Effetto vaccino sul petrolio, ma la vera svolta al rialzo solo nel 2021

Il prezzo del petrolio sale, incalzato dalle ultime notizie sul vaccino. Gli investitori, però, puntano sul 2021: ci sarà la svolta nella domanda di greggio?

Effetto vaccino sul petrolio, ma la vera svolta al rialzo solo nel 2021

Prezzo del petrolio in aumento, trascinato al rialzo dal ciclone vaccino che ha ridimensionato tutti i mercati in questo inizio di settimana.

L’annuncio di Pfizer sul trattamento anti-Covid ha innescato un rafforzamento del sentimento ottimistico verso una più rapida ripresa economica a livello globale.

Per il greggio, questo ha significato un aumento delle quotazioni, in forte flessione a causa della stretta sulla domanda con lockdown e misure restrittive diffuse.

I future Brent sono saliti sopra i 45 dollari al barile, con un aumento del 15% rispetto alla scorsa settimana, mentre il greggio statunitense (WTI) ha ampiamente superato la soglia dei 40 dollari al barile. Entrambi i benchmark hanno guadagnato quasi il 3% nella sola giornata di martedì.

La vera svolta sul prezzo del petrolio, però, dovrebbe arrivare nel 2021: così si aspettano gli investitori.

Prezzo del petrolio in rialzo, ma per quanto tempo?

Giornata ancora positiva oggi, mercoledì 11 novembre, per il prezzo del petrolio.

Al momento in cui si scrive, i future Brent scambiano a 44,74 dollari al barile, con un rialzo della quotazione del 2,59%. Stesse indicazioni dai contratti del greggio WTI, ora a 42,48 dollari al barile, con un +2,71%.

Sebbene i prezzi del petrolio siano supportati dalle notizie positive sul vaccino, le prospettive complessive della domanda di carburante rimangono offuscate, considerando le restrizioni in Europa e negli USA.

Stephen Brennock del broker PVM, ha evidenziato che:

“Le speranze di un ritorno alla normalità pre-Covid il prossimo anno hanno ricevuto un enorme impulso questa settimana. Prima di allora, però, si prospetta un inverno difficile. I tassi di infezione stanno ancora accelerando in diverse parti del mondo, compresi gli Stati Uniti.”

Le rinnovate limitazioni in Europa e negli Stati Uniti per combattere il coronavirus hanno rallentato il ritmo della ripresa della domanda di carburante, compensando un rimbalzo nelle economie asiatiche dove i consumi sono quasi tornati ai livelli pre-pandemia.

Questi fattori, uniti alla ripresa della produzione di petrolio libico, potrebbero quindi pesare sui prezzi a breve termine. La previsione di alcuni analisti, invece, è che l’oro nero raggiungerà i 60 dollari al barile entro la fine del 2021 in base alla probabilità che i produttori continuino a frenare l’offerta.

Petrolio: il 2021 sarà l’anno della svolta?

Il vero recupero nella domanda di petrolio e, dunque, l’aumento del suo prezzo sono attesi nella seconda metà del 2021.

Così si è espresso, per esempio, il consulente energetico di IHS Markit Karim Fawatz:

“Il breve termine è ancora abbastanza incerto, la domanda sembra piuttosto debole. La seconda metà del 2021 è quando ci aspettiamo che la ripresa della domanda inizi a prendere piede”

La visione ottimistica del mercato petrolifero nel 2021 è condivisa a vari livelli in tutta Wall Street. È probabile che i mercati del greggio vedranno prezzi nettamente più alti la prossima estate con il miglioramento delle prospettive della domanda, secondo Goldman Sachs.

JPMorgan Chase prevede che la domanda globale di petrolio supererà i livelli pre-Covid solo nel dicembre del prossimo anno.

La tempistica incerta del lancio di un vaccino e il conseguente rimbalzo della domanda complica il quadro anche per l’OPEC e per i produttori alleati, che cercano di evitare un eccesso di greggio. Tra meno di un mese è previsto un incontro importante per discutere se iniziare ad aggiungere barili al mercato nel prossimo anno, come pianificato in precedenza.

Il prezzo del petrolio, quindi, probabilmente tornerà ad alti livelli solo dall’estate 2021.

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