In Italia la povertà assoluta è ai massimi dal 2005

Violetta Silvestri

4 Marzo 2021 - 12:19

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Nell’anno della pandemia, la povertà assoluta segna un triste record: è ai massimi livelli dal 2005, con circa 1 milione di persone indigenti in più del 2019.

In Italia la povertà assoluta è ai massimi dal 2005

Allarme povertà assoluta in Italia secondo gli ultimi dati preliminari Istat.

Il report, infatti, segnala che nel 2020 sono aumentate le persone in profonda difficoltà di sopravvivenza a livello economico, con circa 2 milioni di famiglie e 5,6 milioni di individui in condizioni di povertà assoluta.

Un dramma sociale, oltre che economico, che rappresenta un’urgenza per l’Italia. Tutti i dati (preliminari) sulla situazione dei più poveri nel nostro Paese.

Povertà assoluta in aumento in Italia: c’è il picco

Numeri eloquenti quelli appena pubblicati da Istat: in Italia, secondo stime preliminari, nel 2020 si sono aggiunte 335.000 famiglie, ovvero 1 milione in più di persone, nel solco della povertà assoluta.

Rispetto ai nuclei familiari totali, ben il 7,7% vive in condizioni di estrema indigenza.

La nota Istat sottolinea che:

“Nell’anno della pandemia si azzerano i miglioramenti registrati nel 2019. Dopo quattro anni consecutivi di aumento, si erano infatti ridotti in misura significativa il numero e la quota di famiglie (e di individui) in povertà assoluta, pur rimanendo su valori molto superiori a quelli precedenti la crisi avviatasi nel 2008, quando l’incidenza della povertà assoluta familiare era inferiore al 4% e quella individuale era intorno al 3%.”

Tradotto: dal 2005, in Italia si registra il peggiore dato sulla povertà assoluta nel 2020.

Chi sono i più poveri in Italia?

Dai dati emerge che a soffrire nell’anno nero dell’epidemia sono soprattutto i nuclei familiari con una persona di riferimento che lavora.

Nello specifico, l’incidenza della povertà assoluta su queste famiglie passa dal precedente 5,5% all’attuale 7,7%. Sono in totale 995.000 i nuclei che versano in questa situazione, dei quali più della metà si sostengono con un lavoratore operaio e un quinto con uno in proprio.

Peggiora in modo evidente la situazione al Nord. L’aumento della povertà assoluta, infatti, mostra un picco grave proprio nel Settentrione, dove le famiglie interessate sono 218.000 nel 2020, ovvero il 7,6% del totale (nel 2019 erano il 5,8%).

Il Mezzogiorno si conferma un territorio in sofferenza, con povertà assoluta ai massimi rispetto al resto dell’Italia. Qui sono coinvolte in queste condizioni di estrema indigenza il 9,3% di famiglie rispetto al 5,5% del Centro.

Un cambiamento importante, inoltre, riguarda la struttura sociale. L’80% delle famiglie povere che si sono aggiunte nel 2020 sono formate solo da componenti italiani.

Questo non significa che la povertà sia scomparsa tra i nuclei composti da persone di altre nazioni. Anzi, l’incidenza dell’indigenza passa dal 4,9% al 6,0% tra le famiglie composte solamente da italiani e dal 22,0% al 25,7% tra quelle con stranieri nel 2020.

A balzare, però, è il peggioramento delle condizioni di vita degli italiani.

Crollo della spesa media degli italiani

L’Istat rileva anche che la spesa media mensile degli italiani nel 2020 scende vertiginosamente del 9,1% rispetto al 2019.

Il tonfo è il più marcato dal 1997. A pesare fortemente sul bilancio così magro dei consumi sono le voci di spesa per servizi ricettivi e di ristorazione (-39,0%), ricreazione, spettacoli e cultura (-26,5%), trasporti (-24,6%) e abbigliamento e calzature (-23,2%).

Restano, invece, piuttosto invariati i dati su acquisti per beni alimentari e per manutenzione della casa e pagamento utenze.

Per le famiglie povere, si potrebbe affermare che nel 2020 ci siano state solo spese di prima necessità, con i bisogni primari a rappresentare il 77,1% dei consumi.

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