Quanto renderà il nuovo BOT a 1 anno e come guadagnare almeno il 4% sul reddito fisso?

Stefano Vozza

11 Marzo 2025 - 11:38

Investire a 1 anno sul reddito fisso: quali strategie consentono di massimizzare il ritorno sui sovereign bond?

Quanto renderà il nuovo BOT a 1 anno e come guadagnare almeno il 4% sul reddito fisso?

Nuovo mese e nuovo ciclone di emissioni sovrane per il Dipartimento del Tesoro che in settimana procederà al lancio di nuovi prestiti obbligazionari. A seconda delle circostanze, c’è che il debito pubblico nazionale si rinnova o si incrementa, mentre a tagliarlo non si riesce proprio.

A rompere il ghiaccio sarà il neo Buono Ordinario del Tesoro (BOT) in asta mercoledì 12 marzo. Ora, quanto renderà il nuovo BOT a 1 anno e come guadagnare almeno il 4% sul reddito fisso?

Il nuovo BOT a 12 mesi in asta a metà settimana

Venerdì 14 marzo arriveranno in scadenza 9,7 miliardi di € di BOT a 12 mesi, e difatti l’ammontare offerto è di 9 mld di €, 0,7 in meno rispetto al debito da estinguere. Stiamo diventando un Paese virtuoso? Assolutamente no, probabilmente il MEF al momento non ha la necessità di rinnovare per intero il debito prossimo al termine.

Trattandosi di un BOT nuovo di zecca c’è che l’ISIN sarà comunicato in sede d’asta. Il bond ha data emissione venerdì 14/03/’25 e scadenza tra 364 giorni, il 13/03/’26.

Quanto al calendario delle operazioni di sottoscrizione, martedì 11 scade il termine per l’inoltro delle richieste da parte dei risparmiatori retail (taglio minimo 1.000 €). Il giorno dopo, entro le 11.00, dovranno pervenire le domande da parte dei soggetti abilitati, perché poi a seguire ci sarà l’asta vera e propria. I BOT sono aggiudicati con il sistema di collocamento dell’asta competitiva, dove i partecipanti formulano le richieste (fino a un massimo di 5 a testa) in termini di rendimento.
Per tutti i bond assegnati, sia in asta ordinaria che la supplementare, la data di regolamento è venerdì 14 marzo.

Il rendimento dei BOT è in discesa ormai da 1 anno e mezzo

Questi titoli sono detti zero coupon perché per essi l’emittente non stacca alcuna cedola per via della loro breve vita utile (a 3, 6 o 12 mesi). Per chi acquista in emissione, quindi, il guadagno è dato dalla differenza tra il valore di aggiudicazione e quello di rimborso finale a 100. Oppure dal prezzo ci carico e scarico sul MOT per chi compra e/o vende il titolo in tempi differenti dalla nascita e/o fine.

Tuttavia, i ritorni che lo strumento va offrendo da inizio decennio ad oggi sono stati in salita fino all’autunno 2023, e a seguire in costante discesa. I numeri sono molto eloquenti al riguardo. Il rendimento medio dei BOT nei 12 mesi del 2023 sono stati (fonte: Banca d’Italia) del 2,446%, 2,779%, 2,929%, 3,133%, 3,270%, 3,466%, 3,699%, 3,683%, 3,821%, 3,878%, 3,782% e 3,603%.

L’anno successivo, invece, i 12 ritorni mensili si sono assestati a 3,632%, 3,670%, 3,711%, 3,682%, 3,659%, 3,577%, 3,487%, 3,251%, 3,139%, 2,965%, 2,792% e 2,588%. Il trend non è mutato per i primi 2 mesi del 2025, dato che il rendimento medio è stato del 2,539% a gennaio e al 2,389% a febbraio.
In altri termini ormai da mesi si viaggia stabilmente sotto il 3%, e quel quasi 4% di ritorno di 18 mesi fa oggi sembra solo un lontano ricordo.

Quanto renderà il nuovo BOT a 1 anno e come guadagnare almeno il 4% sul reddito fisso?

I BOT sono aperti a tutte le categorie di risparmiatori, senza alcuna eccezione. Tuttavia, sono le strategie operative che rendono ora un titolo ora l’altro più adatto a determinati scopi. Ad esempio il BOT potrebbe interessare maggiormente a chi ha cospicui capitali da parcheggiare entro l’anno su strumenti redditizi, alta garanzia sul capitale e assai liquidi.

L’asta di metà settimana potrebbe comunque segnare un sussulto sui rendimenti dato il rialzo avutosi nei giorni scorsi. In altri termini non è affatto da escludere, anzi, un rendimento maggiore al 2,325% avutosi per il BOT scadenza febbraio 2026. Secondo le attese potrebbe assestarsi in area 2,5%, diciamo così, ma lo sapremo con certezza il 12 verso l’ora di pranzo.

Alzare il rischio per alzare il rendimento

E se invece l’obiettivo primo fosse la massimizzazione del ritorno su un orizzonte a 1 anno sempre sul comparto obbligazionario? Dato l’attuale panorama dei rendimenti di mercato bisognerebbe mutare strategia. Ad esempio si potrebbe optare per corporate bond del tipo step-down e ricca cedola iniziale oppure sempre su un sovereign ma mutando operatività.
Restiamo sulle emissioni sovrane nazionali e facciamo due possibili esempi tra i vari possibili.

Se la propensione al rischio è elevata si può puntare all’incasso di 2 cedole semestrali di un BTP con interesse nominale annuo del 4-5%, per esempio. Qui la vera sfida sta tutta nel riuscire a comprare e rivendere il titolo a uno stesso prezzo o comunque non inferiore a quello di carico. Ad esempio il “BTP 1fb33 5,75%” paga poco più del 5% netto annuo, ma prezza a 114,7 e scade tra meno di 8 anni.

Di contro il “BTP Fx 4.3% Oct54” prezza sotto cento (96,23) ma scade tra quasi 30 anni.
Invece se l’attitudine al rischio è ancora maggiore si potrebbe pensare all’accoppiata cedola e plusvalenza. Qui sarà importante caricare un bond dalla buona cedola nominale e una discreta vita residua. Tuttavia, sarà il “giusto” timing di ingresso sul titolo a fare la differenza effettiva in termini di ritorno e, soprattutto, di tempo impiegato nel conseguire l’obiettivo.