Questa società dice addio a Piazza Affari. Ecco quanto fattura e perché i francesi la pagano €46 milioni di euro

Claudia Cervi

22 Dicembre 2025 - 17:56

Fattura oltre 20 milioni, cresce e non è in crisi. Eppure lascia Piazza Affari. Ecco perché la Borsa non l’ha valorizzata.

Questa società dice addio a Piazza Affari. Ecco quanto fattura e perché i francesi la pagano €46 milioni di euro

Non è in crisi. Non perde soldi. E non sta fallendo. Eppure questa società sta per dire addio a Piazza Affari. Perché una società che cresce, fattura oltre 20 milioni e ha margini da lusso sceglie di uscire dalla Borsa?

La risposta è in un assegno da 46 milioni di euro firmato dai francesi. E in una valutazione che il mercato non stava riconoscendo.

Non è la prima volta che società piccole, profittevoli, con conti in ordine e margini che molti si sognano escono dalla Borsa. Quando arriva un compratore estero, il prezzo cambia. E anche il destino.

Fattura “solo” 20 milioni. Ma è qui che Culti Milano fa la differenza

Culti Milano non è una big del lusso. Ma condivide con i grandi nomi una caratteristica che in Borsa conta più di tutto: la redditività.

Nel 2024, il gruppo ha registrato un fatturato consolidato di 20,8 milioni di euro, in crescita dell’8,9% su base annua. Considerando il perimetro di consolidamento più ampio, i ricavi complessivi superano i 24 milioni. Un ritmo interessante per una società di nicchia, ma è guardando ai margini che il quadro diventa davvero chiaro:

  • EBITDA a 4,7 milioni, in aumento del 12%
  • EBIT a 4,2 milioni
  • posizione finanziaria netta positiva per 0,2 milioni

Numeri che raccontano un’azienda profittevole, ordinata e senza tensioni finanziarie, costruita attorno a un posizionamento preciso nel segmento premium del design e delle fragranze per la casa.

Per una società di queste dimensioni, tenere margini sopra il 20% non è affatto scontato. Ed è proprio qui che spesso il mercato fatica: la Borsa guarda i volumi, ma sottovaluta la qualità.

Perché i francesi mettono sul tavolo 46 milioni (e cosa cambia davvero)

Il controllo di Culti Milano passa a Emosia Group, attraverso la holding Berger International, per un controvalore complessivo di 45,8 milioni di euro per il 77,17% del capitale.

Tradotto: 19,16 euro per azione, con un premio del 42,5% rispetto all’ultimo prezzo di Borsa. Un messaggio chiaro: il valore industriale è molto più alto di quello riconosciuto dal mercato.

L’operazione porterà al delisting da Euronext Growth Milan, tramite un’OPA totalitaria dopo il closing, atteso entro febbraio 2026. Nessuna rivoluzione interna: management confermato e governance operativa invariata.

Per il gruppo francese, presente in quasi 70 Paesi con oltre 9.000 punti vendita, l’acquisizione rafforza il presidio nel segmento più alto del lifestyle. Per l’azienda italiana, significa accedere a una rete internazionale che da sola sarebbe stata lunga e costosa da costruire.

Il timing non è casuale. Nei prossimi mesi debutterà Golden, la prima fragranza per la casa firmata Elie Saab, nata dalla collaborazione con Culti Milano. Un progetto che spinge il brand ancora più in alto, verso il lusso puro.

Ed è anche per questo che 46 milioni non sono una svendita.
Sono il prezzo di un posizionamento che la Borsa, semplicemente, non stava più pagando.

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