Da qui al 2030 il numero di animali domestici urbani della Cina dovrebbe superare quello dei bambini di età inferiore si quattro anni. Parola di Goldman Sachs, secondo cui questa tendenza potrebbe presto generare un mercato dal valore di 12 miliardi di dollari per gli alimenti e altri gadget dedicati ai migliori amici dell’uomo.
I numeri demografici del Paese sono del resto preoccupanti: la popolazione cinese si sta riducendo dal 2022 e sempre più persone decidono di non avere figli. Le stime della banca d’investimento statunitense prevedono che la supremazia degli animali domestici continuerà ad aumentare nei prossimi anni visto che i giovani cinesi preferiscono optare sempre di più per cani e gatti che non creare famiglie.
‘Ci aspettiamo di vedere uno slancio più forte nella proprietà degli animali domestici tra una prospettiva del tasso di natalità relativamente più debole e una maggiore penetrazione incrementale degli animali domestici da parte delle giovani generazioni’, ha scritto Valerie Zhou, l’analista di base dei consumatori di Goldman Sachs che ha guidato il paper.
Numeri alla mano, il Dragone avrà più di 70 milioni di animali domestici urbani entro il 2030, e cioè quasi il doppio dei 40 milioni di bambini sotto i quattro anni che la Cina dovrebbe avere nello stesso anno, ha ipotizzato il rapporto citando i dati dell’Ufficio nazionale di statistica cinese.
Animali e bambini: cosa succede in Cina
Nel 2017, in Cina, c’erano 90 milioni di bambini di età compresa tra zero e quattro anni contro i 40 milioni di gatti e cani tenuti come animali domestici urbani. ‘Penso che la crescente tendenza a tenere animali domestici sia legata all’atomizzazione della società’, ha spiegato al Financial Times Laura Luo, una 30enne che possiede tre gatti che richiedono ciascuno una spesa di circa 70 dollari al mese di cibo.
A proposito di cibo, l’industria cinese degli alimenti per animali domestici dovrebbe crescere a un tasso annuo composto dell’8% dal suo livello del 2023 di 51 miliardi di Rmb fino a toccare i 63 miliardi nel 2030. L’ottimismo per questo settore contrasta con una prospettiva più cupa nei vasti mercati di consumo cinesi, dove la domanda è rimasta debole dopo la pandemia di Covid-19.
Com’è la situazione in altri Paesi? In Giappone la popolazione di animali domestici di 20 milioni di unità è circa quattro volte più grande della popolazione umana sotto i quattro anni (5 milioni). Negli Stati Uniti, che sono di gran lunga il più grande mercato di animali domestici del mondo, ci sono più animali domestici che bambini di qualsiasi età. L’American Veterinary Medical Association stima che nel 2020 ci fossero tra gli 84 e gli 89 milioni di cani e tra i 60 e 62 milioni di gatti, contro i 73 milioni bambini di tutte le età.
Demografia nemica
Nel 2022, il secondo paese più popoloso del mondo ha rivelato che la sua popolazione si era ridotta per la prima volta dai primi anni ’60. La popolazione cinese si è nuovamente ridotta nel 2023, con il numero di morti che ha superato il numero di nascite di 2,08 milioni di persone. Il calo delle nascite ha persino portato alcuni ospedali cinesi a decidere di chiudere del tutto i loro reparti di ostetricia. Secondo i dati ufficiali più recenti disponibili, il numero di ospedali di maternità in Cina è passato da 807 nel 2020 a 793 nel 2021.
‘Non sono molto sorpreso di sentire delle previsioni di Goldman Sachs’, ha detto Lin Zhang, un professore dell’Università del New Hampshire che studia l’imprenditorialità e l’economia digitale in Cina, citato da Business Insider. ‘Potremmo osservare tendenze simili nei primi Paesi sviluppati in Europa e in Asia orientale’, ha aggiunto.
Gli esperti dicono che c’è una ragione pratica per cui i cinesi optano per gli animali domestici invece che per i bambini. Zhang dell’Università del New Hampshire ha affermato che gli animali domestici svolgono un importante ruolo culturale come compagni di giovani non sposati e senza figli e anziani i cui figli non vivono con loro. ‘In generale, penso che la Cina stia attraversando una trasformazione culturale legata al suo crescente tenore di vita che le persone iniziano a trovare un significato culturale negli animali domestici invece di trattarli più come animali funzionali come nella società agricola tradizionale’, ha aggiunto l’esperta.
Zheng Mu, assistente professore di sociologia e antropologia presso l’Università Nazionale di Singapore, ha dichiarato invece che gli animali domestici ‘consentono anche ai giovani cinesi di soddisfare i loro esigenze di compagnia e intimità significative senza obblighi a lungo termine come l’educazione dei bambini’.
La demografia sta insomma diventando una nemica della Cina. L’aumento degli animali domestici rispetto ai bebè è soltanto l’ultimo segnale degni di nota.