Il prezzo del petrolio si avvia verso un 2024 ricco di incognite.
Gli investitori nel settore energetico - con predilezione per il greggio - dovranno fare i conti con almeno 3 fattori di incertezza per l’anno prossimo: l’eccesso di offerta, il rallentamento della crescita economica e la latente tensione in Medio Oriente che potrebbe innescare la volatilità dei prezzi.
Quest’anno il Brent ha registrato una media di circa 80 dollari al barile, dopo un 2022 turbolento, in cui i prezzi sono saliti sopra i 100 dollari in seguito all’interruzione delle forniture russe con lo scoppio della guerra in Ucraina.
Nel 2023 i prezzi sono stati frenati da un dollaro forte e da una robusta produzione non OPEC, nonostante la domanda abbia raggiunto il massimo storico di oltre 100 milioni di barili al giorno (bpd) e il cartello petrolifero guidato dai sauditi abbia continuato la politica di tagli ai flussi.
In questo contesto, mentre ancora rimane valida la possibilità di una recessione Usa ed europea nel 2024 e la Cina resta fragile, il prezzo del petrolio nel 2024 potrebbe subire rilevanti oscillazioni. I motivi in focus sono diversi, secondo le previsioni degli analisti.
Prezzo petrolio 2024: tutte le previsioni
Un sondaggio Reuters condotto su 30 economisti e analisti prevede che il greggio Brent raggiungerà una media di 84,43 dollari al barile nel 2024.
Queste aspettative arrivano nonostante le previsioni di crescita della domanda generale, che vanno da 1 milione di barili al giorno da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia a 2,25 milioni di barili al giorno previsti dall’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC).
Si prevede che l’offerta nel 2024 aumenterà tra 1,2 e 1,9 milioni di barili al giorno, guidata dai produttori non OPEC, secondo le società di consulenza Rystad Energy, JP Morgan, Kpler e Wood Mackenzie.
Anche gli analisti di Fitch prevedono un prezzo Brent a 80 dollari al barile, in aumento rispetto a precedenti stime. Secondo l’agenzia di rating, la debole crescita globale nel 2024 potrebbe indurre ulteriori tagli dell’OPEC+ se il mercato petrolifero si presenta in surplus, ma l’ultimo accordo di fine novembre ha evidenziato la riluttanza a ridurre la produzione più di quanto fatto finora.
Inoltre, la crescita globale è vista diminuire del 2,1% nel 2024, con un in deficit di greggio nel primo semestre del 2024, a condizione che i Paesi OPEC+ rispettino i tagli alla produzione precedentemente annunciati. Si prevede che la crescita della produzione di shale negli Stati Uniti si modererà nel 2024.
L’Agenzia internazionale per l’energia ha affermato in un report giovedì 14 dicembre che le prove di un indebolimento della domanda globale di petrolio stanno aumentando e si prevede che il rallentamento continuerà nel 2024.
L’AIE ha affermato che il sentiment del mercato petrolifero è diventato “decisamente ribassista” nelle ultime settimane, anche dopo che alcuni membri dell’OPEC+ il 30 novembre hanno annunciato una nuova tornata di tagli volontari alla produzione per il primo trimestre del prossimo anno.
L’Energy Information Administration statunitense ha abbassato le previsioni sui prezzi per il 2024 del greggio Brent, riferimento internazionale, di 10 dollari al barile. Il Brent raggiungerà una media di 83 dollari al barile nel 2024 rispetto a una stima pubblicata dall’amministrazione lo scorso mese di 93 dollari al barile.
Cosa aspettarsi dal mercato petrolifero? 4 fattori chiave per il 2024
Il primo tema chiave per capire dove si dirigerà il prezzo del petrolio nel 2024 è la politica OPEC.
Gli investitori stanno tenendo d’occhio i dati sull’offerta del primo trimestre per vedere se il potente cartello e i suoi alleati, noti come OPEC+, hanno dato seguito ai previsti tagli volontari combinati alla produzione di 2,2 milioni di barili giornalieri.
Se il gruppo dovesse conformarsi, ciò potrebbe portare a un piccolo deficit inferiore a 500.000 bpd, ha affermato ANZ. Ann-Louise Hittle di Woodmac ha dichiarato: “Il primo trimestre sarà fondamentale perché potremo valutare il rispetto dei tagli volontari dell’OPEC+ alle forniture”.
L’OPEC+ non avrebbe bisogno di estendere i nuovi tagli volontari oltre il primo trimestre sulla base delle attuali previsioni della domanda di Woodmac, ha aggiunto.
Energy Aspects si aspetta che l’Arabia Saudita riduca il taglio nel secondo trimestre dopo aver fatto esplicito riferimento al ripristino graduale dell’offerta.
Il secondo fattore da monitorare è la produzione di Venezuela, Iran, Russia.
Il petrolio venezuelano è tornato sui mercati globali da quando Washington ha sospeso le sanzioni sul produttore per sei mesi, fino ad aprile. È probabile un’altra proroga di sei mesi a patto che il governo del presidente Nicolas Maduro si attenga a una tabella di marcia elettorale concordata con l’opposizione per le elezioni presidenziali, hanno detto gli analisti di JP Morgan.
La revoca delle sanzioni sulla compagnia petrolifera statale PDVSA aumenterà gradualmente la produzione di petrolio venezuelano da 760.000 barili al giorno nel 2023 a 880.000 barili al giorno nel 2024 e 963.000 barili al giorno nel 2025, ha affermato JP Morgan.
Inoltre, gli analisti si aspettano che il petrolio russo e iraniano continui a fluire verso i mercati globali nonostante le sanzioni, mantenendo bassi i prezzi alla pompa in vista delle elezioni statunitensi.
L’Iran ha come obiettivo una produzione di greggio di 3,6 milioni di barili al giorno entro marzo 2024, rispetto agli attuali 3,4 milioni di barili al giorno.
Il terzo fattore rilevante per il prezzo del petrolio è questo dato: 1 milione di barili al giorno di nuova capacità di raffinazione sarà disponibile grazie a raffinerie in funzione in Cina, India, Messico, Medio Oriente e Nigeria nel 2024.
Infine, i produttori non-OPEC guidati da Brasile, Guyana e Stati Uniti sono destinati a spingere la crescita della produzione petrolifera nel 2024, aumentando l’offerta di petrolio leggero, mentre quello medio acido è destinato a restare intrappolato nei tagli dell’OPEC+.
Poiché gran parte della capacità di raffinazione in Cina, India e Stati Uniti è progettata per gestire greggio più pesante, l’offerta potrebbe restringersi quando le raffinerie riprenderanno le operazioni dopo la manutenzione del secondo trimestre.