Puoi lavorare in Italia e prendere la pensione in Romania intorno ai 60 anni

Simone Micocci

27 Agosto 2026 - 10:38

Trasferirti in Romania per lavoro potrebbe aiutarti ad anticipare l’accesso alla pensione. Ecco come.

Puoi lavorare in Italia e prendere la pensione in Romania intorno ai 60 anni

L’Italia ha sottoscritto con diversi Paesi - uno degli ultimi è stato l’Albania - convenzioni che consentono di cumulare i periodi lavorati all’estero e maturare il diritto alla pensione.

Nel caso degli Stati dell’Unione europea, come la Romania, questa possibilità è garantita direttamente dalle regole comunitarie.

Ad esempio, si può lavorare per gran parte della carriera in Italia, trasferirsi successivamente all’estero e utilizzare i contributi versati in entrambi i Paesi per raggiungere i requisiti previsti. Ciascuno Stato riconoscerà poi la propria quota di pensione, calcolata in proporzione ai periodi assicurativi maturati sul rispettivo territorio.

Di fatto, questa potrebbe rappresentare una strada alternativa per chi vuole lasciare il lavoro prima rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero, iniziando a ricevere perlomeno la quota estera in attesa di maturare anche quella italiana.

Pensiamo, ad esempio, alla Romania: qui la pensione anticipata può essere richiesta fino a cinque anni prima dell’età ordinaria di 65 anni, consentendo quindi l’uscita intorno ai 60 anni. Si tratta di un anticipo significativo rispetto all’Italia, dove il diritto alla pensione di vecchiaia si raggiunge a 67 anni, mentre per la pensione anticipata indipendentemente dall’età anagrafica servono 42 anni e 10 mesi di contributi, un anno in meno per le donne.

Se questi requisiti vi sembrano troppo severi, si può quindi valutare la possibilità di trasferirsi in Romania per lavoro e versare lì una parte dei contributi. Ecco quali sarebbero le conseguenze e i vantaggi previsti.

Quando si raggiunge la pensione in Romania

Come anticipato, in Romania esistono maggiori possibilità di anticipare la pensione rispetto all’Italia, seppure - proprio come nel nostro Paese - lasciare il lavoro prima dell’età ordinaria comporti generalmente una riduzione dell’assegno.

Nel dettaglio, l’età pensionabile ordinaria è fissata a 65 anni, sia per gli uomini che per le donne, anche se per queste ultime l’aumento avviene gradualmente e si completerà nel 2035. Per la pensione di vecchiaia servono almeno 15 anni di contributi, mentre il periodo contributivo completo è pari a 35 anni.

È proprio raggiungendo i 35 anni di contributi che si apre la possibilità di chiedere la pensione anticipata fino a cinque anni prima dell’età ordinaria, quindi intorno ai 60 anni. L’anticipo comporta una penalizzazione calcolata per ogni mese mancante al raggiungimento dei 65 anni: la percentuale diminuisce all’aumentare dei contributi maturati oltre i 35 anni richiesti. Più lunga è stata la carriera, quindi, più contenuto sarà il taglio applicato alla pensione.

A tal proposito, una recente indagine Eurostat aiuta a comprendere quanto il pensionamento rappresenti in Romania un’effettiva uscita dal mercato del lavoro. Soltanto l’1,7% delle persone tra i 50 e i 74 anni ha continuato a lavorare dopo aver iniziato a percepire la pensione di vecchiaia, contro una media europea del 13%. Circa l’84,3% ha lasciato il lavoro in coincidenza con il pensionamento, mentre il restante 14,3% non era già più occupato prima di ricevere il primo assegno.

Come funziona per chi si trasferisce dall’Italia

Quindi, trasferirsi in Romania consente di mantenere i contributi versati in Italia e di farli valere, insieme a quelli maturati nel nuovo Paese, per raggiungere il diritto alla pensione.

Attenzione però perché, come anticipato, per ricevere la quota relativa ai contributi italiani bisognerà attendere il raggiungimento delle condizioni previste dalla nostra normativa. Intorno ai 60 anni potrà quindi partire la pensione rumena, se sono soddisfatti i requisiti per l’uscita anticipata, mentre quella maturata presso l’Inps verrà pagata successivamente.

Facciamo un esempio. Un lavoratore ha maturato 32 anni di contributi in Italia e decide di trasferirsi in Romania, dove lavora per altri 3 anni. Ai fini del diritto alla pensione potrà far valere complessivamente 35 anni di contribuzione e, in presenza degli altri requisiti, chiedere intorno ai 60 anni la pensione anticipata rumena. La Romania calcolerà però l’importo sulla base dei soli tre anni lavorati nel Paese, mentre l’Inps liquiderà la quota relativa ai 32 anni italiani una volta raggiunti i requisiti previsti in Italia.

Diverso sarebbe il caso di un lavoratore con 25 anni di contributi in Italia e 10 anni in Romania. Anche in questa situazione il totale è di 35 anni, ma la pensione pagata dalla Romania sarà più alta perché maggiore è la contribuzione effettivamente versata nel Paese.

In altre parole, i contributi italiani aiutano a raggiungere il diritto, mentre quelli rumeni incidono direttamente sull’importo della quota liquidata dalla Romania. Di conseguenza, più lunga sarà la carriera svolta nel Paese e maggiore sarà, a parità di retribuzione, la pensione riconosciuta.

Prima di concludere ricordiamo che in base alle regole europee, generalmente serve almeno un anno di contribuzione in Romania per ricevere una pensione direttamente da questo Stato. Anche eventuali periodi inferiori non vanno comunque perduti, perché potranno essere considerati dal Paese nel quale è stata maturata la parte restante della carriera.