Ecco tutti i Paesi del mondo che dispongono della bomba atomica e l’elenco di armi nucleari distribuite tra i vari Stati.
Fin dalla nascita della bomba atomica è stato importante supervisionare la capacità nucleare dei vari Stati nel mondo. Una necessità che diventa urgente nei periodi di tensione geopolitica, soprattutto se i conflitti coinvolgono le nazioni più avanzate (e armate). A dispetto della trasparenza richiesta, non è troppo semplice rintracciare tutte le testate nucleari attualmente presenti nel pianeta, quanto meno non per l’opinione pubblica.
D’altra parte, pur con qualche aspetto tecnico fumoso, i Paesi non nascondono le armi nucleari, né potrebbero farlo, visto il lavoro di continuo monitoraggio delle intelligence. Quanto sta accadendo in Iran lo dimostra appieno, nonostante le conseguenze a dir poco spiacevoli per l’intero globo. In ogni caso, le persone hanno diritto a conoscere la mappa del nucleare per riuscire a capire meglio quello che sta accadendo. Ecco cosa sappiamo.
Quali Paesi hanno la bomba atomica?
L’International campaign to abolish nuclear weapons (Ican) riunisce centinaia di associazioni di tutto il mondo per il disarmo nucleare ed è una fonte più che autorevole in materia. Attiva dal 2007 e vincitrice del Nobel per la pace nel 2017, l’Ican ha un’attenzione costante al tema e ci dice che al momento ci sono 9 Stati nel mondo che hanno armi nucleari. Si tratta nello specifico di:
- Russia;
- Stati Uniti;
- Cina;
- Francia;
- Regno Unito;
- India;
- Pakistan;
- Israele;
- Corea del Nord.
Secondo la Federation of American Scientists queste nazioni detengono circa 12.300 testate nucleari, di cui quasi il 90% diviso soltanto tra Russia e Stati Uniti. Le due potenze non hanno mai fatto mistero degli ordigni nucleari presenti nel proprio arsenale, protagonisti della strategia di difesa da decenni. Ognuno di questi 9 ha comunque nel proprio arsenale anche la bomba atomica.
L’elenco di Paesi con più armi nucleari
Nel dettaglio, l’ultimo rapporto (2025) della Federation of American Scientists indica il seguente numero di testate nucleari nel mondo:
- 5.459 in Russia;
- 5.277 negli Stati Uniti;
- 600 in Cina;
- 290 in Francia;
- 225 nel Regno Unito;
- 180 in India;
- 170 in Pakistan;
- 90 in Israele;
- 50 in Corea del Nord.
Numeri alla mano è evidente che parlare genericamente di Stati con armi nucleari è fuorviante: soltanto Mosca e Washington competono davvero alla pari. Tra tutte queste, inoltre, ci sono più di 9.600 testate nucleari parte delle scorte militari e pronte all’uso (quasi 4.000 sono anche già operative). Indicazioni che sembrano suggerire una situazione sotto controllo, facendo il paragone con le 70.000 testate nucleari della Guerra Fredda, ma non cadiamo nell’ottimismo.
Si tratta di armi molto più avanzate e innovative, senza contare che sono pur sempre strumenti pericolosissimi. Le stime di Nukemap, per esempio, indicano che l’esplosione sopra New York potrebbe mietere più di mezzo milione di cittadini, ma pure più di 400.000 a Roma e più di 700.000 a Parigi. Naturalmente si tratta di stime puramente indicative, ci sono svariate armi negli arsenali mondiali con potenze diverse che possono aggredire obiettivi altrettanto differenti. I fattori da considerare sono molti, ma il numero presunto di morti aiuta a visualizzare il pericolo delle armi atomiche.
Insomma, parliamo di ordigni capaci di spazzare via completamente città come Bari, Bologna o Catania (per dimensioni), quindi che siano di meno rispetto alla Guerra Fredda è una magra consolazione. Di fatto, le potenze odierne hanno armi nucleari che superano anche di quattro volte quella di Hiroshima, senza contare come sono disposte nel mondo. Ci sono infatti 6 Stati che ospitano armi nucleari altrui, in particolare:
- Italia (35);
- Turchia (20);
- Belgio (15);
- Germania (15);
- Paesi Bassi (15);
- Bielorussia (ignoto).
Mentre la Bielorussia ospita armi russe, tutti gli altri ospitano armi statunitensi, di cui Washington mantiene il controllo operativo. In altri termini, in Italia ci sono 35 bombe atomiche appartenenti agli Stati Uniti, un primato prestigioso all’interno dell’Unione europea che mette il Belpaese in una situazione delicata. Certo, gli ordigni aiutano alla deterrenza e garantiscono l’appoggio Usa (ricambiato con un posizionamento strategico, in primis), ma il controllo spetta in via esclusiva agli Stati Uniti.
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