Quanto guadagno se sposto €50.000 dal conto corrente al conto deposito per 6 o 18 mesi?

Stefano Vozza

19 Febbraio 2026 - 15:39

Perdere soldi o guadagnare soldi con i soldi tenuti liberi su un rapporto bancario che non prevede interessi attivi pro cliente

Quanto guadagno se sposto €50.000 dal conto corrente al conto deposito per 6 o 18 mesi?

La vita è fatta di scelte e ognuna porta in dote con sé pro e contro. Nulla di nuovo sotto il sole, si direbbe, ma alcune che possono fare più male di altre, e a dirlo sono i numeri e non le nostre parole. Consideriamo una liquidità infruttifera di cui si è certi che non verrà impegnata per un breve lasso di tempo. Bene, ecco che succede se sposto 50.000 € dal conto corrente al conto deposito per 6 o 18 mesi.

Quanto costa la liquidità sul conto corrente

Diciamo subito che la preferenza per la liquidità è sempre onerosa, cioè costosa e mai gratuita, neanche quando si pensa che lo sia. Riguardo a quella depositata sul c/c, tra tasse e/o canoni e/o inflazione di periodo c’è sempre un’uscita, meglio: almeno una.

L’imposta di bollo di 34,20 €/anno colpisce le giacenze medie sopra i 5mila €, per cui su 50mila € dell’esempio andrebbe sempre pagata. Nello specifico si tratterebbe di 17,10 € per 6 mesi o di 51,30 € per 18, e così via per altri archi temporali.
Poi ci sono i canoni di tenuta c/c, al netto dei pochi gratuiti. In base del canale prescelto, tipo online o postale o bancario tradizionale, si tratta di una spesa che spazia tra i 3 e i 10 €/mese. Assumendo una cifra mediana tra i due estremi di 6,5 €/mese, si tratterebbe di un salasso tra i 39 (6 mesi) e i 117 € (18 mesi).

L’inflazione è infine la spesa-non-spesa, l’uscita per la quale non compare mai l’addebito in conto e quindi la si ignora, sbagliando. Negli anni in cui è alle stelle come nel 2022-’23 fa molti più danni dei canoni e delle tasse al Fisco messi assieme. Anzi, in periodi del genere queste risultano spese “irrisorie” rispetto alle perdite di potere d’acquisto che arreca l’inflazione. Sul Bollettino Economico n. 1/2026 di Banca d’Italia l’inflazione è data all’1,4% per l’anno in corso e in leggera salita nel ’27. A spanne, quindi, si tratterebbe di una perdita di valore sui 350 € su 6 mesi e sui 1.100 € sul 18 mesi. Ora tutto si può dire, tranne che si tratti di cifre trascurabili.

Il conto deposito per valorizzare la liquidità di breve termine

Adesso consideriamo il conto deposito (CD), un parente stretto del c/c e solo una delle tante, possibili alternative al c/c. Se quest’ultimo è un formidabile strumento di pagamento e non di investimento, vale il contrario per il CD rispetto al c/c. Solitamente non ha canoni di gestione, mentre prevede l’imposta di bollo del 2X1.000 annuo sul deposito e aliquota del 26% sugli interessi. Al riguardo, quanto rendono? Tutto dipende da banca a banca, ognuna segue le proprie strategie ma in genere sono quelle online le più generose.

Su un portale specializzato da noi consultato abbiamo visto come i primi 5 CD vincolati a 6 mesi rendano tra il 3% e il 2,45% annuo lordo, cioè tra il 2,22% e l’1,81% netto. Detta in soldi, tra i 500,85 e i 399,94 € al netto di ritenuta fiscale e dei 49,59 € di imposta di bollo. I ritorni annui dei primi 5 CD liberi a 6 mesi sarebbero compresi tra il 4 e il 2% lordo, per un incasso netto totale tra i 684,33 e i 351,07 €.

Passiamo ora ai 18 mesi di vincolo. Le prime 5 proposte a vincolo a un anno e mezzo renderebbero tra il 2,9% (2,15% netto) e il 2,55% (1,89% netto) annuo, per un netto guadagno tra i 1.455,50 € e i 1.261,78 €. Quelli liberi, tra il 2,25% e l’1,77%, ossia tra l’1,67% e l’1,31% al netto dell’imposta sostitutiva sugli interessi e guadagni netti compresi tra 1.609,89 e 828,53 €.

In tutti i casi, e su tutti i tempi, occhio alle condizioni economiche previste dalla banca di turno, specie su due questioni:

  • nel caso del deposito a vincolo, lo stesso è svincolabile all’occorrenza e, se sì, a quali condizioni?
  • i maggiori tassi del CD sono appannaggio esclusivo dei soli clienti della banca o aperti a tutti? L’ideale sarebbe la seconda casistica e non la prima, al netto di chi non necessita sia di un c/c che di un CD.

Ecco che succede se sposto 50.000 € dal conto corrente al conto deposito per 6 o 18 mesi

Le motivazioni che portano all’immobilismo operativo in genere spaziano dalla sottostima dei costi al timore di aver necessità di quel cash o l’incertezza sul da farsi. Tutti dubbi legittimi, che tuttavia costano tra spese certe e sicure, visibili e non, e di mancati guadagni. Basterebbe lasciarsi guidare da un consulente indipendente per, almeno, provare a ripagarsi dei costi della liquidità e la parcella del professionista. Poi ci sarebbero anche le banche, ma risulta difficile pensare che non propongano prodotti della casa e, quindi, che non operino in chiaro conflitto di interessi.

Ad ogni modo, ad ogni risparmiatore il proprio sentiero operativo.

Ragioniamo ora di fantasia e immaginiamo un vincolo a 18 mesi al 2,5% annuo lordo per il 40% del capitale, cioè per 20mila € su 50 disponibili. Ancora, ipotizziamo che la banca apra allo svincolo anticipato ma al costo di sacrificare gli interessi di periodo nel frattempo maturati. Il netto guadagno sarebbe sui 500 € scarsi, sufficienti per ripagare le spese visibili e più della metà della perdita da inflazione, ma non tutta. È il costo della liquidità, come volevasi dimostrare, ma intanto è un provare ad iniziare a tamponare le falle.