La ripresa delle schermaglie in Medio Oriente ha riacceso le tensioni sui mercati finanziari. Ieri i rendimenti obbligazionari sovrani sono risaliti su tutti i timeframe, specie sul tratto medio-corto della yield curve. Gli analisti prezzano possibili rincari del costo del denaro BCE già a luglio, mentre fino a qualche giorno fa erano incerti se la decisione sarebbe arrivata pre o post estate. Non solo, ma se le cose non tornano presto alla normalità non si esclude più un terzo intervento entro i prossimi 5-7 mesi.
A cascata sono mutate le convenienze sul reddito fisso in termini di ritorni a scadenza. Vediamo al riguardo quanto rende effettivo un conto deposito vincolato a 36 mesi e il BTP 3,35% luglio 29.
I rendimenti a 36 mesi sui migliori conti depositi del momento
Partiamo dai tassi offerti oggi sui conti depositi (CD) vincolati a 36 mesi tra i più remunerativi sul mercato. Secondo ConfrontaConti, le prime 5 migliori offerte del momento sarebbero:
- Time Deposit di Twist, con tasso annuo lordo del 3,6% (netto: 2,66%) e interessi liquidati ogni 6 mesi. La banca apre allo svincolo anticipato ma prevede l’associato c/c;
- Conto Key Non Svincolabile di Banca Progetto, con tasso lordo del 3,50% (2,59%), interessi liquidati trimestralmente e senza alcun c/c associato;
- Cherry Vincolato di Cherry Bank, tasso 3,25% annuo lordo (2,41%) pagati ogni 3 mesi, e con associato c/c della banca emittente;
- Conto Yes di Solution Bank, con tasso annuo lordo e netto al 3,25% e al 2,41%. La liquidazione degli interessi è posticipata e l’istituto non prevede né c/c associato né lo svincolo anticipato del deposito;
- Conto Deposito Standard – Non Svincolabile di Banca CF+, con tasso lordo al 3,10% (2,29%), e liquidazione annuale. La banca non prevede l’apertura di un associato c/c.
Per tutti i dettagli e le info commerciali e contrattuali dei singoli conti si rimanda alla lettura integrale dei Fogli Informativi dei rispettivi prodotti.
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I pro e i contro del vincolo bancario
Su un ipotetico capitale di 20mila € i guadagni netti legati a queste proposte sarebbero ricompresi tra i 1.257,55 e i 1.479,75 €. Le spese di bollo in 3 anni ammonterebbero a 120,11 € mentre le ritenute fiscali sugli interessi tra i 484,04 e i 562,11 € a seconda del montante lordo maturato.
I primi due vantaggi del CD sono sicuramente l’assenza di adempimenti burocratici vari come la Mifid e dei costi di gestione. In quest’ottica il prodotto è molto smart, specie se c/c e conto deposito appartengono allo stesso intermediario finanziario per cui il travaso dei fondi da un contenitore all’altro è semplificato. Infine c’è l’assenza del rischio di mercato, cioè non subisce variazioni di valore fino alla scadenza del vincolo, con rendimento noto a priori e capitale rimborsato a scadenza.
I contro riguardano in primis l’eventuale assenza dello svincolo anticipato, presente nella gran parte dei casi. Alcuni svincolabili, invece, riaccreditano la liquidità solo dopo 32 giorni dalla richiesta (depositi semi-liberi), cioè un mese dopo averne fatto domanda. Altri CD prevedono prima l’apertura del c/c emittente, e solo dopo è possibile attivare il deposito. Tuttavia, se si è alla ricerca di un investimento e non di un nuovo c/c allora la proposta va valutata due volte.
L’obbligazione sovrana a medio termine
Il BTP Fx 3,35% con matricola ISIN IT0005584849 scadrà il 1° luglio ’29, quasi 3 anni di vita residua. Il tasso nominale annuo è del 3,35%, il 2,931% al netto della ritenuta fiscale del 12,50% e non 26% come sul CD, e pagato su base semestrale. Al momento prezza 101,05 per un effettivo a scadenza del 3,02%, netto il 2,6% (dati: Borsa Italiana).
Sempre su un ipotetico capitale di 20mila € stiamo parlando di poco più di 1.500 € al netto della sola ritenuta, quindi al lordo del bollo. Non solo, ma ci sono anche le spese di gestione bancaria, e cioè la commissione per intero e i costi del dossier pro quota e tempo tra i prodotti presenti. L’acquisto del BTP presuppone la profilatura Mifid, ed è possibile da qualunque c/c si disponga, fosse postale (libretto incluso), online o bancario tradizionale.
A livello di ritorni, quindi, il confronto bond-CD può reggere solo per i primi vincoli bancari al top dei rendimenti. Poi l’ago della bilancia si sposta e resta a favore del titolo di Stato, complice il recente ritorno di fiamma degli yield di comparto.
Quanto rende effettivo un conto deposito vincolato a 36 mesi e il BTP 3,35% luglio 29?
Oltre alle spese di gestione, l’altro rischio è dato dalle oscillazioni dei prezzi del BTP sul MOT. Da gennaio ad oggi i corsi sono oscillati dal minimo dei 100,19 fino al massimo a 103,82 per cui fino al termine i prezzi di eventuale, futura rivendita non sono certi a priori. È il c.d. rischio di mercato, che tuttavia perde di significato (ma non si annulla) per chi è certo di portare a termine l’investimento. A quella data il Tesoro rimborserà 100 il debito, in questo caso con una perdita in conto capitale.
Tuttavia, a livello di “libertà operativa” sia in ingresso che in uscita il BTP batte nettamente il CD, specie se già si dispone del dossier titoli. Anzi, l’ingresso di un nuovo strumento riduce l’incidenza pro-quota (prodotto) dei relativi oneri. Inoltre, nella misura in cui gli yield tornassero a scendere c’è che i corsi del BTP potrebbero tornare ad apprezzarsi anche di 1-2 centesimi altri. A quel punto l’eventuale uscita anticipata, per necessità o per convenienza o per un cambio di strategia, risulterebbe indolore oltre che profittevole.