Quanto guadagna uno sciatore professionista?

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04/02/2026

Con l’avvio delle Olimpiadi invernali, in molti si chiedono quanto guadagna uno sciatore professionista: ecco il prize money e i guadagni stimati da sponsor.

Quanto guadagna uno sciatore professionista?

La stagione di Coppa del Mondo entra nella sua fase decisiva, ma nel 2026 l’attenzione è inevitabilmente catalizzata dalle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, in programma dal 6 al 22 febbraio. Una pausa solo apparente per il grande sci internazionale, che culmina proprio nell’evento più prestigioso del quadriennio, con l’Italia al centro della scena mondiale.

Tra le discipline che più da vicino riguardano gli italiani c’è naturalmente lo sci alpino, sport in cui gli azzurri puntano al podio in diverse specialità. I riflettori sono puntati su atleti simbolo come Sofia Goggia, Federica Brignone e Dominik Paris, ma anche su una nuova generazione pronta a ritagliarsi spazio sul palcoscenico olimpico, come il nuovo fenomeno azzurro Giovanni Franzoni.

Lo sci alpino resta, però, protagonista anche a livello globale, con campioni assoluti e volti noti in tutto il mondo come Mikaela Shiffrin e Marco Odermatt, dominatori delle ultime stagioni di Coppa del Mondo e tra i favoriti per le medaglie olimpiche. E davanti a tutti anche quando si parla di prize money.

Ma quanto guadagnano gli sciatori? Quali sono i premi previsti per una vittoria o un piazzamento nelle gare di Coppa del Mondo e quanto incidono, invece, gli sponsor sui loro guadagni complessivi? E, soprattutto, quali premi economici sono in palio in caso di podio alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, l’appuntamento più atteso e mediaticamente rilevante per uno sciatore professionista? Cerchiamo di mettere ordine e di rispondere a ogni domanda.

Quanto guadagna uno sciatore alpino professionista?

Per capire quanto guadagna uno sciatore partiamo dai montepremi previsti per le gare di Coppa del Mondo, quelle più frequenti (in media un paio a settimana durante tutta la stagione invernale). I premi vengono distribuiti ai primi 30 posizionati nella classifica finale, ovvero gli stessi che prendono punti validi per la graduatoria generale di Coppa.

Negli ultimi anni il sistema di premiazione FIS per la stagione 2025-2026 è stato aggiornato e al vincitore di una singola prova di Coppa del Mondo di sci alpino viene riconosciuto un premio di circa 54.709 euro, con una progressione decrescente per i piazzamenti fino al 30° posto. Anche il secondo classificato riceve oltre 25.600 euro, il terzo poco meno di 14.000, e via via cifre inferiori per i successivi atleti fino ai premi per il 30° posto. In totale il montepremi ufficiale per ciascuna gara ammonta quindi a 167.619 euro complessivi distribuiti tra tutti gli atleti che ottengono punti validi per la classifica finale.

In termini di equità tra sedi, sebbene la struttura FIS sia uniforme per ogni tappa, alcune località iconiche prevedono un prize money differente, grazie a sponsorizzazioni aggiuntive e bonus extra per attrarre atleti di alto profilo. Un esempio? La mitica discesa libera di Kitzbühel - la Streif, la discesa più estrema al mondo - mette in palio 350 mila euro totali, dei quali più di 100 mila finiscono nelle mani del vincitore. E nel 2026 il vincitore è stato proprio il nostro Giovanni Franzoni.

Parallelamente ai premi gara, gli sciatori di vertice accumulano premi stagionali e riconoscimenti aggiuntivi da parte delle federazioni nazionali, degli sponsor personali e nel caso di vittorie delle sfere di cristallo di Coppa del Mondo (classifica generale e di specialità), che possono tradursi in ulteriori somme annue spesso superiori alle singole vittorie di gara.

