Quanto guadagna Ronaldinho? Ecco il suo patrimonio (e cosa fa oggi)

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21 Aprile 2026 - 13:03

Dal calcio al carcere, fino a una docu-serie su Netflix: ecco che fine ha fatto Ronaldinho, il patrimonio accumulato in carriera e con quanto guadagna oggi

Quanto guadagna Ronaldinho? Ecco il suo patrimonio (e cosa fa oggi)

I millennial se lo ricordano come l’icona assoluta degli anni duemila, il simbolo di quell’era calcistica culminata con l’avvento del dualismo Messi-CR7. Ronaldinho oggi non solca più il rettangolo di gioco da tempo ma rimane un campionissimo che ha fatto epoca. Simbolo del primo Barcellona ammaliante del nuovo millennio, funambolico e tecnico come pochi, capace anche di far innamorare i tifosi italiani con il suo passaggio al Milan, sebbene quasi a fine carriera.

E non dimentichiamoci che è stato anche la punta di diamante di una delle nazionali brasiliane più forti e talentuose della storia. Ecco, tanto è alta la vetta quanto è più grande il tonfo. Dopo la carriera, nonostante guadagni e fama, Ronaldinho è caduto più volte, soprattutto lontano dal calcio. E tutto questo è diventato materiale per una docu-serie in 3 episodi pubblicata su Netflix ad aprile di quest’anno (ed è già tra le più viste in assoluto).

Ma come se la passa oggi a livello economico e, soprattutto, cosa fa? Ecco tutto quello che sappiamo tra carriera, patrimonio e attività tra imprenditoria e vita privata.

Chi è Ronaldinho? Biografia e carriera

Quando parliamo di Ronaldo de Assis Moreira, meglio noto come Ronaldinho, parliamo senza giri di parole di uno dei calciatori più forti e famosi della storia.

Classe 1980, dopo una parentesi al Gremio e PSG, la sua carriera è esplosa con la maglia del Barcellona dove ha conquistato diversi titoli nazionali e internazionali quali due campionati spagnoli, due Supercoppe e una Champions League. A livello personale si annovera anche la conquista del Pallone d’oro nel 2005. Con la nazionale è stato campione del mondo nel 2002 e campione del Sudamerica nel 1999. Erano gli anni di un Brasile stellare capace di mettere in campo calciatori del calibro di Ronaldo, Rivaldo, Cafu, Roberto Carlos e un giovane Kakà.

Come detto, abbiamo avuto l’onore di vederlo all’opera anche in Italia al Milan. I rossoneri lo acquistarono nel 2008 per circa 22 milioni di euro. Vi rimase tre anni prima di fare ritorno in Brasile al Flamengo. Ha dato l’addio al calcio il 16 gennaio 2018.

Ma è il post carriera che ha fatto discutere, soprattutto in accezione negativa. Nel 2020 Ronaldinho venne arrestato due volte in Paraguay. La prima volta per aver attraversato il confine con il Brasile con un passaporto falso; la seconda, invece, perché ritenuto colpevole di riciclaggio assieme al fratello Roberto. In tutto, ha dovuto scontare ben 171 giorni di detenzione, tra arresti domiciliari e carcere vero e proprio.

E pensare che stimo parlando di uno che per anni è stato eletto il calciatore più pagato al mondo. Non solo per stipendi all’epoca da capogiro (che se paragonati ad oggi fanno quasi ridere, ndr) ma anche per i numerosi contratti di sponsorizzazione con alcuni dei più famosi brand al mondo che gli hanno fruttato milioni e milioni di dollari.

Una volta chiusa la sua carriera calcistica per Ronaldinho, però, si sono aperte le porte del carcere. Tornato in libertà, il suo patrimonio non è stato minimamente intaccato da quest’uscita a vuoto, ma anzi, è continuato a lievitare. Vediamo quanto guadagna oggi Ronaldinho e grazie a cosa.

Quanto guadagna Ronaldinho? Il patrimonio dell’ex campione brasiliano

Come detto, Ronaldinho è stato uno dei calciatori più pagati di sempre. Nel 2007 quando era nel momento più importante della sua carriera con la maglia del Barcellona, era il calciatore più pagato in circolazione. Percepiva uno stipendio di 8,5 milioni di euro. Una cifra che farebbe quasi sorridere oggi, se confrontata con i circa 200 milioni annui di Cristiano Ronaldo, ma che all’epoca rappresentava uno standard fuori scala.

Ma il brasiliano ne guadagnava il doppio grazie alle sponsorizzazioni con Nike, Pepsi, Gatorade, Sony fino a raggiungere i 15 milioni di euro annui. Il vero tesoro, infatti, non è mai stato solo il campo: Ronaldinho è stato tra i primi a trasformare il proprio talento in un brand globale.

Una volta appese le scarpette al chiodo Ronaldinho ha saputo sfruttare bene anche il suo profilo Instagram che oggi supera conta circa 80 milioni di follower complessivi. Numerose analisi al termine della carriera calcistica lo posizionavano nei primissimi posti degli sportivi più pagati su Instagram con circa 260 mila euro a post e oltre 5 milioni di euro annui generati solo dai contenuti sponsorizzati.

Uscito dal carcere il patrimonio di Ronaldinho è aumentato grazie a diversi progetti portati avanti. Il quotidiano francese El Pais ha portato in risalto tutti i guadagni ottenuti nell’ultimo periodo: già tra il 2020 e il 2021 ha incassato circa 790 mila euro, cifra che rappresenta solo una parte delle sue attività.

In che modo? Innanzitutto occupandosi della promozione dei lavori allo stadio dell’Atletico Mineiro. A Belo Horizonte, dove vive e dove è stato fatto cittadino onorario, ha aperto uno studio di musica partecipando anche ad un clip musicale di un gruppo brasiliano.

Accanto al suo nome sono nati anche una marca di gin biologico, chiamato R-One, a cui si aggiunge un vino, denominato “Vino de Campeones”. È stato scelto poi per campagne pubblicitarie come quella dell’app di viaggi Buser e ha collaborato con piattaforme di scommesse come Betcris. Non solo: ha fondato anche una squadra di esports, la R10, successivamente acquisita da EA Sports.

Nonostante le difficoltà finanziarie del passato, tra cui debiti e beni sequestrati nel 2019, oggi il patrimonio stimato si aggira intorno ai 60 milioni di euro. Una cifra costruita soprattutto grazie alle sponsorizzazioni e alla continua monetizzazione della sua immagine globale.

Che fine ha fatto Ronaldinho? Ecco cosa fa oggi

Oggi Ronaldinho vive principalmente in Brasile, tra Rio de Janeiro e Belo Horizonte, ma continua a essere una figura globale, sempre in movimento. Non è più il numero 10 che incantava il Camp Nou, ma resta un’icona vivente del calcio, spesso protagonista di partite tra leggende e eventi internazionali dove il pubblico accorre ancora per rivedere, anche solo per pochi istanti, la magia del “Joga Bonito”.

Parallelamente, ha costruito una seconda carriera fatta di intrattenimento e imprenditoria. È attivo nel mondo della musica con il progetto “Tropa Do Bruxo”, un collettivo che mescola cultura urbana e spettacolo, e continua a presenziare in eventi esclusivi tra Europa e Sud America.

La recente docu-serie su Netflix lo ha riportato sotto i riflettori globali, mostrando non solo il campione ma anche l’uomo dietro il mito, tra cadute e rinascite. Un racconto che ha riacceso l’interesse attorno alla sua figura, rendendolo ancora oggi un personaggio mediatico di primo livello. Anzi, una leggenda.

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