Pmi manifatturiero, l’Italia torna sopra quota 50, Germania e Francia rallentano

Ufficio Studi Money.it

1 Ottobre 2026 - 10:37

I dati Pmi di settembre diffusi oggi offrono un quadro misto per l’industria europea: l’Italia torna in espansione dopo il crollo di agosto, mentre Germania e Francia rallentano più del previsto.

Pmi manifatturiero, l’Italia torna sopra quota 50, Germania e Francia rallentano

Giovedì 1° ottobre è la giornata dei numeri che misurano la salute dell’industria globale. In mattinata sono stati pubblicati i Pmi manifatturieri definitivi di settembre per Italia, Francia, Germania ed Eurozona, mentre nel pomeriggio (16:00 ora italiana) sarà la volta dell’indice ISM manifatturiero statunitense. Il quadro che emerge finora è di un’Europa a due velocità, con l’Italia che torna a sorprendere in positivo proprio nel mese in cui ci si aspettava una conferma della frenata di agosto.

L’Italia torna in espansione, la domanda resta fragile

L’indice Hcob Pmi manifatturiero italiano è salito a 50,4 punti a settembre, sopra la soglia di espansione e meglio delle attese degli analisti (50,0), dopo il brusco scivolone di agosto a 49,6 punti (da 51,3 di luglio), che aveva segnato la prima contrazione del settore da gennaio. Secondo Eleanor Dennison di S&P Global Market Intelligence, «il settore manifatturiero italiano ha chiuso il terzo trimestre su basi più stabili: l’ambiente della domanda è rimasto fragile, ma il calo dei nuovi ordini è stato notevolmente meno marcato rispetto ad agosto».

Le prospettive a dodici mesi restano positive, con imprese che si attendono produzione e assunzioni in crescita, pur in un contesto di incertezza legato al conflitto in Medio Oriente e ai rischi sugli investimenti.

Germania e Francia rallentano, l’Eurozona nel complesso tiene

Il quadro tedesco e quello francese vanno nella direzione opposta rispetto all’Italia. Il Pmi manifatturiero tedesco è sceso a 53,8 punti (dato flash, confermato in sede di revisione finale), sotto le attese di 54,0 e in calo dai 54,3 di agosto: un rallentamento definito «inatteso» dagli analisti che lo hanno rilevato. In Francia l’indice è sceso a 50,3 punti, da 51,1 di agosto e sotto le attese di 50,9, pur restando per il secondo mese consecutivo in area di espansione. A livello aggregato, il Pmi manifatturiero dell’Eurozona è rimasto stabile a 52,7 punti, invariato rispetto ad agosto e leggermente sopra le attese (52,6), con l’indice di produzione salito a 53,4, il livello più alto da oltre quattro anni.

Secondo Chris Williamson, Chief Business Economist di S&P Global Market Intelligence, l’accelerazione della crescita economica è coerente con un Pil in espansione dello 0,4% trimestrale, e «la resilienza della crescita economica probabilmente incoraggia la Bce a rialzare i tassi prima di fine anno», una lettura che si inserisce nello stesso filone delle parole con cui il capo economista Bce Philip Lane aveva previsto un’inflazione energetica più persistente del previsto.

Gli Stati Uniti vanno in controtendenza, almeno nei dati privati

Oltreoceano il quadro preliminare è ancora più forte: il Pmi manifatturiero flash S&P Global di settembre era balzato a 57,0 punti (da 53,9 di agosto, contro attese di 53,6), il ritmo più sostenuto da aprile 2022, mentre l’indice composito (manifattura più servizi) ha toccato i massimi da luglio 2021.

Il dato contrasta però con la rilevazione dell’Institute for Supply Management, più seguita dagli investitori istituzionali: l’indice ISM manifatturiero era sceso ad agosto a 54,6 punti, da 55,6 di luglio e sotto le attese di 55,2, con i nuovi ordini in frenata da 56,7 a 53,7. Il dato ISM di settembre, atteso oggi alle 16:00, sarà la prova del nove per capire se l’industria Usa sta davvero accelerando o solo rallentando in modo più contenuto.