Per dare un’idea aderente al presente, nella stagione 2025/2026, considerate le gare di coppa del mondo disputatesi fin qui, alla vigilia delle Olimpiadi i paperoni per montepremi incassato dalle sole competizioni sono:

  • tra gli uomini, lo svizzero Marco Odermatt, che su 28 gare disponibili ha portato a casa più di 657 mila euro. Il primo azzurro è proprio Giovanni Franzoni (6° assoluto) con 207 mila euro;
  • tra le donne, l’americana Mikaela Shiffrin, che su 25 gare complessive ha raccolto 492 mila euro. In questo caso, la prima italiana è Sofia Goggia (9° assoluta) con 151 mila euro.

Quanto si guadagna in caso di medaglia alle Olimpiadi invernali

Gli sciatori possono poi guadagnare un premio aggiuntivo, ovviamente, in caso di medaglia alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) ha confermato che per gli atleti italiani le cifre previste saranno le stesse già applicate per le Olimpiadi estive di Parigi 2024, e analoghe a quelle di Pechino 2022:

  • Medaglia d’oro: 180.000 euro
  • Medaglia d’argento: 90.000 euro
  • Medaglia di bronzo: 60.000 euro

Questi premi sono riconosciuti individualmente a ciascun atleta medagliato e, per la prima volta a Milano-Cortina, si stanno studiando delle misure per una detassazione - cioè erogati al lordo delle imposte grazie a un accordo con il Governo italiano, aumentando così il valore netto dei riconoscimenti.

Considerando che alle Olimpiadi di Pechino 2022 la spedizione italiana conquistò 17 medaglie, per un totale di oltre 1,47 milioni di euro di bonus distribuiti ai medagliati italiani, a Milano-Cortina - con una squadra da circa 200 atleti qualificati e obiettivi di podio ambiziosi - la somma complessiva attesa potrebbe superare ampiamente quella cifra se l’Italia riuscirà a replicare o migliorare quegli exploit.

E nel resto del mondo? Non tutte le nazioni retribuiscono allo stesso modo i propri medagliati olimpici. Negli Stati Uniti, ad esempio, un oro può valere tra i 35 mila e i 40 mila dollari. Al contrario, come riporta SkyTg24, in oriente Paesi come Singapore e Hong Kong premiamo i propri atleti vincitori di un oro con cifre che possono superare il mezzo milione di euro.

I guadagni degli sciatori oltre al prize money: stipendi, rimborsi e sponsor

Oltre ai premi gara, gli sciatori di Coppa del Mondo ricevono supporto economico diretto dalle federazioni nazionali, che varia in base ai risultati e allo status dell’atleta. In Italia, ad esempio, gli atleti inseriti nei gruppi élite della squadra nazionale percepiscono rimborsi, premi di risultato e copertura completa delle spese (viaggi, materiali, staff tecnico).

La Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) prevede bonus progressivi per podi, vittorie e piazzamenti di prestigio, con premi che possono arrivare a decine di migliaia di euro per singolo risultato nelle gare più importanti.

L’entrata maggiore per gli sciatori deriva però - almeno per gli atleti di punta - dagli sponsor. Le cifre disponibili per capire a quanto ammontano queste entrate sono poche e molto diverse tra loro. Ma senza dubbio incidono molto sui bilanci dei singoli atleti: non è un caso, per esempio, che tanti sciatori mettano sempre in primo piano la marca dei loro sci o la bevanda che sorseggiano durante le interviste. Infatti, i migliori sciatori al mondo firmano contratti pluriennali con marchi di abbigliamento tecnico, caschi, sci, scarponi e brand extra-sportivi (auto, orologi, energy drink).

Per i campioni più conosciuti i contratti possono avere cifre da capogiro.

Secondo stime di mercato e analisi di settore, un top athlete internazionale può guadagnare tra 1 e 3 milioni di euro l’anno solo dagli sponsor, mentre i fuoriclasse assoluti superano ampiamente queste cifre, soprattutto in un anno olimpico.

Per gli atleti di seconda fascia, invece, gli sponsor coprono spesso solo materiali e una parte dei costi stagionali, rendendo la carriera sostenibile ma non necessariamente redditizia.

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