Previsioni Ethereum, a un anno dal merge cosa può succedere ancora?

Claudia Cervi

25 Settembre 2023 - 17:35

Nel settembre 2022 Ethereum ha concluso il «merge» passando dal Proof-of-Work (PoW) al Proof-of-Stake (PoS): ecco un bilancio a un anno dalla fusione e previsioni future.

Previsioni Ethereum, a un anno dal merge cosa può succedere ancora?

A un anno dal tanto atteso «merge» di Ethereum, la comunità crittografica si interroga sugli effetti del passaggio al Proof of Stake (PoS) ma anche sulle prospettive future di questa blockchain di seconda generazione.

A fronte di molte aspirazioni positive, emergono anche sfide significative. Negli ultimi tempi, il prezzo di Ethereum ha mostrato una fase di debolezza, accompagnata da metriche on-chain che indicano un calo iniziale dei validatori, campanello d’allarme per la salute della rete.

Cosa può succedere ora? Facciamo il punto sullo stato attuale di Ethereum a un anno dal merge, analizzando le tendenze emergenti e gli sviluppi recenti, fornendo un quadro esaustivo delle prospettive che si aprono per questa titanica piattaforma blockchain, seconda solo a Bitcoin.

Ethereum a un anno dal merge

Nel contesto attuale, caratterizzato da bassa liquidità e volatilità del mercato delle criptovalute, unitamente a un’atmosfera di incertezza normativa, i progressi tecnologici di Ethereum non hanno prodotto l’effetto sperato di spingere i prezzi verso nuovi picchi. Nonostante ciò, gli operatori del mercato riconoscono e apprezzano il successo della fusione di Ethereum.

Matthew Sigel, esperto di asset digitali presso VanEck, ha sottolineato che «il passaggio di ETH al sistema di proof-of-stake ha generato una rete più flessibile, economica e meno energivora, attualmente garantendo agli staker un rendimento del circa il 4%».

Tuttavia, dati i tassi di rendimento del 5% offerti dai Treasury e l’incertezza normativa in atto negli Stati Uniti, l’interesse da parte degli investitori e degli sviluppatori non è stato sufficiente a catalizzare un significativo aumento del valore del token nei mesi recenti.

«Attendiamo con impazienza l’aggiornamento del protocollo Ethereum EIP-4844 nel quarto trimestre, che dovrebbe consentire transazioni molto più economiche su layer 2 compatibili con Ethereum e potenzialmente catalizzare un’adozione più ampia di stablecoin e applicazioni di fidelizzazione», sottolinea Sigel.

Volumi di staking in crescita

La crescita dei volumi di staking di Ethereum è stata una delle tendenze più evidenti dell’ultimo anno. Gli investitori hanno cercato modi per generare rendimenti aggiuntivi dai loro asset, e lo staking di Ether è diventato una scelta sempre più popolare. Questa crescita è stata ulteriormente alimentata dall’aggiornamento di Shanghai, noto come Shapella, che ha offerto agli investitori la possibilità di annullare la partecipazione dei loro fondi, contribuendo così ad aumentare la liquidità complessiva di Ethereum.

Andrew Ballinger, responsabile delle soluzioni di staking presso 3iQ, una società di investimento canadese, ha sottolineato che nonostante il mercato delle criptovalute abbia mostrato stagnazione, lo staking ha rappresentato un’eccezione, con una crescita costante. Dopo l’aggiornamento di Shanghai, si è notato un aumento significativo delle risorse bloccate in staking, superando quelle ritirate, dimostrando un forte interesse da parte degli investitori precedentemente restii a partecipare.

Staking ratio di Ether Staking ratio di Ether Fonte 3iQ, CNBC

La percentuale di fornitura di ether impegnata nello staking è aumentata in modo significativo, passando dall’11,99% a settembre 2022 al 20,46% a agosto di quest’anno, con un picco fino al 25,11% nella supply circolante. Questo ha contribuito a ridurre notevolmente la disponibilità di ETH sugli exchange e ha promosso un aumento dell’attività di HODLing da parte di diversi tipi di utenti, evidenziando l’importanza crescente dello staking nell’ecosistema Ethereum.

