Si può tornare a casa in un’altra regione?

Studenti e lavoratori fuori sede possono tornare a casa in un’altra regione: come funziona il rientro al domicilio/residenza per zona gialla, arancione e rossa.

Si può tornare a casa in un'altra regione?

Posso tornare a casa? La risposta è sì, nonostante le nuove restrizioni. I fuori sede possono tornare a casa in un’altra regione anche se il luogo di domicilio/residenza è nella zona rossa o arancione.

Il rientro al domicilio è sempre consentito sia con la propria auto che con i mezzi di trasporto pubblico. In molti casi, però, serve l’autocertificazione. In questa guida, tutto quello che c’è da sapere per tornare a casa, come muoversi, divieti e sanzioni.

Tornare a casa nella zona gialla, arancione e rossa: le regole

Tornare nella casa dove si ha il domicilio o la residenza è sempre consentito anche se il viaggio comporta il trasferimento verso la zona rossa. Lo precisano le FAQ del Ministero dell’Interno in merito al DPCM in vigore dal 6 novembre:

“Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi?
Sì, si potrà rientrare, comunque, per la prima volta, dopo il 6 novembre 2020. Successivamente, gli spostamenti saranno consentiti solo negli ambiti e per i motivi chiariti alla FAQ n. 1.”

Questo vale a prescindere dal colore della regione di provenienza e destinazione.

Autocertificazione per tornare a casa: quando serve e cosa scrivere

In alcuni casi chi torna a casa nel comune di origine deve essere munito di modulo di autocertificazione del Ministero dell’Interno, dove scrivere dati anagrafici, luogo di partenza e destinazione e indicare la ragione dello spostamento (per tornare a casa serve barrare “altri motivi”).

L’autocertificazione serve se lo spostamento avviene:

  • da un comune della regione gialla verso una zona arancione o rossa;
  • da un comune della zona arancione verso una zona gialla o rossa o altro comune della zona arancione;
  • da un comune della rossa verso ogni altro comune, provincia, regione.

L’autocertificazione non serve se il viaggio avviene tra comuni della zona gialla.

Vietato spostarsi per chi ha febbre, è in quarantena o isolamento

Il rientro al domicilio è vietato per chi ha febbre uguale o superiore a 37.5°, è in quarantena o in isolamento domiciliare. In questi casi c’è il divieto assoluto di uscire e non si possono fare viaggi in auto (nemmeno da soli) o con i mezzi di trasporto pubblico.

Per tornare a casa bisogna aspettare la fine dei sintomi influenzali o il tampone negativo (in caso di quarantena/isolamento).

Chi torna a casa deve avvisare l’ASL?

A differenza di quanto accadeva a marzo, aprile e maggio scorsi, adesso (almeno per ora) non è obbligatorio avvisare l’ASL o il Comune del proprio rientro. Nessuno - a prescindere dalla zona di provenienza - è tenuto a fare la quarantena, a meno che non sia stato a contatto con persone positive.

Una volta rientrati, si devono rispettare le regole stabilite dal DPCM in base alla zona: in tutta Italia è vietato uscire nelle ore del coprifuoco (se non per motivi di salute, lavoro e necessità), nella zona arancione non si può uscire dal comune senza autocertificazione, mentre nella zona rossa si può uscire di casa solo per comprovati motivi.
Le visite ad amici, parenti e congiunti sono fortemente sconsigliate nella zona gialla e arancione e vietate in quella rossa.

Argomenti:

Residenza Fase 2

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1 commento

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ldiotallevi • 28 aprile

La mia fidanzata, bloccata in Lombardia dove ha la residenza, vorrebbe raggiungermi in Friuli per continuare il lockdown.
E’ possibile eleggere il suo nuovo domicilio a casa mia e spostarsi dopo il 4 maggio?
Se sì, serve inviare preventivamente qualche documento al comune o basta dichiararlo nell’apposito spazio nell’autocertificazione che porterà con se?

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