Il caso intentato dagli azionisti di Twitter, in cui si accusa Elon Musk di aver causato il crollo del titolo, passa al giudizio della giuria.
Una giuria federale statunitense sta valutando se Elon Musk abbia commesso una frode finanziaria durante l’acquisizione di Twitter, che ha rinominato X nel 2022.
Il caso, intentato da alcuni ex azionisti di Twitter, verte sul fatto che le dichiarazioni pubbliche di Musk relative agli account falsi abbiano influenzato il prezzo delle azioni della società nel 2022.
Gran parte del processo si è concentrata sulle affermazioni di Musk riguardo al numero di bot presenti su Twitter.
Musk ha affermato che Twitter avesse un numero di account falsi e di spam molto più elevato rispetto al 5% dichiarato nei documenti depositati presso le autorità di regolamentazione. Questa - a suo parere - falsa dichiarazione da parte di Twitter sul numero di account falsi presenti sulla piattaforma sarebbe stata il motivo per recedere dall’acquisto.
Le accuse degli investitori a Musk
Gli avvocati che rappresentano gli azionisti hanno sostenuto che Musk abbia rilasciato consapevolmente dichiarazioni volte a minare la fiducia in Twitter mentre tentava di rinegoziare o di recedere dall’accordo da 44 miliardi di dollari.
Hanno riferito alla corte che Musk ha messo pubblicamente in discussione più volte il numero di bot presenti sulla piattaforma, suggerendo che gli account falsi potessero essere significativamente superiori alla cifra resa nota dalla società, pari a meno del 5%.
Secondo i querelanti, queste dichiarazioni hanno contribuito a un calo del prezzo delle azioni di Twitter tra maggio e ottobre 2022. La causa riguarda gli investitori che hanno venduto le loro azioni in questo lasso di tempo, sostenendo che le azioni di Musk abbiano causato perdite finanziarie.
In tribunale, l’avvocato dei querelanti ha affermato che le osservazioni di Musk andavano oltre il semplice commento casuale e hanno avuto un impatto diretto sulla percezione del mercato. L’argomentazione presentata era che le dichiarazioni di Musk facevano parte di una strategia più ampia per ottenere un vantaggio nelle trattative dell’accordo.
La difesa di Musk
Il team legale di Musk ha respinto queste accuse, affermando che le sue preoccupazioni riguardo agli account falsi e spam erano sincere e fondamentali per valutare l’acquisizione. Il suo avvocato ha spiegato alla giuria che Musk stava cercando di comprendere la portata del problema, e non di manipolare il prezzo delle azioni.
“Due tweet e un podcast non equivalgono a una frode finanziaria”, ha affermato l’avvocato di Musk, sostenendo che i querelanti non avessero fornito prove a dimostrazione dell’intenzionalità fraudolenta. La difesa ha sostenuto che mettere in discussione informazioni di dominio pubblico non costituisce manipolazione del mercato.
La decisione legale è ora nelle mani dei giurati, che dovranno determinare se Musk sia responsabile di aver ingannato gli investitori con i tweet e le dichiarazioni rilasciate nei mesi precedenti all’acquisizione di Twitter.
La giuria sta valutando se le dichiarazioni di Musk sui bot fossero false o fuorvianti e se fossero state rese con l’intento di frodare gli azionisti. Se entrambe le condizioni saranno soddisfatte, determinerà l’entità del risarcimento agli investitori.
Il caso segna un’altra battaglia legale che coinvolge Musk, che in passato ha già affrontato cause da parte degli azionisti relative alle sue dichiarazioni e alle azioni aziendali. L’esito potrebbe influenzare il modo in cui i dirigenti comunicano durante le operazioni di rilievo, in particolare sulle piattaforme dei social media. Si prevede che la giuria continui le deliberazioni mentre il tribunale attende il verdetto.
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