Perché puntare su questo indice azionario nel 2024

R. F.

18 Dicembre 2023 - 07:48

Al di là degli storni di mercato il panorama per il mercato azionario per il 2024 inizia ad essere decisamente positivo.

Perché puntare su questo indice azionario nel 2024

Un nuovo rally per l’indice S&P 500 nel 2024? Un’enorme riserva di liquidità parcheggiata oggi in fondi monetari potrebbe alimentare ulteriori guadagni dell’azionario statunitense nei prossimi mesi, con il cambio di rotta della Fed

Buone notizie per chi spera che il mercato azionario americano possa salire ulteriormente nel 2024.
Dopo il rally delle ultime settimane, gli investitori sull’equity USA che si chiedono se i mercati possano continuare il loro aumento, stanno osservando un altro fattore importante che potrebbe far crescere il valore delle loro attività rischiose nei prossimi mesi: stiamo parlando della montagna di liquidità di quasi 6.000 miliardi di dollari che è stato messa in parcheggio su strumenti di mercato monetario in questi 18 mesi passati.

L’impennata dei rendimenti del mercato monetario degli ultimi 18 mesi, agganciata alla feroce politica di rialzo tassi della Fed fino all’attuale 5,50% di tasso sui Fed funds, ha spinto la liquidità a riversarsi verso i mercati monetari e altri strumenti a breve termine, in quanto molti investitori hanno scelto di raccogliere cash in questi veicoli ultra-sicuri, in attesa dell’esito della battaglia della Federal Reserve contro l’inflazione.

Secondo i dati dell’Investment Company Institute (l’Associazione di categoria dei fondi comuni regolamentati in USA) fino al 6 dicembre 2023 il patrimonio totale dei fondi del mercato monetario ha raggiunto la cifra record di 5,9 trilioni di dollari.

L’inattesa svolta “benigna” della Fed di mercoledì scorso potrebbe stravolgere a breve questa strategia di prudente parcheggio della liquidità dei fondi pensione e degli hedge funds americani: se i costi dei mutui, dei prestiti alle imprese e dei prestiti alle famiglie scenderanno nel 2024, i rendimenti di mercato monetario molto probabilmente scenderanno insieme a loro.

Ciò potrebbe spingere gli investitori istituzionali di cui sopra a iniettare una notevole mole di liquidità in azioni e altri investimenti rischiosi nei prossimi mesi, mentre altri investitori (assicurazioni e società di gestione dedicate ai prodotti pensionistici privati) si affretteranno a bloccare i rendimenti nel reddito fisso, investendo nelle obbligazioni a più lungo termine.

È interessante vedere come hanno reso storicamente i principali asset finanziari – in un periodo di osservazione di 30 anni - osservando la loro performance media dei 12 mesi immediatamente successivi al picco dei tassi di politica monetaria della Fed.

La liquidità ha reso in media il 4,5% nell’anno successivo all’ultimo rialzo dei tassi di un ciclo restrittivo da parte della Fed, mentre le azioni statunitensi sono salite mediamente del 20% e il valore del debito investment grade del 13%, secondo i dati di BlackRock, risalenti al periodo 1995 - 2023.

Ciò rende decisamente interessante il 2024, alla luce proprio delle esperienze passate del mercato finanziario USA, guardando alle performance avvenute nel periodo immediatamente successivo alla fine del ciclo di rialzo dei tassi Fed.

Insomma, tutti i grandi investitori istituzionali e anche i fondi sovrani dei paesi sparsi in tutto il mondo, che attualmente hanno un livello significativo di liquidità, si stanno adesso già rendendo conto di dover fare qualcosa con essa per i mesi a venire, quando i rendimenti allettanti che un Treasury a 6 mesi offre oggi, non saranno più disponibili in futuro.

Questo fine anno quindi è probabilmente l’inizio di un nuovo ciclo del mercato azionario che inizierà ad auto-alimentarsi, man mano che sempre più investitori venderanno Treasury e fondi monetari per acquistare equity e credito High Yield.
A mio parere infatti, i recenti movimenti di mercato mostrano già ora è già iniziata la corsa dei fondi comuni e degli asset manager americani verso nuove strategie volte a ricalibrare i loro portafogli.

I rendimenti dei Treasury a 10 anni di riferimento, che si muovono inversamente ai prezzi delle obbligazioni, sono scesi di circa 110 punti base da questa metà di ottobre (quando il 10y Treasury toccava un rendimento del 5%) sino alla riunione di mercoledì della Fed, cioè sino al 3,90%.

L’indice S&P 500 invece è salito del 2% dalla decisione della Fed di mercoledì e si attesta a poco meno del 2% sotto il livello record del 29 dicembre 2021 pari a 4790. L’indice è salito di quasi il 23% quest’anno.

Ovviamente non tutti i 6 trilioni di dollari in fondi del mercato monetario possono essere disponibili come benzina da iniettare nei motori delle azioni e delle obbligazioni nel 2024. Alcune di essi sono detenuti da istituzioni che potrebbero comunque disporre di tale denaro in depositi bancari e questo perché hanno necessità di rimanere liquidi per scopi legati alla loro attività istituzionale.

Parliamo quindi di uno smontaggio del cash lento, non rapido, spalmato sui mesi futuri e nemmeno di uno smontaggio totale delle riserve di liquidità da parte degli investitori istituzionali americani.

Ma la ri-calibrazione dei portafogli dei gestori è un fenomeno che sarà destinato ad allargarsi anche ad altre aree finanziarie mondiali, quali area euro e area del sud-est asiatico, poiché è inevitabile che anche le altre banche centrali seguiranno la Fed nel 2024 nel percorso di riduzione dei tassi ufficiali.

Ma non parliamo certo di “spiccioli”: ad oggi le attività totali dei fondi del mercato monetario in percentuale della capitalizzazione di mercato si attestano a circa il 15,5%, in linea con la media a lungo termine degli ultimi 60 anni secondo Goldman Sachs.

Per ora, tuttavia, il fatto che l’appetito degli investitori per il rischio stia ritornando è stato facile da individuare.

Per esempio, nel mercato delle opzioni sull’indice SP500, i trader no n sono più alla ricerca di protezioni, come lo erano a metà ottobre, cioè non si stanno proteggendo più come prima da un calo a breve termine dei corsi azionari.

Ed infatti il prezzo di tali coperture (le opzioni di tipo PUT nella fattispecie) oggi è diventato addirittura attraente da un punto di vista storico.

Il Cboe Volatility Index, il famoso VIX index, che riflette la domanda di assicurazione contro le oscillazioni del mercato mediante opzioni su azioni e su indici, è oggi (15 dicembre) sceso ai minimi del periodo pre-pandemic, cioè ai minimi della fine del 2019, assestandosi a quota 12 (vedi grafico Bloomberg sottostante).

INDICE VIX DELLA VOLATILITÀ IMPLICITA NELLE OPZIONI SULLE AZIONI DEL PANIERE SP500 DAL DICEMBRE 2022 AL DICEMBRE 2023 INDICE VIX DELLA VOLATILITÀ IMPLICITA NELLE OPZIONI SULLE AZIONI DEL PANIERE SP500 DAL DICEMBRE 2022 AL DICEMBRE 2023 FONTE: BLOOMBERG

In conclusione, al di là degli storni di mercato - che forse avverranno in gennaio e che saranno assolutamente fisiologici in un contesto di evidente iper-comprato delle ultime due settimane - il panorama per il mercato azionario per il 2024 inizia ad essere decisamente positivo.

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