Previsioni meteo, sarà un’estate da record. Le temperature potrebbero raggiungere i 50 gradi

Ilena D’Errico

9 Maggio 2026 - 01:16

Anche se la pioggia di questi giorni fa pensare diversamente i pronostici dicono che ci attende un’estate record. Arriva un «Super El Niño».

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Questa primavera è piuttosto ballerina, ma l’estate in arrivo potrebbe compensare ampiamente i giorni di pioggia. Secondo gli esperti la prossima stagione potrà segnare nuovi record con temperature fino a 50 gradi che, ovviamente, non promettono nulla di buono per il nostro pianeta. Le previsioni per l’estate 2026 non possono ancora dirci molto con precisione, ma il consolidamento del Super El Niño influenzerà notevolmente il clima dei mesi futuri. Tutti gli esperti di meteorologia sono da mesi concentrati su questo fenomeno, che potrà trascinare masse d’aria calda in varie zone del mondo, compresa la nostra penisola.

Alte temperature, un periodo di forte siccità ed effetti devastanti sull’ambiente attendono questo nuovo Super El Niño, per quanto le proiezioni meteo siano ancora correggibili. Per quanto estremamente dannoso, comunque, non bisogna guardare al Super El Niño come a un’insolita catastrofe. Al contrario, è un fenomeno, per così dire, piuttosto frequente. Si ripete periodicamente, con intervalli di tempo compresi tra 2 e 7 anni circa, ma la sua durata è variabile. Quest’ultima, insieme all’intensità con cui si presenta, incide ovviamente moltissimo sul modo in cui influenza il clima e il territorio. Per l’estate/autunno 2026, in particolare, gli esperti prevedono che si prolungherà per quasi un anno e mezzo con un’alta intensità, da cui appunto “Super El Niño”.

Che cos’è Super El Niño

El Niño è un fenomeno climatico tutt’altro che nuovo o insolito. Consiste nell’anomalo ed elevato aumento di temperatura dell’acqua dell’Oceano Pacifico, a cui segue una fase altrettanto importante di raffreddamento, che invece prende il nome di La Niña. Come anticipato, si tratta di un fenomeno ricorrente, monitorato da vicino proprio per le forti conseguenze meteorologiche a livello mondiale.

La questione tecnica è altamente complessa, senza contare che le cause di questi fenomeni sono ancora oggetto di studio, ma gli studi indicano ottime probabilità (superiori al 60%) che quest’anno El Niño raggiunga livelli molto elevati. Anche in questo caso, non è un fatto così insolito, visto che fenomeni della forza attesa si ripetono all’incirca ogni 10/15 anni. Il parametro di riferimento è l’aumento di temperatura delle acque del Pacifico, che nel 2015 è stato allarmante. Si parla di temperature superficiali centrali intorno ai 30 °C nel mese di novembre, un record assoluto da quando sono cominciate le misurazioni sistematiche (ossia dal 1982). Si parla infatti di “Super” El Niño quando le temperature salgono di almeno 2 °C rispetto alla media, anche se il termine tecnico è sempre e solo “El Niño”.

Temperature da record quest’estate

L’ultimo rapporto della National Oceanic and Atmospheric Administration ha evidenziato il 25% di probabilità di un El Niño molto forte e il 50% di un El Niño forte, individuando la probabile data di inizio già verso la fine della primavera o l’inizio dell’estate. Ciò significa che, con un po’ di fortuna, la temperature delle acque del Pacifico salirà comunque di 1,5 °C, a meno che i pronostici siano stati eccessivamente pessimisti. Emily Becker, ricercatrice presso l’Università di Miami e membro del team di previsione El Niño-Oscillazione Meridionale della Noaa, ritiene che ci siano ancora delle speranze visto che le previsioni effettuate in primavera considerano spesso temperature più elevate.

D’altra parte, Becker riconosce che una percentuale del 25% è parecchio elevata, pertanto è difficile stare davvero tranquilli. Per quanto il fenomeno in sé non sia classificabile come positivo o negativo, come sottolineato dall’esperta, attualmente El Niño può avere effetti disastrosi sul pianeta, sebbene in parte attutiti dalla prevenzione. A seconda dell’area geografica, El Niño può scatenare forti venti, siccità, incendi boschivi, inondazioni e intense precipitazioni che danneggiano colture, animali e persone.

L’Europa è geograficamente riparata dagli effetti più importanti, ma con il globale innalzamento delle temperature El Niño non può che inasprire ulteriormente i fenomeni climatici, tra cui le calde ondate africane che ci restituiranno (anche in Italia) un’estate da record.

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