Perché non riescono a ripartire i consumi in Germania?

Redazione Money Premium

28 Aprile 2025 - 06:38

La Germania cerca di rilanciare l’economia puntando sui consumi interni, ma tra risparmi record, incertezza politica e svolte green, convincere i cittadini a spendere resta una sfida complessa.

Perché non riescono a ripartire i consumi in Germania?

Nel cuore della Germania si combatte una battaglia silenziosa ma cruciale per il futuro economico del Paese: far ripartire i consumi interni.

In un contesto globale instabile, segnato da guerre tariffarie e tensioni commerciali, Berlino si trova di fronte alla necessità urgente di ridurre la propria dipendenza storica dalle esportazioni.

L’obiettivo è chiaro: stimolare la domanda interna per evitare un terzo anno consecutivo di contrazione economica nel 2025.

La nuova coalizione di governo, guidata dal conservatore Friedrich Merz e sostenuta dai socialdemocratici dell’SPD, ha annunciato una serie di misure per rafforzare il potere d’acquisto dei cittadini. Tra le iniziative più rilevanti figurano il taglio delle tasse sul reddito per le fasce medio-basse, l’esenzione fiscale per gli straordinari e l’introduzione di incentivi per chi lavora oltre l’età pensionabile. È previsto inoltre un aumento del salario minimo a 15 euro l’ora e la riduzione dell’IVA nei ristoranti dal 19% al 7%.

Tuttavia, le reazioni del mondo economico sono state tiepide. Deutsche Bank ha definito queste misure come “regali fiscali sparsi”, con un impatto limitato nel breve termine. E secondo il capo economista di Berenberg, Salomon Fiedler, occorrerà tempo prima che queste politiche possano modificare le abitudini di risparmio delle famiglie tedesche. L’anno scorso, il tasso di risparmio ha toccato il 20%, ben al di sopra della media europea del 15%, riflettendo una generale incertezza politica e un mercato del lavoro in fase di raffreddamento.

L’intervento pubblico, quindi, rischia di non essere sufficiente. Ciò che manca è una vera “scossa psicologica”: un evento, una riforma strutturale o un cambiamento di paradigma che possa convincere i consumatori tedeschi ad aprire i portafogli. Per ora, anche dopo l’annuncio di un maxi-piano di indebitamento post-elettorale, la fiducia dei consumatori è rimasta pressoché invariata.

Ma c’è di più. Oltre alle considerazioni economiche, si fa sempre più strada un elemento culturale e valoriale che frena i consumi: la crescente attenzione alla sostenibilità. In Germania, il concetto di consumo responsabile non è più solo una moda ma una scelta consapevole e diffusa. Secondo uno studio del Development Engagement Lab, il 60% dei tedeschi dichiara di consumare in modo sostenibile e il 71% vorrebbe fare di più in questa direzione.

Il lusso ha perso fascino tra i giovani, sostituito da valori come l’etica e la responsabilità sociale. I social network, tradizionalmente motori del consumismo, stanno diventando strumenti di educazione al consumo consapevole.
In sintesi, il rilancio dei consumi in Germania non è solo una questione di incentivi fiscali o di politiche salariali. È una sfida che intreccia dinamiche macroeconomiche e trasformazioni sociali profonde.

Convincere i cittadini tedeschi a spendere di più significherà non solo creare condizioni economiche favorevoli, ma anche saper leggere e interpretare le nuove sensibilità culturali del Paese. E in questo senso, la vera ripresa potrebbe richiedere ben più di un semplice aumento del reddito disponibile.