Quanto avresti guadagnato se avessi investito in oro, azioni, Bitcoin e titoli di Stato a inizio 2025

Stefano Vozza

5 Gennaio 2026 - 16:53

Timing, tempo, taglio dei costi, qualità del sottostante e diversificazione sono da sempre gli assi per gestire al meglio un portafoglio

Quanto avresti guadagnato se avessi investito in oro, azioni, Bitcoin e titoli di Stato a inizio 2025

L’inizio dell’anno è il periodo migliore per stilare i buoni propositi per i mesi a venire, sperando di non ricommettere gli errori del passato. In tema di investimenti, per esempio, i più deleteri sono quelli di incaponirsi su trend inesistenti (peggio ancora: contro trend) e di restare concentrati su un solo asset. Il grande insegnamento del 2025 è che i mercati sono imprevedibili mentre, tanto per cambiare, tempo, timing e diversificazione sono spesso premianti.

Vediamo allora quali sono state le performance di 6 portafogli nel 2025 tra oro e azioni di Borsa, Bitcoin e titoli di Stato. Ovviamente ragioneremo come se una data composizione di portafoglio fosse rimasta invariata dall’1/01/’25 al 31/12/’25.

Primo portafoglio: liquidità pura per non correre rischi

Le potenziali combinazioni di portafoglio sono davvero innumerevoli, per cui procederemo per casi stilizzati e immaginari. Partiamo da chi, nel timore di sbagliare o per pigrizia o altro ancora si è rifugiato al 100% nella liquidità pura. Bene, la scelta è stata perdente tra spese fiscali (imposta di bollo nei casi di Legge) e di gestione del c/c, dato che la gran parte di essi è onerosa. Infine ci si è messa l’inflazione, ossia l’erosione del potere d’acquisto, che secondo i dati ufficiali nel ’25 è stata intorno all’1,5%.
In sintesi, e semplificando davvero al massimo, un portafoglio così composto l’anno scorso avrà realizzato intorno all’1,7% di perdita.

Rifugiarsi in titoli di Stato

Negli ultimi anni stanno andando forti gli acquisti di bond e titoli di Stato tra i piccoli investitori, complice il rialzo degli yield e il lancio di alcune emissioni “accattivanti”. Qui i ritorni variano a seconda della durata del bond, il rating emittente, la struttura del prestito obbligazionario, i costi, etc.

Immaginiamo due possibili alternative a 1 e a 7 anni e come riferimento prendiamo le aste di gennaio ’25. Il BOT a 12 mesi in asta il 10/01/’25 e ISIN IT0005631533 esitò il 2,517% con prezzo di aggiudicazione a 97,512. Invece come settennale prendiamo il BTP Tf 3,15% Nv31 emesso il 29/10/’24 e in scadenza il 15/11/’31, e codice ISIN IT0005619546. Bene, all’asta della 4° e 4° tranche del 13/01/’25 esitò il 3,49% a seguito del prezzo di aggiudicazione a 98,10. Ora, anche facendo una media tra i due valori possiamo dire a grandi, grandi linee che un portafoglio al 100% in bond avrebbe reso intorno al 3% annuo lordo.

Terzo portafoglio: 100% azioni di Borsa

Se invece la scelta fosse ricaduta integralmente in azioni di Borsa c’è che il ’25 si sarebbe rivelato un anno ricco e fortunato, almeno in teoria. Nei fatti poi bisogna vedere quale titolo/i è/sono presenti in portafoglio. A Piazza Affari, per esempio, nei 12 mesi appena trascorsi c’è che Stellantis e Amplifon hanno fatto molto male, mentre Fincantieri e Telecom sono salite più del 100%.

Tuttavia, per contenere il rischio su quest’asset class è sempre meglio investire tramite un paniere di titoli come un fondo comune di investimento o un ETF. Ancora meglio, poi, se l’approccio alla Borsa è per piccole quote sul totale del patrimonio e mai in chiave all inclusive. Infine ricordarsi sempre che le performance sugli strumenti ad elevato rischio vanno misurate nell’arco di più anni e mai sui 12 mesi.

Fatte le precisazioni, ragioniamo di semplificazioni e vediamo di quanto sono saliti alcuni dei principali listini azionari. Scopriamo che il Ftse Mib milanese ha fatto +31,47%, l’Ibex 35 di Madrid +49,68%, il DAX +23,01%, lo Stoxx Europe 600 il +19,5%, l’S&P 500 di New York il +18%, e così via.

Mixare liquidità, cedole e titoli azionari

Immaginiamo adesso un portafoglio molto “patriottico” imbastito su cash, sul bond MEF 7Y già visto (BTP Tf 3,15% Nv31) e su una fetta di Ftse Mib tramite apposito ETF. Quanto ai pesi, immaginiamoli pari al 15%, 60% e 25%, mentre prenderemo come performance quelle già esposte lungo l’articolo (nell’ordine: –1,7%; +3,15%; +31,47%).

Bene, ponderando il tutto c’è che il ritorno lordo annuo si sarebbe attestato quasi al +9,5%. Da questo numero lordo andrebbero poi dedotte le tasse e le spese di gestione solo sul bond e l’ETF (il –1,7% del cash contempla già tali voci di spesa).

Il portafoglio composto da liquidità e Bitcoin

Altra possibile combinazione di portafoglio è quella che guarda al mix di monete tradizionali e virtuali come le criptovalute. Immaginiamo allora un portafoglio composto da denaro liquido e denaro digitale come ad esempio il Bitcoin. Bene, se il cash puro sarebbe stato perdente nel ’25 (ma anche nel ’26 come nel ’27 etc) non meglio sarebbe andata con la moneta virtuale, che l’anno scorso ha fatto –18,02%. Va comunque detto che questa criptovaluta viene da anni di robusti rialzi.

La performance negativa complessiva di portafoglio sarebbe allora dipesa dai pesi delle rispettive monete sul totale gestito. Ipotizziamo fosse stato del 20% in Bitcoin e dell’80% in liquidità pura. Bene, allora il ritorno complessivo di un simile portafoglio nel 25% sarebbe stato di circa il –5,15%. Cambiando le quote dei rispettivi asset si modificano anche le performance ponderate finali.

Inserire quote di oro in portafoglio

Ora ripetiamo quasi integralmente il ragionamento e i calcoli di cui sopra facendo però un cambio di asset in portafoglio. Invece della criptovaluta immaginiamo l’investimento in oro, il bene rifugio per eccellenza, che l’anno scorso si è apprezzato del +47,44%, un risultato lusinghiero ma “inferiore” al +169% dell’argento.
Ipotizziamo anche qui un portafoglio composto da liquidità pura per l’80% e da un ETF sull’oro per il residuo 20%. In termini ponderati, quindi, la performance complessiva di una simile strategia operativa avrebbe prodotto nel ’25 un apprezzabile +7,9%.

In chiusura di articolo è doveroso ricordare che qui abbiamo solo applicato performance reali 2025 a portafogli immaginari. La gestione di un patrimonio è un’attività molto più complessa, articolata ed elaborata da curare per filo e per segno con i propri consulenti finanziari di fiducia.