Petrolio: tonfo improvviso delle quotazioni. L’accaduto

Il prezzo del petrolio ha perso ampio terreno nel giro di qualche minuto. Cosa è successo?

Petrolio: tonfo improvviso delle quotazioni. L'accaduto

Il prezzo del petrolio di nuovo sotto i riflettori.

Sia la quotazione del WTI che quella del Brent hanno perso ampio terreno nel pomeriggio di ieri, registrando perdite particolarmente evidenti in meno di un’ora.

Dopo i terribili minimi di aprile, il tanto monitorato prezzo del petrolio ha provato a riguadagnare quota ed è riuscito a cancellare molte delle perdite subite durante la crisi da COVID-19. Quello di ieri, infatti, è stato un tonfo neanche lontanamente paragonabile a quelli di due mesi fa, ma ha comunque fatto riflettere vista la rapidità delle flessioni.

Prezzo del petrolio: perché la nuova caduta?

Il tonfo delle quotazioni ha preso il via poco dopo le ore 16:00 italiane di ieri, mercoledì 24 giugno. Il WTI ha abbandonato i $40 ritrovati diversi giorni fa e si è inabissato sui $37 nel giro di pochissimo tempo. Stessa sorte è toccata al Brent, scivolato da quota $42 a quota $39 circa.

Ma cosa è successo di così importante da far scivolare il prezzo del petrolio in questo modo? Alle ore 16:30 di ieri sono stati pubblicati gli ultimi dati dell’EIA sullo stato delle scorte di greggio.

Gli analisti avevano previsto una lieve salita di 0,299 milioni di barili, ma si sono dovuti ricredere a fronte di un balzo di 1,442 milioni (da confrontare con il dato precedente di +1,215 milioni).

Mentre le scorte sono aumentate verso nuovi record, il numero di infezioni da coronavirus è tornato a salire in Paesi come Germania, Stati Uniti, Cina, America Latina e India.

“Questi sono tutti centri importanti per la domanda di petrolio. Una seconda ondata di infezioni e lockdown farebbe deragliare il recupero economico globale e con esso la domanda e i prezzi del greggio,”

ha dichiarato Stephen Brennock del broker PVM.

Tutto ciò ha avuto ovvie conseguenze sul sentiment degli investitori e sul prezzo del petrolio, arrivato a perdere più del 6% nelle ultime ore.

Nella giornata di ieri, tra l’altro, sono state rese note anche le ultime previsioni economiche del Fondo Monetario Internazionale, che ha deciso di rivedere le stime precedenti formulate ad aprile.

Eppure il calo delle quotazioni ha iniziato a farsi vedere con più vigore soltanto dopo i citati dati sulle scorte.

Al momento in cui si scrive, sia la quotazione del WTI che il prezzo del petrolio Brent stanno scambiando con perdite di oltre mezzo punto percentuale rispettivamente a $37,7 e $40.

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