Dopo un lungo periodo di politica monetaria restrittiva, la Federal Reserve si avvicina a un punto di svolta: il primo taglio dei tassi di interesse. Questo evento è atteso con estrema ansia dagli investitori poiché avrà implicazioni profonde non solo per l’economia statunitense, ma anche per i mercati finanziari globali.
Ma cosa possiamo aspettarci dopo questo taglio dei tassi? Quali sono i precedenti storici e le prospettive per l’S&P 500?
I tagli faranno crollare l’S&P500?
Storicamente, i tagli dei tassi da parte della Fed durante periodi di crescita economica decelerante sono stati comunque accolti come uno sviluppo positivo dai mercati finanziari. In passato, queste riduzioni hanno spesso preceduto fasi di rally per l’S&P 500 e altri indici azionari. Ciò è dovuto principalmente al fatto che un costo del denaro più basso tende a stimolare gli investimenti e i consumi, alimentando così la crescita economica.
Tuttavia, non tutti i tagli dei tassi sono uguali. Se la Fed dovesse abbassare i tassi in risposta a un significativo deterioramento economico, come una recessione incombente, l’impatto sui mercati potrebbe essere meno positivo. In questo caso, un taglio dei tassi potrebbe essere percepito come un segnale di allarme, indicando che la Fed vede rischi significativi all’orizzonte. Tuttavia, al momento, la maggior parte degli analisti prevede che il taglio dei tassi sarà preventivo piuttosto che reattivo, il che potrebbe suggerire un cosiddetto «soft landing» dell’economia.
Cosa aspettarsi dall’economia USA?
L’economia statunitense si trova attualmente in una fase di crescita economica decelerante ma ancora sostenuta. L’inflazione, misurata dall’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE), è uno degli indicatori principali utilizzati dalla Fed per prendere decisioni di politica monetaria. L’aumento annualizzato del PCE negli ultimi tre mesi è sceso all’1,8%. Questo calo dell’inflazione potrebbe indicare che la pressione sui prezzi si sta attenuando, offrendo alla Fed lo spazio necessario per allentare la politica monetaria senza il timore di alimentare ulteriormente l’inflazione.
Sul fronte del mercato del lavoro, ci sono segnali di indebolimento. Il Bureau of Labor Statistics ha recentemente rivisto al ribasso di circa 800.000 il numero di posti di lavoro creati nell’anno che si è concluso lo scorso marzo. Sebbene il mercato del lavoro rimanga relativamente forte, con un tasso di disoccupazione storicamente basso, questo rallentamento nella creazione di posti di lavoro suggerisce che l’economia potrebbe essere più fragile di quanto precedentemente stimato.
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Cosa aspettarsi dall’S&P500?
Dal punto di vista tecnico, l’S&P 500 si trova in una fase cruciale. L’RSI su timeframe giornaliero rimane in territorio neutro, non evidenziando alcuna particolare direzionalità di breve termine. Dopo la ripresa a V delle ultime settimane, il prezzo dell’indice non è riuscito a superare i precedenti massimi, posizionati poco sopra i 5600 punti.
Un breakout rialzista di questo livello potrebbe essere interpretato da molti come un segnale positivo. Gli scambi si stanno accumulando nella parte alta del grafico, ma non è chiaro quale possa essere la direzione di fondo dell’indice. L’incertezza deriva dal contesto economico attuale: ci sarà un soft landing o un hard landing? Questa incertezza sembra frenare il prezzo, che non riesce a superare i precedenti massimi, come se il mercato stesse aspettando una risposta da parte dei banchieri centrali.
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Grafico a candele giornaliere dell'indice S&P500. Fonte: baha.com