730/2026, inviare la dichiarazione dei redditi il primo giorno è davvero una buona idea? Scopri perché la fretta può causare controlli, ritardi nei rimborsi ed errori costosi.
La stagione della dichiarazione dei redditi si avvicina. Il 30 aprile l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti i modelli precompilati 730 e Redditi 2026 che si potranno consultare e, in seguito, accettare, integrare, correggere e trasmettere all’amministrazione tributaria.
Molti contribuenti tendono a presentare la dichiarazione dei redditi già dal primo giorno per avere l’eventuale rimborso fiscale in tempi brevi (con la prima tranche di pagamento nella busta paga di luglio). È una pratica abbastanza comune quella di trasmettere il 730 nelle prime settimane, se non addirittura il primo giorno disponibile per l’invio, ma è davvero una buona idea?
Non sempre inviare la dichiarazione i primi giorni comporta un rimborso in tempi brevi, però. Basti pensare ai casi in cui il rimborso fiscale è molto alto (superiore ai 4.000 euro): in questo caso, infatti, le dichiarazioni subiscono controlli preventivi per la verifica della correttezza dei dati inseriti prima della liquidazione del credito Irpef.
Il controllo preventivo dell’Agenzia scatta non solo per rimborsi superiori a 4.000 euro, ma anche in presenza di elementi di incoerenza rispetto ai dati inviati dai sostituti d’imposta (es. spese sanitarie molto diverse dal solito). Alle volte, quindi, anche per dichiarazioni inviate molto presto è possibile che si verifichino ritardi nell’erogazione del rimborso.
Presentare la dichiarazione il primo giorno
Non sempre, quindi, presentare la dichiarazione il primo giorno garantisce un rimborso in tempi brevi: sicuramente i modelli trasmessi prima iniziano prima il proprio iter burocratico, ma questo non sempre si traduce in rimborsi che avvengono prima.
La velocità del rimborso, infatti, va ricercata in diversi fattori: se si trasmette la dichiarazione precompilata senza modificarla o integrarla sono esclusi i controlli preventivi, e in questo caso il rimborso arriva in tempi relativamente brevi se il conguaglio fiscale è richiesto in busta paga. Presentare un 730 precompilato senza modifiche e integrazioni “senza sostituto di imposta”, invece, non accelera i tempi del rimborso poiché in questo caso è effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, solitamente entro dicembre dell’anno di presentazione.
Per chi presenta il 730 senza sostituto di imposta, quindi, inviare la dichiarazione i primi giorni o il 30 settembre è perfettamente uguale: il rimborso arriverà sempre a fine anno.
Meglio prendersi un po’ di tempo
Soprattutto se si presenta la dichiarazione in autonomia, anche se si utilizzano i modelli precompilati, è sempre meglio prendersi un po’ di tempo per analizzare ogni dato correttamente. Se spetta un rimborso, infatti, questo arriverà in ogni caso, a tempo debito.
La cosa migliore, quindi, è quella di preparare la dichiarazione con calma, controllando anche i dati preinseriti dal Fisco in automatico, per accertarsi che siano tutti corretti. In questo ambito, infatti, è molto più importante la correttezza delle informazioni che si trasmettono della celerità con cui si inviano i modelli.
Un invio frettoloso, poi, potrebbe portare alla presentazione di una dichiarazione con errori e omissioni: oltre all’eventuale sanzione in cui si potrebbe incorrere, infatti, il rischio è anche quello di ricevere un rimborso più basso di quello realmente spettante (se, ad esempio, non si inseriscono in modo corretto i giorni di lavoro effettuati nell’anno che influiscono sulle detrazioni da pensione o da lavoro o se non si indicano correttamente tutte le spese detraibili effettuate nel 2025).
Se ci si accorge di un errore dopo l’invio, esiste la possibilità di presentare un 730 integrativo o un Redditi correttivo, ma questo allunga inevitabilmente i tempi del rimborso.
La cosa migliore, quando si parla di dichiarazione dei redditi, è verificare che tutte le informazioni indicate nel modello siano corrette prima di trasmettere il documento all’Agenzia delle Entrate, e se si riceve il rimborso a settembre invece che a luglio non è un gran danno, sono sempre soldi che si dovranno ricevere, prima o poi.
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