Quanto è forte la presenza di Giorgia Meloni in Europa? Le sfide internazionali del nuovo governo

Vincenzo Caccioppoli

5 Ottobre 2022 - 19:45

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Il governo Meloni si prepara ad affrontare le sfide a livello europeo. Ecco la posizione attuale della leader di Fratelli d’Italia sul piano internazionale.

Quanto è forte la presenza di Giorgia Meloni in Europa? Le sfide internazionali del nuovo governo

Mentre si discute animatamente sulla prossima futura composizione del governo a guida Meloni, la leader in pectore sta già lavorando ai tanti dossier che pongono il suo governo di fronte a sfide difficilissime, sia sul piano interno che su quello internazionale. È proprio su questo che Giorgia Meloni potrebbe ricoprire un ruolo a cui lei e i suoi fidatissimi uomini stanno lavorando da mesi.

Il progetto di Meloni per arrivare a Palazzo Chigi, non poteva non passare dalla costruzione di quella rete di relazioni internazionali necessarie a chi deve ricoprire un simile ruolo. E in questo si è avvalsa del lavoro prezioso di alcuni esponenti di rilievo del partito. È innegabile, infatti, che il senatore Adolfo Urso, presidente del Copasir, abbia lavorato oltreoceano per accreditare la Meloni nelle alte sfere del potere Usa.

Allo stesso modo, l’eurodeputato e copresidente del gruppo dei conservatori dell’Ecr, Raffaele Fitto ha spinto in Europa per fare eleggere presidente del gruppo la leader di Fratelli d’Italia. La carica le ha permesso di entrare in Europa da protagonista, come si è potuto vedere anche con l’elezione della maltese Roberta Metsola, del partito popolare, a presidente del Parlamento Europeo, dopo la scomparsa di David Sassoli.

In un’Europa smarrita e disunita, forse come mai prima d’ora, come il caso del tetto al gas e dei fondi antinflazione ha drammaticamente dimostrato, Meloni, che da anni critica duramente un’Unione Europea egoista e disintegrata su questioni importanti e fondamentali, potrebbe assumere quella leadership che tanto manca.

L’immediato e convinto sostegno all’Ucraina da parte di Meloni è stato molto apprezzato a Washington. Non è un caso che proprio Zelensky sia stato uno dei primi a complimentarsi con lei per la vittoria e a invitarla a Kiev. Il premier Draghi, che ha avuto in lei una interlocutrice sempre molto ascoltata, pur rappresentando l’unica opposizione al suo governo, sta lavorando da giorni per rassicurare gli alleati europei sulla sua autorevolezza e sul proseguimento in politica estera degli assetti atlantisti ed europei da parte della futura premier.

In un simile contesto, Giorgia Meloni potrebbe avere campo libero per poter rendere il nostro Paese centrale in uno scenario complicatissimo. La sua coerenza e la sua preparazione sui dossier più importanti la pone nella condizione di poter fronteggiare da pari olandesi e tedeschi, che sembrano non capire quanto stiano mettendo in pericolo quell’Unione Europea che appare, con le sue burocratiche e anacronistiche misure, lontana sempre più dai problemi della gente comune.

Ma questo Meloni lo sa bene e non è un caso che nelle sue prime uscite pubbliche ha preferito, ai suoi abituali toni duri e critici, un atteggiamento più prudente. Ci sarà tempo per far valere le proprie ragioni e far risaltare la sua autorevolezza nelle sedi opportune. La sua leadership ormai è consolidata e riconosciuta a livello nazionale, molto presto potrebbero esserlo anche a livello europeo e internazionale. E allora sì che la previsione, accolta da alcuni con un sorriso, fatta dal giornale inglese Times, quando nel 2020 la indicò come una delle venti personalità più influenti (al sesto posto per la precisione) del mondo, potrebbe essere azzeccata.

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