Tra i vari strumenti di investimento sul reddito fisso, il conto deposito è uno speciale rapporto che consente di spuntare maggiori interessi rispetto alle somme tenute liquide. Forse sarebbe più corretto togliere l’aggettivo comparativo “maggiore” visto che in genere gli emittenti non danno nulla sui risparmi tenuti liberi. Letta in questi termini, l’alternativa sarebbe tra il poco o il nulla proprio, con la prima opzione che inevitabilmente si lascia preferire alla seconda. È matematica (finanziaria) pura.
Premesso ciò, allora mettiamo a confronto il conto deposito postale e bancario al tasso del 3,00% a 1 anno e vediamo i pro e contro dei due strumenti.
Depositi Supersmart Plus con rendimento del 3,00% a scadenza
I Depositi e/o Offerte Supersmart sono la versione “conto deposito” di matrice postale. L’emittente è Cassa Depositi e Prestiti (CDP), una controllata MEF, che dà modo di vincolare i soldi e di spuntare maggiori ritorni a scadenza.
Nel tempo CDP ne plasma l’offerta alla clientela in base alle condizioni di mercato da un lato e alle sue strategie commerciali dall’altro. Al tempo dell’articolo sono attivi 5 Depositi differenti con propri bacini di disponibilità e relative condizioni economiche. Deposito Supersmart Plus è l’ultimo arrivato (dal 24/11/’25) e si rivolge agli over 18 titolari di libretto Smart monointestato con attivato Opzione Risparmio Smart. Ad essi è dato accantonare, in tutto o in parte, le somme depositate sul libretto e di spuntare maggiori interessi a scadenza. Al riguardo vanno detti tre dettagli tecnici:
- la size di ingresso su Deposito Supersmart Plus è di 500 € con incrementi di € 50 e relativi multipli. All’altro estremo, l’ammontare complessivo massimo di accantonamenti attivi sul singolo libretto Smart non può essere eccedere i 3 mln di €;
- la durata del vincolo è di soli 363 giorni dal giorno di attivazione;
- il rendimento annuo lordo a scadenza è del 3,00% (aliquota fiscale al 26%), mentre sulle somme libere è dello 0,001% annuo lordo.
l conto deposito bancario vincolato a 1 anno
Sui conti deposito degli istituti di credito dal rendimento al momento più generoso il ritorno oscilla sul 2,80-3,00% sul vincolo a 1 anno. Al netto della ritenuta allo Stato del 26% sugli interessi, stiamo parlando di un guadagno tra il 2,07 e il 2,22%. In questo caso i due aspetti tecnici cruciali da appurare da un deposito all’altro sono:
- il prodotto è aperto a tutti, clienti e non della banca proponente, o solo ai primi, cioè ai correntisti? La soluzione ideale sarebbe la prima, perché di fondo c’è spesso, ma non sempre, solo l’esigenza di un maggior ritorno a scadenza e non quello di ritrovarsi con un c/c in più. Oltretutto, il maggior tasso sul vincolo dura un anno e poi è tutto da vedere cosa deciderà la banca proponente, mentre i canoni sul c/c restano anche dopo l’anno di deposito;
- appurare se l’istituto di credito apre o meno allo svincolo anticipato del deposito e, se sì, a quali condizioni. In alternativa, e per essere sicuri in partenza, si potrebbe optare per il deposito libero. Tuttavia, sul mercato vi è più abbondanza di conti vincolati, e quindi più opzioni tra cui potenzialmente scegliere.
I tratti in comune tra Deposito Supersmart Plus e conto deposito bancario
In comune i due prodotti hanno il pregio di non prevedere spese attive di gestione. Nessun costo di attivazione e/o canone mensile, né commissioni di compravendita. Quest’ultima è presente sui titoli di Stato, come pure il dossier titoli che di solito costa sui 30-50 €/annui. Se il portafoglio titoli è ricco in termini di prodotti presenti, e anche di giacenze, la spesa del dossier può dirsi sensata. Per piccoli importi e/o portafogli mono prodotto il taglio di questa spesa incide sui ritorni complessivi.
Ancora, in comune hanno il regime delle spese fiscali, ossia ritenuta al 26% sugli interessi attivi e imposta di bollo del 2X1.000 nei casi, tempi e modi di Legge.
Infine entrambi i prodotti danno a priori due certezze che bond di Stato in parte, e prodotti speculativi sempre, non fanno. Una attiene al rendimento annuo lordo a scadenza noto in partenza e l’altra alla certezza del capitale finale. Sui prodotti speculativi queste certezze mancano del tutto, per cui si richiede elevata propensione al rischio nell’investitore. Sui bond, sovrani o corporate che siano, la certezza del capitale è a scadenza o data di call, salvo default emittente. Il rendimento noto, invece, è solo quello a scadenza calcolato al tempo dell’acquisto, mentre in caso di rivendita anticipata dello strumento allora andranno rifatti i calcoli.
Tra gli elementi di divergenza abbiamo invece la garanzia sul capitale, pari a 100mila € sul prodotto bancario e illimitata su quello postale. Tuttavia, per la gestione di grossi importi a breve termine balza evidente la convenienza sul BOT rispetto ai due prodotti qui trattati. Il Buono del Tesoro gode di garanzia sovrana e alta liquidità, e non a caso è lo strumento usato dalle banche per gestire i propri soldi a stretto o strettissimo giro.
Conto deposito postale e bancario al tasso del 3,00% a 1 anno: pro e contro
Ci sono almeno due aspetti che giocano contro il Deposito Supersmart Plus e il conto deposito bancario. Uno è il tempo, ossia il poco tempo a disposizione del vincolo per provare a far decollare il capitale ivi investito. Detta diversamente, sono dei buoni prodotti sui cui parcheggiare a breve termine la liquidità eccedente le ordinarie esigenze e stop. Andrebbero quindi letti in chiave “prioritaria e residuale”, cioè prioritaria rispetto alla liquidità pura che non rende nulla e costa pure, e residuale tra le forme di investimento più redditizie.
L’altro è dato dall’esiguo rendimento e dal possibile cumulo di condizioni soggettive e/o oggettive poste dall’intermediario di turno. Qui l’ideale sarebbe che fosse il proprio intermediario di default (Poste o banca) a prevedere il prodotto prescelto con il maggior tasso a scadenza. La circostanza eviterebbe collegamenti tra intermediari diversi e renderebbe più snelle le procedure di ingresso e uscita dal vincolo e, in definitiva, di movimentazione dei risparmi.