La previsione di Bill Gates sulle big oil: cadranno in 30 anni, i motivi

Violetta Silvestri

6 Novembre 2021 - 15:54

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Bill Gates prevede un prossimo futuro decadente per i colossi del petrolio e sconsiglia di investire nelle azioni delle big oil: per quali motivi? La spiegazione del miliardario statunitense.

La previsione di Bill Gates sulle big oil: cadranno in 30 anni, i motivi

L’ultimo consiglio di Bill Gates sugli investimenti è arrivato da Glasgow, dove è intervenuto a un briefing a margine della Cop26: se stai cercando una selezione di azioni remunerative a lungo termine evita le big oil.

Mentre il mondo si allontana dai combustibili fossili e adotta fonti di energia più pulite e rinnovabili, i giganti del petrolio che hanno dominato i mercati per più di un secolo potrebbero essere nei guai, secondo il cofondatore di Microsoft.

La previsione di Bill Gates sui colossi del petrolio: perché cadranno in 30 anni?

La profezia di Bill Gates sui colossi del petrolio

Le parole di Gates, riportate da Cnbc, sono state chiare:

“Alcuni di questi giganti cadranno. A 30 anni da oggi, alcune di queste compagnie petrolifere varranno ben poco.”

Così ha sentenziato il cofondatore di Microsoft sul prossimo futuro dei giganti del greggio, rafforzando il suo fervente sostegno alle energie rinnovabili e alle tecnologie verdi.

Aziende come ExxonMobil, BP e Royal Dutch Shell hanno visto diminuire i prezzi delle loro azioni negli ultimi cinque anni, specialmente all’inizio della pandemia di Covid-19, che ha paralizzato la domanda di petrolio e ha provocato enormi perdite anche per le più grandi aziende di gas e oro nero.

ExxonMobil, il maggiore produttore di petrolio e gas negli Stati Uniti, ha perso 20 miliardi di dollari nel 2020. La società ha ancora un valore di mercato di $ 275 miliardi, ma poiché Paesi come gli USA stanno pressando per politiche energetiche sostenibili e l’industria automobilistica si muove verso un futuro elettrico, gli investitori stanno diventando sempre più dubbiosi sul destino delle scorte petrolifere.

La linea dettata recentemente dall’AIE è stata di stoppare qualsiasi nuovo investimento in giacimenti di combustibili e di focalizzare le risorse in energia pulita, così poco finanziata ancora.

In questa cornice di cambiamento, le grandi compagnie petrolifere che orientano le loro attività verso forme di energia rinnovabile sono le uniche che hanno una possibilità di sopravvivere, ha affermato Gates durante il briefing.

A Glasgow, il miliardario ha ricordato che le big oil potrebbero trasferire le loro attività in modo relativamente semplice dai combustibili fossili alle fonti di energia più pulite. L’idrogeno a basso tenore di carbonio - che, una volta bruciato, emette meno carbonio nell’aria rispetto ai gas serra di oggi - è un possibile esempio.

“Abbiamo un’infrastruttura di gasdotti negli Stati Uniti che probabilmente può essere adattata per trasmettere idrogeno”, ha affermato Gates.

Intanto, a dare un ulteriore segnale del suo impegno nella lotta al cambiamento climatico, il filantropo ha scritto nel libro Come evitare un disastro climatico, che nel 2019 ha ceduto tutte le sue “partecipazioni dirette nelle compagnie petrolifere e del gas.”

Perché Gates ha venduto azioni delle big oil

Gates ha spiegato nel suo libro perché si è deciso tardi ad abbracciare la strategia del disinvestimento. La teoria è che il dumping delle azioni di una società, per qualsiasi motivo, non avrà probabilmente alcun impatto reale sul prezzo dell’azione perché è probabile che qualcun altro la compri a basso costo e porti comunque a casa i guadagni.

“Non vedevo come il disinvestimento da solo avrebbe fermato il cambiamento climatico o aiutato le persone nei Paesi poveri,” ha scitto Gates. “Una cosa è disinvestire dalle aziende per combattere l’apartheid, un’istituzione politica che avrebbe (e ha risposto) alle pressioni economiche. Un’altra cosa è trasformare il sistema energetico mondiale, un’industria che vale circa 5 trilioni di dollari l’anno e la base per l’economia moderna, semplicemente vendendo le azioni delle società di combustibili fossili”.

La decisione finale è stata dettata da motivazioni morali: “Non voglio trarre profitto se i prezzi delle azioni salgono perché non sviluppiamo alternative a zero emissioni di carbonio

A tal fine, Gates si è concentrato sull’investimento di denaro in aziende che stanno tentando di ampliare le alternative più pulite. Nell’ultimo decennio, ha mesos risorse personalmente in società di tecnologia climatica sviluppando di tutto, dai reattori nucleari avanzati alle macchine che catturano l’anidride carbonica dall’aria. Ha lanciato Breakthrough Energy Ventures nel 2017, un fondo da 2 miliardi di dollari che investe in startup climatiche in fase iniziale.

In questo contesto, è risuonato il suo suggerimento: non investite nei grandi del petrolio, sono destinati a perdere valore.

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