Nel panorama finanziario attuale, due giganti del settore farmaceutico stanno attraversando una fase di flessione nelle loro quotazioni azionarie, nonostante previsioni di utili in crescita per il 2025.
Si tratta di opportunità d’acquisto oppure sono destinate a crollare ancora?
Ecco quali sono.
1) UnitedHealth Group
UnitedHealth Group, colosso statunitense della sanità, sta registrando una performance di mercato piuttosto deludente nel 2025. Con un dividend yield dell’1,81%, un rapporto prezzo/utili di 30 e un margine di profitto del 3,60%, l’azienda sembra cara rispetto al passato, con un P/E superiore del 70% alla sua media storica. Tuttavia, guardando il P/E forward, che tiene conto degli utili futuri attesi, il valore scende a 15, un livello che risulta decisamente più conveniente. Nonostante la previsione di crescita dell’EPS del 13,01% per il 2025, il titolo ha perso l’11% dall’inizio dell’anno.
Tra i fattori che hanno penalizzato il titolo, un ruolo chiave è stato giocato dall’indagine del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Secondo fonti di mercato, l’azienda è sotto esame per presunte pratiche scorrette nei rimborsi Medicare Advantage, con l’accusa di aver gonfiato i rating di rischio per ottenere pagamenti più elevati dal governo federale. Sebbene non siano state ancora mosse accuse ufficiali, la notizia ha destabilizzato gli investitori, portando a una reazione negativa del mercato. A questo si è aggiunto un tragico evento che ha colpito il gruppo: l’assassinio di Brian Thompson, CEO della divisione assicurativa di UnitedHealth Group, durante un evento per investitori a New York. Questo shock ha aumentato l’incertezza sul futuro dell’azienda, contribuendo ulteriormente alla flessione del titolo.
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Grafico a candele settimanali del titolo UNH. Fonte: baha.com
2) Novo Nordisk
Il colosso farmaceutico danese Novo Nordisk ha subito un calo del 34% dai massimi storici, nonostante una previsione di crescita dell’EPS del 21,91% per il 2025. Con un dividend yield dell’1,78%, un P/E attuale di 27 e un margine di profitto del 34,78%, il titolo appare caro rispetto alla sua media storica, superandola del 60%. Tuttavia, anche in questo caso, il P/E forward ridimensiona la valutazione e rende il titolo più appetibile per gli investitori di lungo periodo.
Le cause del calo sono riconducibili a diversi fattori. Tra i più rilevanti, il deludente risultato del farmaco sperimentale CagriSema, progettato per il trattamento dell’obesità. Nei trial clinici, il farmaco ha mostrato una perdita di peso media del 22,7%, inferiore al 25% atteso, suscitando preoccupazione sulla sua effettiva competitività sul mercato. Questa notizia ha portato a una perdita di oltre $100 miliardi in capitalizzazione di mercato. Inoltre, la pressione regolatoria ha giocato un ruolo fondamentale. L’inclusione di Ozempic e Wegovy tra i farmaci soggetti a negoziazione dei prezzi negli Stati Uniti potrebbe ridurre i margini di profitto futuri dell’azienda, sollevando dubbi sulle sue prospettive a lungo termine.
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Grafico a candele settimanali del titolo NOVO. Fonte: baha.com
Cosa aspettarsi?
Sia UnitedHealth Group che Novo Nordisk presentano fondamentali finanziari solidi e previsioni di crescita degli utili per il 2025, ma fattori esogeni hanno pesato negativamente sulla fiducia degli investitori. Nel caso di UnitedHealth, le incertezze legate all’indagine del DOJ e l’evento tragico che ha colpito il management hanno generato volatilità. Per Novo Nordisk, i risultati inferiori alle attese dei test clinici e le nuove regolamentazioni sui prezzi hanno sollevato dubbi sulla sostenibilità dei suoi elevati margini di profitto.