La polizia avverte di una truffa ai bancomat

Ilena D’Errico

16 Febbraio 2026 - 21:51

Le forze dell’ordine lanciano l’allarme: sono nuovamente esplose le truffe ai bancomat che colpiscono le vittime durante le operazioni. Ecco come proteggersi.

La polizia avverte di una truffa ai bancomat

Siamo così pervasi dalle sofisticate truffe digitali da aver abbassato la guardia contro le minacce tradizionali, eppure i criminali non hanno certo smesso di usare metodi fisici e, se vogliamo, più semplici per svuotare i conti correnti. Le forze dell’ordine di tutta l’Europa hanno rilevato un nuovo aumento delle truffe al bancomat, in cui i malcapitati vengono ingannati facendo leva proprio sulla paura e sull’ansia.

Come? Le carte vengono intrappolate dallo sportello, almeno in apparenza, così il panico fa strada all’intervento dei truffatori che, con mezzi di vario genere, si impossessano anche del Pin dei correntisti. Nell’estate c’erano già state moltissime segnalazioni per questo genere di truffa, che sembra aver cominciato una nuova impennata in quest’ultimo mese, in Italia affiancata dall’altrettanto insidiosa truffa dello scontrino. Ecco come riconoscerle e come difendersi.

Attenzione a questa truffa ai bancomat

Durante le operazioni agli sportelli automatici i correntisti sono esposti a vari pericoli. La maggior parte delle persone teme di subire dei furti e protegge con attenzione il proprio codice Pin durante l’inserimento al tastierino, ma spesso ignora che si tratta di un terreno fertile anche per le truffe. Ci sono svariati modi che i criminali impiegano per appropriarsi dei dati personali della clientela, sfruttando disattenzione, timori e strumenti di vario genere.

Nell’ultimo periodo, in particolare, è tornata la truffa della carta bloccata. Si tratta di una metodologia piuttosto insidiosa, anche perché comporta danni economici non indifferenti per gli istituti bancari oltre che per i cittadini. L’elemento centrale di questa truffa avviene infatti tramite la manomissione del bancomat automatico, che sembra trattenere la carta senza alcuna spiegazione apparente. I truffatori modificano gli Atm per compromettere il sensore di lettura delle carte o installano apparecchi specifici nascosti e aspettano. Succede così che la carta delle vittime resta bloccata, lasciando spazio a differenti strategie.

Uno dei mezzi più comuni è anche fra i più semplici: i truffatori avvicinano la vittima fingendo di aiutarla e la invitano a inserire il codice Pin per sbloccare la carta. Ovviamente, così facendo riescono a recuperare il codice senza sforzo e si appropriano anche della carta non appena il cliente sarà andato via, invitato magari a recarsi in filiale. Non a caso, queste truffe sono frequenti nei momenti di chiusura delle banche. Ecco perché le forze dell’ordine ricordano l’importanza di non digitare mai il Pin se la carta è stata bloccata, ma anzi di contattare la propria banca per bloccarla o comunque ricevere assistenza.

Altre volte, i criminali non agiscono personalmente ma estrapolano il codice Pin da telecamere debitamente posizionate o altri sistemi di sorveglianza del tastierino. Questa, come molte altre truffe, sembra banale una volta spiegata ma non bisogna affatto sottovalutare la minaccia. Trovarsi allo sportello con la carta bloccata, magari di fretta, non è piacevole e può generare paure, spingendo le persone ad abbassare le difese. Le forze dell’ordine raccomandano quindi di:

  • preferire gli sportelli automatici interni;
  • verificare eventuali anomalie come graffi sospetti e parti mobili;
  • coprire il tastierino durante la digitazione;
  • monitorare l’app di home banking;
  • utilizzare portacarte anti-RFID contro le letture indesiderate;
  • contattare l’istituto di credito e le forze dell’ordine in caso di anomalie.

Attenzione anche alla truffa dello scontrino

Infine, ricordiamo che in questo periodo in Italia è tornata in auge anche la truffa dello scontrino, che prende di mira soprattutto gli anziani. Molto semplicemente, i criminali recuperano gli scontrini e le ricevute che i correntisti abbandonano o gettano nei pressi degli Atm. Dopodiché utilizzano le informazioni lì contenute per fingersi addetti bancari e spingere il malcapitato a condividere informazioni personali, proprio spaventandolo con falsi movimenti sospetti e similari. Chi ha dubbi di questo genere deve quindi ricordare di non condividere alcun dato personale e di contattare la banca tramite i canali ufficiali, meglio ancora recandosi in filiale di persona se non si è sicuri.

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