Alcuni titoli potrebbero reagire meglio a un taglio dei tassi di interesse, secondo Goldman Sachs, anche se potrebbe volerci fino a novembre per vedere il primo (e forse unico) allentamento.
Probabilità di taglio dei tassi Fed
Fonte Investment Strategy report Raymond James
L’assenza di progressi sul fronte dell’inflazione ha costretto il Comitato di politica monetaria della Fed a mantenere invariato il costo del denaro sui massimi da 23 anni, nel range tra il 5,25% e il 5,5%.
L’incertezza vista nell’ultimo periodo ha spinto in alto i rendimenti dei Treasury a 10 anni, saliti fino quasi al 4,75% ad aprile, rispetto a livelli inferiori al 4% all’inizio dell’anno. Dopo che il presidente della Fed, Jerome Powell, ha dichiarato che il prossimo passo della banca centrale non sarà un aumento dei tassi, il rendimento del decennale è però crollato di 9 punti base. Per questo motivo, Goldman Sachs ha individuato una lista di azioni con elevata sensibilità ai tassi di interesse. Questi titoli potrebbero rispondere positivamente se i rendimenti dei Treasury dovessero calare ulteriormente.
1) Super Micro Computer
Super Micro Computer è un’azienda che negli ultimi anni ha attirato sempre più attenzione grazie alla sua rapida crescita, diventando un titolo di interesse per gli investitori che cercano un’elevata esposizione all’industria tecnologica e ai prodotti legati all’intelligenza artificiale. Solo due anni fa, Super Micro veniva considerata principalmente un produttore di hardware ciclico, senza tecnologie particolarmente distintive. Di conseguenza, le sue valutazioni erano relativamente basse, con un multiplo eccezionalmente contenuto.
Tuttavia, la rapida evoluzione del settore AI ha cambiato radicalmente la percezione del mercato. Grazie a una maggiore domanda di soluzioni hardware avanzate, le entrate e gli utili di Super Micro hanno conosciuto un’accelerazione significativa. I dati finanziari pubblicati il 30 aprile hanno mostrato ricavi in crescita del 200% su base trimestrale, anche se leggermente al di sotto delle aspettative. L’utile netto si è attestato a 402,5 milioni di dollari, pari a 6,56 dollari per azione, rispetto agli 85,8 milioni di dollari, o 1,53 dollari per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente.
Questa crescita straordinaria ha portato l’azienda a rivedere al rialzo le sue previsioni di entrate per l’anno fiscale 2024, passando da una stima di 14,3-14,7 miliardi di dollari a un range tra 14,7 e 15,1 miliardi di dollari. Di conseguenza, anche il multiplo P/E di Super Micro è salito, rendendo il titolo più sensibile ai tassi di interesse a lungo termine, che possono influenzare il valore degli utili futuri.
Il recente annuncio della Federal Reserve di mantenere alti i tassi più a lungo ha avuto un impatto sulle azioni di Super Micro, rallentando il loro slancio. Ma la notizia positiva è che la Fed non prevede di causare una recessione per abbassare i tassi, offrendo un po’ di speranza per un potenziale recupero nel futuro prossimo.
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2) Halliburton
Halliburton Co. è uno dei principali fornitori di servizi e prodotti per l’industria energetica, con particolare attenzione all’esplorazione, allo sviluppo e alla produzione di petrolio e gas naturale. L’azienda è considerata una delle più sensibili ai tassi di interesse, un elemento critico per il settore energetico. I tassi di interesse influenzano in modo significativo il costo del capitale e giocano un ruolo chiave nei modelli di valutazione azionaria, determinando il tasso appropriato per attualizzare i flussi di cassa futuri.
Un recente report di Jefferies, pubblicato a fine aprile, ha confermato il rating “Buy” per Halliburton, con un obiettivo di prezzo fissato a 50 dollari. Questo giudizio positivo si basa sull’analisi delle solide prospettive finanziarie della società e della sua posizione nel mercato, specialmente in relazione ai risultati del primo trimestre del 2024 e alla guida per l’intero anno.
Nel primo trimestre del 2024, Halliburton ha registrato un utile netto di 606 milioni di dollari, ovvero 0,68 dollari per azione diluita, leggermente inferiore rispetto allo stesso periodo del 2023. Tuttavia, il reddito netto rettificato è stato di 679 milioni di dollari, ovvero 0,76 dollari per azione diluita, indicando una lieve crescita. I ricavi totali per il primo trimestre del 2024 sono stati di 5,8 miliardi di dollari, con un incremento del 2% rispetto al primo trimestre del 2023. L’utile operativo è rimasto stabile a 987 milioni di dollari.
Guardando al 2025, si prevede un potenziale rialzo grazie alla ripresa dei mercati del gas, il che contribuisce a giustificare il rating “Buy”. Secondo Jefferies, Halliburton è in una posizione favorevole per soddisfare o superare le aspettative di mercato per il 2024, fornendo solide basi per una crescita sostenuta. Anche Wells Fargo ha confermato il proprio rating “Buy”, con un obiettivo di prezzo di 49 dollari, sottolineando il potenziale di crescita dell’azienda nel prossimo futuro.
