Pomodori, prezzi in aumento e meno qualità: cosa sta succedendo

Giorgia Bonamoneta

24 Luglio 2022 - 12:31

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Aumentano ancora i prezzi dei prodotti alimentari. L’ultimo colpito è il pomodoro, che aumenterà del 15%. Ecco perché.

Pomodori, prezzi in aumento e meno qualità: cosa sta succedendo

Manca poco alla campagna di raccolta dei pomodori da industria e sembra che non ci siano le condizioni per poter decretare l’estate 2022 una buona annata. Nelle scorse settimane si sono succeduti una serie di incontri per arrivare a stabilizzare il prezzo per il prodotto pomodoro, ma l’ottenimento di un prezzo adeguato è stato vanificato da una serie di altre problematicità maggiori. Tra queste la siccità e in generale il caldo estremo che ha rovinato la produzione e ne ha abbassato la qualità.

Massimo Passanti, presidente della Federazione nazionale pomodoro da industria di Confagricolutura, ha riassunto in una semplice formula il problema di questa annata: “Abbiamo speso di più producendo meno”. L’aumento del costo del pomodoro, dipende dalla siccità, che ha vanificato lo sforzo di contenere il costo del prodotto finale. Infatti con la necessità di irrigare maggiormente i campi sono aumentati anche i consumi e, allo stesso tempo, è diminuita la produzione, con una resa inferiore del 10%. L’effetto è ancora maggiore se messo a paragone con l’annata 2021, un’annata d’oro per produzione e guadagno, tanto che l’Italia produsse il 15% del raccolto mondiale, secondo solo alla California e prima in Europa.

I problemi dell’estate 2022 sono diversi, a partire dalla siccità fino alla mancanza di manodopera. La crisi dei lavori stagionali è l’ennesima crisi in un paese che si basa sul tentativo di risolverle, ma senza mai davvero andare alla loro radice. Per tutti questi problemi il prezzo dei pomodori subirà un aumento e la qualità di questi potrebbe essere inevitabilmente compromessa dalle condizioni climatiche.

Aumentano i prezzi dei pomodori: siccità e crisi energetica sono le colpevoli

Il costo del pomodoro aumenterà del 15% per i consumatori. Una passata di pomodoro da 700 ml, secondo Coldiretti, arriverà a costare mediamente oltre 1,7€, rispetto all’attuale 1,3€. I colpevoli? Siccità e crisi energetica. In entrambi casi la colpa è ben più a monte, come una generale incapacità di prevedere la crisi alimentare o ambientale, ma a questi motivi se ne aggiungono di altri.

Il prezzo del pomodoro aumenta come molti altri beni alimentari e nei supermercati, così come al distributore, il costo dell’inflazione inizia davvero a farsi notare. Un mese e mezzo di siccità hanno portato all’effetto che nessuno sperava: minore produzione, aumento del prezzo e minore qualità. I pomodori non costeranno soltanto di più (per colpa di un uso massiccio delle risorse che erano state accumulare grazie al raggiungimento di un prezzo standard per il pomodoro), ma la qualità sarà anche più bassa per colpa del forte caldo.

Crisi dei lavoratori, gli stagionali mancano: così diminuisce la produzione

Dagli agricoltori arriva poi l’ennesimo allarme “lavoratori stagionali”. Tra le criticità del settore alimentare c’è ancora una volta, per ennesimo anno consecutivo, il problema della mancanza di lavoratori stagionali. Il problema si acuisce non solo nel periodo più caldo, ma anche nei periodi festivi.

I lavori stagionali hanno sempre la solita matrice come problema: bassa retribuzione, precarietà del lavoro e sfruttamento. Anche dove mancano gli elementi più problematici sussiste almeno uno di questi, ovvero l’incertezza lavorativa. Lo ricorda anche il direttore generale di Anicav, Giovanni De Angelis, quando spiega che il lavoratore stagionale una volta era un lavoratore che voleva integrare il reddito familiare, oggi invece si avvicina al lavoro stagionale il giovani e lo straniero. Non si tratta più quindi di un lavoro integrativo, ma di un lavoro in mancanza di altro. A mancare nello specifico sono i lavoratori specializzati e quelle figure altamente tecniche, che con una ricerca per lavoro stagionale raramente si trovano.

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