Prescrizione fiscale, quali differenze tra tasse e multe

Patrizia Del Pidio

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Come difendersi da cartelle esattoriali prescritte. Le regole della Cassazione sulla prescrizione autonoma di sanzioni, interessi e tributi locali.

Prescrizione fiscale, quali differenze tra tasse e multe

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La prescrizione per tasse e multe segue regole e tempistiche totalmente differenti. Multe e tasse sono due parole che a nessuno piacciono, ma fanno parte della nostra vita quotidiana. Molto spesso si considerano entrambe come soldi da dover dare allo Stato, ma dal punto di vista legale sono due mondi distinti.

E sapere che differenze ci sono tra un tributo e una sanzione non è soltanto una definizione, ma il punto di forza per potersi difendere da ingiuste pretese di pagamento.

La differenza più importante, infatti, sta nel tempo: la data di prescrizione di multe e tasse è diversa. Come funziona e come si calcolano i tempi per arrivare alla scadenza precisa di sanzioni e tributi? Vediamo in questo articolo le differenze e come non farsi cogliere impreparati.

Le cartelle esattoriali hanno 3 elementi

Quando si riceve una cartella esattoriale l’importo riportato è composto da tre elementi:

  • il tributo evaso;
  • le sanzioni;
  • gli interessi.

La Corte di Cassazione ha ribadito che il totale del debito fiscale non ha gli stessi tempi di prescrizione e il debito va scisso. L’imposta principale segue i suoi tempi di prescrizione, le sanzioni e gli interessi hanno tempi di prescrizione propri.

Se una cartella esattoriale richiede il pagamento per l’evasione di un’imposta erariale, come Irpef o Iva, la prescrizione dell’imposta è in 10 anni. Le sanzioni e gli interessi, però, si prescrivono in 5 anni.

Facciamo un esempio pratico per capire. Se viene recapitata, dopo 7 anni, una cartella esattoriale per l’Irpef non versata, il debito della tassa è ancora valido perché non si è prescritto (la prescrizione è in 10 anni). Il contribuente, però, ha diritto di impugnare la cartella e chiederne lo sgravio parziale perché dopo 7 anni sanzioni e interessi si sono prescritti e quella parte dell’importo va cancellata.

Nella seguente tabella riportiamo i tempi di prescrizione di diverse categorie di debito.

Categoria Tipologia specifica Termine di prescrizione Riferimento normativo / giuridico
Imposte statali (Erario) IRPEF, IRES, IVA, Imposta di Registro, Imposta di Bollo 10 anni Artt. 2946 Codice Civile (Prescrizione ordinaria)
Tributi locali IMU, TARI, TASI 5 anni Art. 2948 n. 4 C.C. (Pagamenti periodici annuali)
Contributi INPS, INAIL 5 anni Legge n. 335/1995
Tassa di proprietà Bollo Auto 3 anni Disciplina speciale (decorre dal 31 dicembre dell’anno successivo)
Sanzioni Multe stradali, sanzioni tributarie, sanzioni amministrative 5 anni Art. 20 D.Lgs. 472/1997 / Art. 28 Legge 689/1981
Interessi Interessi di mora e da ritardata iscrizione a ruolo 5 anni Art. 2948 n. 4 Codice Civile

Come si calcola il tempo della prescrizione?

Per capire se un debito è effettivamente prescritto è necessario monitorare le date e distinguere il meccanismo di calcolo in base al tipo di importo richiesto.

Il bollo auto, per esempio, non si calcola giorno per giorno, ma a partire dal 31 dicembre dell’anno in cui doveva essere pagato. Un bollo auto in scadenza a maggio 2026, per esempio, andrà in prescrizione il 31 dicembre 2029 perché il triennio parte dal 1° gennaio 2027 e si completa il 31 dicembre 2029.

Per le sanzioni del Codice della Strada, invece, il calcolo parte dal giorno successivo a quello in cui è stata commessa l’infrazione (o da quando è stato notificato il verbale a casa). Se si prende una multa per eccesso di velocità l’11 ottobre 2026 e viene notificata nell’immediato, la multa si prescrive l’11 ottobre 2031. Se viene notificata a casa il 29 novembre, invece, a prescindere da quando è stata commessa l’infrazione, la prescrizione è il 29 novembre 2031.

Per i tributi locali come l’Imu e la Tari è previsto che il Comune possa accertare l’imposta ed emettere la cartella esattoriale entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il pagamento doveva essere effettuato. Da quel momento anche la successiva azione di riscossione si prescrive in 5 anni. Se, ad esempio, un contribuente non ha pagato l’Imu del 2021 e il Comune si accorge del mancato pagamento inviando un avviso di accertamento il 10 maggio 2024, l’avviso del Comune interrompe la prescrizione e fa ripartire il conteggio da zero. Dal 10 maggio 2024 la la prescrizione si compirà il 10 maggio 2029, a patto che il Comune non invii più nulla.

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