Perché gli autobus prendono fuoco a Roma?

Anche in questo 2019 non si ferma la lunga serie di incendi che hanno riguardato autobus pubblici a Roma: ecco quali sono le colpe dell’Atac.

Perché gli autobus prendono fuoco a Roma?

L’ultimo episodio ha riguardato la popolosa piazza Cantù, non molto distante da San Giovanni, con un autobus che ha preso fuoco dopo che l’autista ha avuto la prontezza di far scendere i passeggeri che erano a bordo.

Qui foto e video del pullman in fiamme a piazza Cantù

Circa un anno fa invece la notizia ha fatto più rumore perché avvenne nella centralissima via del Tritone, ma a Roma è da tempo che si assiste con puntualità ad autonus del servizio pubblico che da soli prendono fuoco mentre sono in strada.

I motivi di queste pericolose autocombustioni vanno ricercati nell’usura degli autobus e nella scarsa manutenzione fatta dall’Atac, l’azienda dei trasporti di Roma da tempo in grave difficoltà.

Perché bruciano i pullman a Roma

In molti si ricordano le scene di panico in via del Tritone, nel pieno centro storico della capitale, quando un autobus della linea 63 di colpo ha preso fuoco. Anche in quel caso la prontezza dell’autista ha permesso ai passeggeri di mettersi in salvo, mentre una ragazza che si trovava lungo la via è rimasta ferita riportando delle ustioni.

Le foto dell’autobus in fiamme e della densa colonna di fumo nero hanno subito fatto il giro del web, non meravigliando più di tanto però i cittadini romani che da tempo si trovano di fronte a casi del genere.

Dall’inizio del 2019 finora sono più di 10 gli autobus che hanno preso fuoco a Roma, più di uno al mese, ma se si vuole guardare il lato positivo il numero è inferiore ai 20 dello stesso periodo del 2018.

Andando ancora più a ritroso, nel 2017 furono in totale 22 i mezzi coinvolti di cui due della Tpl, la società che gestisce i collegamenti extraurbani, con il conto totale secondo il Codacons degli autobus che si sono incendiati a Roma da quando al Campidoglio c’è Virginia Raggi che sarebbe di 65 mezzi.

Le cause sono presto spiegate. L’Atac da tempo soffre di una cronica mancanza di liquidità, che ha portato al rifiuto da parte dei vari fornitori di cedere a credito i pezzi di ricambio necessari per la manutenzione delle vetture. Di conseguenza l’unica soluzione è quella di far ricorso ai rottami.

In più il parco mezzi in circolazione nella capitale è più che datato con gli autobus che hanno sul groppone numeri record di chilometri percorsi. La combinazione di queste due problematiche è la base di questi incendi.

Gli autobus sono vecchi e per giunta non ci sono i mezzi economici per fare l’adeguata manutenzione, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti: quasi due vetture al mese prendono fuoco.

La problematica quindi è vecchia e fa sorridere leggere una nota dell’Atac dove si parla di una indagine interna che ha portato, nel primo quadrimestre del 2018, alla diminuzione del 25% dei casi di incendio rispetto allo stesso periodo 2017.

Numeri alla mano, la situazione invece rimane sempre grave. Oltre ai rischi per i passeggeri, si tratta di un ennesimo biglietto da visita negativo verso i turisti: una città come Roma non merita questo degrado.

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Argomenti:

Roma Atac

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