute al mondo si erge un vincitore insospettabile. È un metallo relativamente sconosciuto il cui valore è aumentato più dell’oro, dell’argento e del platino nel corso del 2024.

L’antimonio - questo il nome del metallo - viene usato nei ritardanti di fiamma, semiconduttori e nelle leghe. Ha molteplici usi, tanto da essere stato soprannominato il nuovo Santo Graal cinese. Già, perché - ça va sans dire - la Cina ne domina il mercato.

Un lingotto di antimonio oggi vale 33.550 dollari. Il 3 dicembre, quando il Dragone rosso ha imposto un divieto assoluto sulle esportazioni, la quotazione è salita del 40% in un solo giorno.

Metallo cruciale ma sconosciuto

L’antimonio è essenziale per applicazioni tecnologiche come microchip, batterie e munizioni. Nonostante sia una materia prima fondamentale per diversi settori, la sua estrazione è limitata e concentrata in poche regioni e, ça va sans dire, la Cina domina il mercato.

Quando la Cina ha vietato l’esportazione di alcuni metalli, compreso l’antimonio, le turbolenze nel mercato delle commodities sono state evidenti. L’aumento del valore dell’antimonio è un riflesso diretto della sua importanza strategica e dell’offerta limitata.

La Cina ha da tempo un controllo ferreo sulla produzione e la fornitura di questo metallo, con effetti diretti su Stati Uniti ed Europa. Quando quest’estate sono state introdotte le restrizioni cinesi alle esportazioni, in molti si dicevano preoccupazioni per sicurezza del suo approvvigionamento in Occidente.

La domanda globale per questo metallo, soprattutto da parte dell’industria della difesa statunitense, spinge a trovare nuove strategie per garantire l’offerta. La domanda ora è se qualcuno riuscirà davvero a sfidare il dominio della Cina o se ci troviamo di fronte ad un’inevitabile crisi delle risorse.

L’antimonio in Europa

Il Vecchio Continente non spicca tra i principali produttori mondiali di antimonio, ma esistono alcuni giacimenti storici che ne testimoniano l’importanza strategica.

In Romania, l’area della Transilvania è stata a lungo un punto di riferimento per l’estrazione di antimonio, con località come Baia de Arieș e Valea lui Stan che hanno contribuito alla produzione mineraria della regione. Anche in Spagna, la regione dell’Estremadura ha visto l’attività estrattiva di antimonio, con siti come la miniera di Almagrera che rappresentano un retaggio importante per il settore. Non da meno, il Portogallo, sebbene con giacimenti di portata ridotta, ha fatto parte di questa rete di estrazione.

In Italia, la Sardegna si distingue come un’area con presenza di antimonio, in particolare nella zona di Perda Niedda, che ha contribuito a rendere l’isola un piccolo ma significativo centro di produzione mineraria. La Slovacchia, con le sue montagne metallifere Spiš-Gemer, e la Grecia, soprattutto nella Macedonia Occidentale, completano il quadro europeo, accogliendo giacimenti minori che, in passato, hanno sostenuto l’industria locale.

Oggi, la situazione appare cambiata. Molti dei giacimenti europei sono stati abbandonati o sfruttati in modo marginale a causa della competizione a livello mondiale. La Cina, la Russia e il Myanmar dominano il mercato internazionale, con costi di produzione più bassi e giacimenti molto più ricchi rispetto a quelli europei. Nonostante ciò, l’Europa rimane un grande consumatore di antimonio ed è costretta ad importare gran parte del metallo per soddisfare le esigenze.

Ma l’Europa oggi è costretta a riesaminare le sue risorse interne e valutare l’opportunità di riattivare alcuni siti minerari. Questa prospettiva richiederebbe però investimenti significativi e una strategia industriale capace di conciliare la sostenibilità ambientale con le necessità economiche. Un’utopia?

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