Perché la Thailandia sta inasprendo i requisiti d’ingresso per gli stranieri

Alessandro Nuzzo

9 Giugno 2026 - 21:20

Uno dei paesi più permissivi al mondo in materia di accoglienza turistica ha deciso di inasprire gli ingressi: da inizio anno in 30.000 sono già stati rifiutati alla frontiera.

Perché la Thailandia sta inasprendo i requisiti d’ingresso per gli stranieri

La Thailandia ha deciso di cambiare approccio. Il Paese che per decenni ha accolto i turisti con politiche d’ingresso tra le più permissive del Sud-Est asiatico ha ora deciso di invertire la rotta e stringere i controlli. Lo sta facendo attraverso un nuovo sistema elettronico di verifica, l’aggiornamento di una blacklist che oggi conta quasi 170.000 nominativi e una riduzione delle possibilità di soggiornare senza visto. Dall’inizio del 2026, infatti, migliaia di persone sono già state respinte alla frontiera.

L’Ufficio Immigrazione thailandese ha comunicato che, dall’inizio dell’anno, le autorità hanno negato l’ingresso a quasi 30.000 persone. Un risultato reso possibile anche grazie al nuovo sistema denominato Advanced Passenger Processing, che verifica i dati dei passeggeri prima ancora che salgano a bordo dell’aereo. I profili vengono confrontati con banche dati internazionali e con le liste delle persone ricercate. Chi risulta inserito nella blacklist può essere fermato direttamente al momento del check-in, senza nemmeno arrivare a destinazione.

La lista nera conta oggi 169.506 nominativi e comprende ex criminali, persone colpite da mandati di arresto internazionali, ma anche soggetti che in passato hanno abusato delle regole particolarmente permissive sui visti. Nel mirino delle autorità c’è soprattutto la pratica dei cosiddetti visa runner, ovvero coloro che escono brevemente dal Paese, anche solo per poche ore, per poi rientrare e azzerare il conteggio dei giorni di permanenza consentiti.

Da novembre 2025 questa strategia è stata fortemente limitata e chi continua a utilizzarla rischia di essere respinto alla frontiera. Le regole attuali prevedono infatti un massimo di due ingressi in esenzione da visto per anno solare, mentre le eventuali proroghe sono limitate a due richieste annuali.

Si riduce anche il periodo di permanenza senza visto

La misura che interessa più da vicino anche i turisti italiani riguarda la riduzione del periodo di permanenza senza visto. Nel luglio 2024 la Thailandia, per incentivare il turismo, aveva esteso il soggiorno consentito da 30 a 60 giorni. Ora, però, il governo ha deciso di fare marcia indietro. Il ministro degli Esteri ha annunciato che la durata tornerà a 30 giorni, con la possibilità di richiedere una proroga di ulteriori 30 giorni presso gli uffici dell’immigrazione, pagando una tariffa di circa 50 euro.

La misura riguarderà i cittadini di 93 Paesi, Italia compresa. La data ufficiale di entrata in vigore non è stata ancora comunicata, ma secondo diverse indiscrezioni la nuova normativa potrebbe diventare operativa entro poche settimane.

Dal 1° maggio dello scorso anno è inoltre entrata in vigore la Thailand Digital Arrival Card, un modulo elettronico obbligatorio che deve essere compilato entro 72 ore dall’arrivo nel Paese. Il sistema sostituisce la vecchia scheda cartacea e consente alle autorità di verificare in anticipo le informazioni sui viaggiatori. Chi non completa la registrazione rischia di vedersi negato l’imbarco dalla compagnia aerea.

Questa serie di nuove regole e restrizioni sta già producendo effetti concreti. Tra gennaio e maggio 2026 la Thailandia ha accolto 12,4 milioni di visitatori stranieri, un dato in calo del 3,43% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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