John Elkann respinge un’offerta da 22,5 milioni di euro per l’acquisizione del quotidiano La Stampa. GEDI continuerà le trattative solo con due società selezionate. Ecco chi voleva comprare.
22,5 milioni di euro per La Stampa. È il prezzo dell’offerta formalizzata dal produttore cinematografico Andrea Iervolino per l’acquisto dello storico giornale torinese che, tuttavia, non è stata accettata da John Elkann. È dunque un “no” secco quello del CEO di Exor, holding olandese che controlla GEDI, il gruppo editoriale che, oltre a La Stampa, dirige anche La Repubblica, Radio Deejay, Radio Capital e l’edizione italiana dell’HuffPost.
Da mesi, La Stampa - il terzo quotidiano più diffuso in Italia - è al centro di speculazioni e ipotesi su possibili trattative, con valutazioni per l’acquisizione comprese tra i 15 e i 25 milioni di euro. Con la proposta di Iervolino, però, per la prima volta compariva nero su bianco una cifra chiara e definita. L’offerta, contenuta in una lettera del 12 gennaio 2026 indirizzata a John Elkann e a Paolo Ceretti, amministratore delegato di GEDI, è stata inviata per conto di TAIC Funding LLC, società di Iervolino con sede a Los Angeles, e manifestava l’intenzione di chiudere l’acquisto in tempi brevi. Ma così non è stato.
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Elkann tratterà solo con Nem e SAE
In un comunicato stampa pubblicato dall’agenzia Primaonline, le intenzioni di John Elkann per il futuro de La Stampa appaiono chiare:
“Il produttore cinematografico Andrea Iervolino ha presentato un’offerta formale da 22,5 milioni di euro per acquistare La Stampa. La proposta, inviata il 12 gennaio a John Elkann (Exor) e Paolo Ceretti (Gedi) tramite la società TAIC Funding LLC, è stata rifiutata. Per il quotidiano torinese GEDI ha deciso di trattare esclusivamente con Nem e SAE”.
Per l’acquisizione del quotidiano torinese restano dunque solo due contendenti. Il primo è SAE - Sapere Aude Editori, il gruppo guidato da Alberto Leonardis, che da GEDI ha già rilevato Il Tirreno e La Nuova Sardegna e sta preparando una proposta formale (ma non vincolante) per la creazione di una nuova società insieme a fondazioni bancarie piemontesi, come Fondazione CRT e Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.
C’è poi NEM - Nord Est Multimedia, la società del banchiere Enrico Marchi, il cui CdA ha deliberato all’unanimità la presentazione di un’offerta non vincolante, con l’obiettivo di avviare una trattativa in esclusiva. La cordata, che nel 2023 aveva già acquisito sei quotidiani friulani e veneti da GEDI, punta ora a espandersi nel Nord-Ovest per costruire un polo editoriale interregionale.
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La cessione di GEDI e le proteste dei dipendenti
Dopo l’annuncio della cessione del gruppo GEDI ad Antenna, conglomerato internazionale di proprietà della famiglia Kyriakou, non era chiaro quale sarebbe stato il destino de La Stampa. Il gruppo greco ha infatti manifestato l’intenzione di acquisire solo i prodotti più redditizi di GEDI, ovvero le radio Capital, Deejay e m2o, la media factory One Podcast e La Repubblica, lasciando il giornale torinese in balia di un futuro incerto.
Lo scorso dicembre, a seguito della notizia, i dipendenti del quotidiano avevano bloccato l’uscita del giornale sia in edicola sia sul sito web in segno di protesta nei confronti di Elkann, che aveva anche rifiutato un confronto con i giornalisti. In una nota pubblicata sul sito de La Stampa, avevano così descritto la situazione:
“In gioco c’è una testata che ha scritto la storia del giornalismo con un forte radicamento territoriale e una proiezione internazionale che non può essere né svenduta né scaricata a un qualsiasi compratore. La redazione metterà in campo tutte le sue forze per difendersi con ogni mezzo da quello che considera un attacco senza precedenti alla sua dignità e a 150 anni di storia”.
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