3) Charles Schwab
Charles Schwab (SCHW) ha recentemente riportato i suoi utili del primo trimestre il 15 aprile, evidenziando chiari segnali di una visione positiva degli utili a medio termine. È stato registrato il primo aumento dei ricavi dall’anno 2022, indicando una tendenza che si prevede si rafforzi nei prossimi uno o due anni, quando Schwab si aspetta di rimborsare fonti di finanziamento ad alto costo, migliorando il margine di interesse netto. Si attende ancora un aumento significativo della liquidità transazionale a basso costo. Questi risultati sono stati in linea con le aspettative degli analisti.
Secondo alcuni analisti, il prezzo attuale delle azioni di Schwab si allinea al valore equo a lungo termine fissato a 73 dollari per azione. Con un P/E per il 2025 di circa 22,5 volte e un tasso di crescita annuo composto del 9,5% per i ricavi netti, si prevede che il reddito da interessi netti, derivante dalla ripresa della crescita dei depositi e dal reinvestimento dei proventi a reddito fisso in scadenza, continuerà a contribuire in modo significativo alla crescita dei ricavi.
BofA ha recentemente alzato il target price su Charles Schwab da 68 a 70 dollari, citando il forte contesto macroeconomico e mercati in crescita. Secondo BofA, Charles Schwab potrebbe essere ben posizionato in caso di tassi di interesse più bassi, grazie alla durata di 3,8 anni del suo portafoglio di investimenti bancari e al saldo negativo di 18 miliardi di dollari di altri redditi complessivi accumulati, che si invertirebbe con una diminuzione dei tassi.
4) Carnival
Carnival è tra i titoli maggiormente sensibili alle decisioni sui tassi di interesse della Federal Reserve. Le azioni della compagnia di crociere hanno subito un calo significativo nel 2024, scendendo fino al 10%. Questo declino è in parte attribuibile alla possibilità che tassi di interesse più elevati possano avere un impatto negativo sulla domanda di crociere, poiché queste sono considerate spese discrezionali.
Con tassi più alti, i consumatori potrebbero essere meno inclini a spendere cifre consistenti per le vacanze, in particolare a causa dell’aumento dei costi delle carte di credito. Questo potrebbe portare a una maggiore pressione sulle azioni di Carnival e altre compagnie del settore. Tuttavia, giovedì scorso, Carnival ha riportato risultati finanziari incoraggianti, con un aumento dei ricavi trimestrali di oltre il 40% e un utile operativo di 384 milioni di dollari, rispetto a una perdita operativa di 1,135 miliardi di dollari nello stesso trimestre dell’anno precedente. Questi risultati potrebbero indicare una ripresa del settore crocieristico, ma l’incertezza legata ai tassi di interesse resta un fattore di rischio significativo. In ogni caso, un taglio dei tassi rappresenterebbe un elemento positivo per il titolo.
5) Raymond James Financial
Raymond James Financial ha mostrato una notevole crescita negli ultimi anni, con un aumento composto del 25% dell’utile per azione (EPS) negli ultimi tre anni. L’azienda è riuscita a mantenere margini EBIT stabili mentre ha aumentato i ricavi dell’8,4%, raggiungendo 12 miliardi di dollari. Tuttavia, la recente tendenza al rallentamento degli EPS potrebbe influenzare la redditività complessiva, specialmente se i costi di finanziamento rimangono elevati più a lungo.
Nel secondo trimestre fiscale concluso il 31 marzo 2024, Raymond James ha registrato ricavi netti di 3,12 miliardi di dollari e un utile netto disponibile per gli azionisti comuni di 474 milioni di dollari, pari a 2,22 dollari per azione diluita. Escludendo le spese relative alle acquisizioni, l’utile netto rettificato trimestrale per gli azionisti comuni è stato di 494 milioni di dollari, corrispondente a 2,31 dollari per azione diluita. I ricavi netti trimestrali hanno raggiunto un livello record, aumentando del 9% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente e del 3% rispetto al trimestre precedente. Questo incremento è stato trainato dalla crescita della gestione patrimoniale, che ha raggiunto 1,52 miliardi di dollari.
Nonostante la forte performance dell’investment banking e dell’intermediazione, Raymond James ha anche affrontato alcune sfide. L’azienda ha accantonato fondi per coprire perdite su crediti nel settore bancario e ha visto aumentare le spese nel trimestre, il che ha influito sui risultati. Inoltre, il rilascio di riserve legali e regolamentari e i costi salariali hanno contribuito alla variazione dell’utile netto.
Il quadro complessivo mostra un’azienda solida, ma con alcune incertezze derivanti dal contesto economico e dai costi di finanziamento più elevati, che potrebbero incidere sulla crescita futura.
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