Quanto guadagna Vincenzo De Luca? Lo stipendio del nuovo (vecchio) sindaco di Salerno

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25 Maggio 2026 - 18:04

Vincenzo De Luca è tornato sindaco di Salerno dopo i mandati come governatore della Campania. Ma quanto guadagnerà adesso? Ecco stipendio e patrimonio

Quanto guadagna Vincenzo De Luca? Lo stipendio del nuovo (vecchio) sindaco di Salerno
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«Vincenzo De Luca sono io, l’unico esponente vero della destra europea». Parola sua, pronunciata durante uno dei suoi consueti soliloqui social evocando De Gaulle e Adenauer. Una battuta sui generis, d’accordo, ma in fondo perfettamente coerente con il personaggio: imprevedibile, istrionico, capace di far parlare di sé anche quando - o forse soprattutto quando - nessuno se lo aspetta.

Eppure dopo anni da governatore della Campania, Vincenzo De Luca non è tornato sul grande palcoscenico della politica regionale - la Corte Costituzionale glielo ha impedito - ma su quello municipale che conosce meglio di chiunque altro: quello di Salerno.

Alle elezioni comunali del maggio 2026, De Luca ha conquistato per la quinta volta la carica di sindaco del capoluogo campano, ottenendo tra il 56 e il 60% dei voti nonostante l’assenza del sostegno esplicito del Partito Democratico e di qualsiasi grande forza politica alle spalle.

Supportato soltanto da sette liste civiche, ha battuto nettamente i suoi avversari, tra cui Franco Massimo Lanocita (sostenuto da M5S e Alleanza Verdi e Sinistra) e il candidato del centrodestra Gherardo Maria Marenghi.

Un ritorno che segna anche un passaggio economico rilevante: dall’indennità da Presidente di Regione a quella da primo cittadino. Vediamo allora quanto guadagnerà come sindaco di Salerno e a quanto ammonta il suo patrimonio.

La biografia di Vincenzo De Luca

Classe 1949, Vincenzo De Luca è nato a Ruvo del Monte in provincia di Potenza. Fin dai primi anni si trasferisce con la sua famiglia a Salerno, dove completa il percorso di studi conseguendo la maturità al Liceo ginnasio Torquato Tasso (frequentato all’epoca anche da Michele Santoro e Lucia Annunziata).

Inizialmente si iscrive a Medicina a Napoli, ma con il crescere del suo interesse per la politica sceglie di abbandonare questo percorso universitario per approdare a Filosofia presso l’Università degli Studi di Salerno, dove si laurea con una tesi su Antonio Gramsci.

Dopo la laurea insegna filosofia nelle scuole superiori, per poi dedicarsi a tempo pieno alla sua passione. Quando aveva solamente 20 anni si è iscritto al PCI, di cui diventa segretario provinciale nel 1975, restando alla guida del partito per oltre un decennio. Lavora poi come sindacalista nel settore agrario, prendendo parte anche alle occupazioni delle terre nella Piana del Sele.

Vincenzo De Luca e la carriera politica tra Campania e Salerno

All’alba degli anni Novanta arrivano i primi incarichi nell’amministrazione comunale salernitana, dove ricopre i ruoli di consigliere comunale, assessore ai Lavori Pubblici e vicesindaco. La grande occasione arriva nel 1993 quando viene eletto sindaco di Salerno per la prima volta, sull’onda della bufera giudiziaria di Tangentopoli. Una carica che ha ricoperto per circa vent’anni, con una sola pausa di cinque anni e mezzo.
Deputato tra le fila dei Democratici di Sinistra tra il 2001 e il 2008, alle elezioni regionali del 2010 è il candidato del centrosinistra in Campania, venendo però sconfitto da Stefano Caldoro. Nel 2013, l’allora premier Enrico Letta lo nomina viceministro alle Infrastrutture e Trasporti.

Sempre alla guida di una coalizione di centrosinistra, Vincenzo De Luca nel 2015 si è preso la rivincita battendo il forzista e diventando così il governatore della Campania con il 41,15% dei voti.

Dopo che una sua candidatura bis era stata messa in dubbio dal PD, la grande popolarità acquisita durante il lockdown - con le celebri dirette Facebook dove proponeva di mandare i Carabinieri con il lanciafiamme alle feste di laurea - ha spinto il centrosinistra a puntare di nuovo sul governatore, che ha ripagato la fiducia stravincendo le elezioni regionali 2020 in Campania.

Da governatore bis, De Luca ha poi accarezzato l’ipotesi di un terzo mandato consecutivo, arrivando a far approvare una legge regionale che glielo avrebbe consentito. La mossa si è però scontrata con un muro: la Corte Costituzionale ha bocciato la norma, impedendogli di ripresentarsi alla presidenza della Regione. Al suo posto, nel 2025, è arrivato Roberto Fico.

Cacciato dalla porta di Palazzo Santa Lucia, De Luca è rientrato dalla finestra di Palazzo di Città. Con un tempismo che non è passato inosservato, l’ex sindaco Vincenzo Napoli - da molti considerato un suo fedele reggente - ha rassegnato le dimissioni lasciandogli di fatto il campo libero. De Luca ha colto l’occasione e si è candidato, vincendo le elezioni comunali del maggio 2026 per la quinta volta e festeggiando così il suo 77° compleanno - spento l’8 maggio - con la fascia tricolore di nuovo al petto.

Quanto guadagna? Lo stipendio di De Luca da sindaco

Dal punto di vista economico, il ritorno a Palazzo di Città segna per De Luca un cambiamento significativo rispetto agli anni da governatore della Campania.

Come sindaco di Salerno, capoluogo di provincia con oltre 100.000 abitanti, De Luca percepirà un’indennità lorda mensile di 11.040 euro, in linea con quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2022, che ha aumentato le retribuzioni dei sindaci - in questo caso con un incremento dell’80% rispetto ai parametri precedenti al 2024.

Si tratta comunque di una cifra inferiore rispetto ai 13.700 euro mensili che percepiva come Presidente della Regione Campania, così ripartiti: 6.600 euro di indennità di carica, 2.700 euro di funzione e 4.400 euro di rimborso del mandato.

Dal punto di vista patrimoniale, le dichiarazioni dei redditi degli anni da governatore restituiscono cifre significative. Per il periodo d’imposta 2015 - anno del passaggio da sindaco a governatore - De Luca dichiarava 79.771 euro.

Dichiarazione redditi 2017 Vincenzo De Luca
La dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2016 di Vincenzo De Luca

Per il 2016, primo anno pieno alla guida della Regione, il reddito complessivo è quasi raddoppiato arrivando a 153.550 euro. Una tendenza confermata anche negli anni successivi: la dichiarazione relativa al 2018 vede un reddito complessivo pari a 154.261 euro.