Contributo dei validatori di Ethereum in calo

Una conseguenza dell’aumento dello staking è la diminuzione della partecipazione dei validatori di Ethereum. Questi nodi di rete sono fondamentali per il processo di convalida delle transazioni e la creazione di nuovi blocchi nella blockchain di Ethereum. Tuttavia, ultimamente, si nota una diminuzione del loro coinvolgimento.

I validatori sono tenuti a bloccare 32 ETH come «pegno» per partecipare al processo di staking. Il mancato adempimento degli obblighi comporta penalità, note come «slashing», che possono comportare una riduzione delle ricompense o addirittura la perdita degli ETH depositati.

Secondo i dati di Glassnode, la metrica «Ethereum: Voluntary Exit Count» mostra un incremento nel numero di validatori che hanno scelto di abbandonare volontariamente le pool di validazione. Questo fenomeno può essere correlato alla fase di stasi e debolezza che Ethereum sta attraversando. Tale diminuzione nella partecipazione dei validatori potrebbe avere implicazioni sull’efficienza complessiva della rete Ethereum.

Aumento dello slashing

Il processo di validazione può essere compromesso da inefficienze, che vengono sanzionate mediante il meccanismo di penalizzazione noto come «slashing» o decurtazione. Questo sistema viene attivato in caso di violazioni delle regole o comportamenti scorretti, con l’obiettivo di stimolare i validatori a operare in modo onesto e conforme alle regole stabilite. Le sanzioni possono essere significative, potendo comportare la perdita di una parte dei 32 ETH bloccati come garanzia. Questo meccanismo è fondamentale per garantire l’integrità e la sicurezza del processo di convalida all’interno della rete Ethereum, creando un forte incentivo per i validatori a seguire le procedure stabilite e a rispettare le norme che ne regolano il funzionamento.

Rendimenti dello staking di Ethereum in calo

Ne consegue che l’interesse a bloccare ETH per validare la rete è diminuito. Secondo i dati forniti da Ethereum Beaconchain, il 15 settembre 2022, il tasso di riferimento per le ricompense dello staking di Ether si attestava al 5,854% annuo. Successivamente, dopo il crollo di FTX e la fusione con JPMorgan, questo tasso è aumentato significativamente, raggiungendo circa l’8%. Tuttavia, nell’ultimo periodo, i rendimenti si sono stabilizzati al 3,9%.

È importante notare che tali rendimenti sono suscettibili di variazioni in base ai livelli di partecipazione allo staking e al processo di convalida delle transazioni di Ethereum. Si prevede che con l’incremento del numero di stakeholder nella rete, il tasso di rendimento tenderà a diminuire progressivamente.

I guadagni previsti per i validatori mostrano una tendenza in discesa costante. La metrica relativa al «Stima ROI annuo per validatore» è in costante declino sin dall’inizio dell’anno, come evidenziato nel grafico.

Stima ROI annuale per validatore Ethereum Stima ROI annuale per validatore Ethereum Fonte Glassnode

Questo trend di diminuzione costante dei guadagni previsti può essere attribuito al deteriorarsi dei rendimenti sull’investimento. Tale scenario sta contribuendo all’aumento dei casi di abbandono volontario del processo da parte di alcuni partecipanti. Questo fenomeno rappresenta una dinamica significativa nell’ecosistema dello staking di Ethereum.

Prospettive future

La fusione ha rappresentato solo il primo passo di una serie di aggiornamenti pianificati per migliorare Ethereum. La blockchain ha guadagnato popolarità tra gli sviluppatori desiderosi di costruire nuove applicazioni, ma ha sofferto di tempi di transazione lenti e costi eccessivi.

Questa situazione ha favorito l’emergere di alternative come Solana e Cardano. Tuttavia, se Ethereum riuscisse a velocizzare le transazioni e risolvere la questione delle commissioni, potrebbe tornare in competizione. Secondo Shen, queste caratteristiche non saranno più fattori di differenziazione, costringendo gli ecosistemi concorrenti a trovare nuove strade.