Istituzionali approfittano di Draghi per aggiustare le posizioni short

Ufficio Studi Money.it

21 Giugno 2019 - 17:46

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In una settimana carica di notizie sul fronte della politica monetaria di Europa e Usa, i fondi hanno aggiustato le loro posizioni nette corte (Pnc) sui titoli di Piazza Affari

In una settimana particolarmente positiva per le azioni italiane, i fondi ne hanno approfittato per aggiustare le loro posizioni corte a Piazza Affari. Questo potrebbe essere dovuto ad una maggiore chiarezza sulle prossime mosse di politica monetaria da parte di BCE e Fed, che durante questa ottava hanno fornito importanti indicazioni sulle loro possibili mosse, nel caso in cui il rallentamento economico dovesse rallentare ulteriormente l’inflazione.

Fondi aggiustano le posizioni short

Elaborazione Ufficio Studi di Money.it su dati Consob al 21/06/2019

Sebbene il rialzo delle Borse sia stato importante, rispetto allo scorso 14 giugno le mani forti hanno leggermente incrementato la loro esposizione corta sulle quotate italiane. È questo quanto emerge dall’ultimo aggiornamento sulle Pnc pubblicato da Consob.

Le variazioni hanno interessato principalmente le prime cinque aziende di cui gli hedge funds detengono più capitale sociale: nello specifico UBI Banca, Azimut, Banco BPM, Prysmian e BPER Banca.

Rispetto alla scorsa settimana, il podio diventa nuovamente dominato da società bancarie e finanziarie. UBI Banca sorpassa nuovamente Azimut e torna l’azienda più shortata dai fondi, grazie ad un incremento della pressione delle mani forti dello 0,25% di capitale. Prysmian vede liberarsi lo 0,48% del capitale sociale dalla morsa ribassista, scendendo quindi al quarto posto della del nostro ranking.

Tra gli istituti finanziari su cui gli investitori detengono posizioni nette corte (Pnc), solamente Banco BPM assiste ad una diminuzione del capitale messo all’angolo dalle mani forti.

Il quadro generale a Piazza Affari

Elaborazione Ufficio Studi di Money.it su dati Consob al 21/06/2019

UBI Banca, Azimut e Banco BPM sono le società più penalizzate dalle posizioni nette corte dei fondi istituzionali: su queste aziende pesa rispettivamente il 6,15%, il 6,09% e il 5,77% di capitale detenuto in ottica speculativa.

FinecoBank e Piaggio esordiscono nella nostra classifica: su queste quotate grava lo 0,53% e lo 0,50% di capitale in mano agli hedge funds.

Più fortunate Gimatt e Gruppo Waste Italia, che vedono scendere le posizioni corte al di sotto dello 0,5% di capitale.

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