Questo francobollo può valere 30.000 euro. E non è l’unico

Andrea Fabbri

9 Aprile 2026 - 05:24

Le collezioni di francobolli non passano mai di moda. Ecco alcuni esemplari italiani che valgono decine di migliaia di euro

Questo francobollo può valere 30.000 euro. E non è l’unico

Collezionare monete e francobolli non è soltanto un semplice passatempo. Può rivelarsi anche un vero e proprio investimento economico e uno dei modi più veloci per diventare ricchi.

Se anche noi abbiamo la passione della filatelia o, semplicemente, abbiamo trovato un antico francobollo in uno dei nostri cassetti dovremmo correre a farlo valutare da un esperto. Gli esemplari di cui parleremo nei prossimi paragrafi hanno valori superiori ai 20.000 euro.

Il mitico Gronchi Rosa

Probabilmente il francobollo italiano più famoso al mondo è il mitico Gronchi Rosa, emesso nel 1961 in occasione del viaggio in Sud America del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. A decretarne il suo enorme valore fu un errore nel disegno dei confini del Perù. Un errore che portò all’immediato ritiro e sostituzione a cui, però, alcuni esemplari riuscirono a “sfuggire”.

Oggi quegli esemplari nuovi con gomma integra sono valutati intorno ai 1.000 euro. Quelli più rari delle buste viaggiate superano tranquillamente i 30.000 euro nelle aste.

Quando una contraffazione diventa un affare

Pochissimi conoscono Giuseppe Re, funzionario delle Poste di casa Savoia con un sogno nel cassetto: quello di promuovere un sistema innovativo da lui inventato per realizzare francobolli a prova di falsificazione.

Un sogno che non si realizzò e che lo convinse, per provare a dimostrare la bontà del suo metodo, a contraffare un francobollo. Quel francobollo, l’1 cent, venne applicato su sei buste e inviato a personaggi di spicco, compreso il ministro delle Finanze Quintino Sella. Nessuno di loro si accorse del trucco ma questo non bastò a fargli ottenere il contratto di fornitura.

Quegli esemplari falsificati come monito esistono ancora e sono particolarmente ambiti dai collezionisti. Pochi mesi fa ne è stato venduto con base d’asta a partire da 20.000 euro.

I francobolli italiani più rari della storia

Il Gronchi Rosa e il francobollo falso di Giuseppe Re hanno quotazioni elevatissime ma non si avvicinano neanche lontanamente agli esemplari italiani più rari della storia.

A detenere il record assoluto tra i francobolli tricolore è l’Error of Color siciliano del 1859, prodotto dal Regno delle Due Sicilie appena due anni prima dell’Unità d’Italia. Ne esistono soltanto due esemplari conosciuti e uno di essi è stato venduto a un’asta in Svizzera nel 2011 a 1,86 milioni di euro.

Risale più o meno allo stesso periodo il 3 lire di Toscana, emesso nel 1860. Secondo gli addetti ai lavori esistono poco più di 300 copie di questo francobollo e soltanto due di esse incollati su delle lettere. Attualmente il loro valore supera i 200.000 euro.

Due errori, invece, hanno fatto salire alle stelle le valutazioni del francobollo dedicato al centenario della morte di Alessandro Volta del 1927 e di quello emesso nel 1937 per celebrare il bimillenario della nascita di Giulio Cesare Ottaviano, l’imperatore Augusto.

Del francobollo di Volta ne esistono diversi valori e colori ma tra quelli rossi da 20 centesimi si “nascondono” circa 480 pezzi colorati in violetto: ognuno di essi vale tra gli 8.000 e i 50.000 euro. Di quello dedicato ad Augusto esistono tra le affrancature da 15 centesimi 50 esemplari stampati in violetto invece che in nero e oggi vengono valutati circa 20.000 euro.

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