Perché Morellato è stata sanzionata dall’Antitrust per quasi €26 milioni?

Giacomo Astaldi

31 Marzo 2026 - 11:32

Maxi multa Antitrust a Morellato per prezzi imposti e limiti alle vendite online. Cosa è successo e perché il caso può cambiare il mercato della gioielleria?

Perché Morellato è stata sanzionata dall’Antitrust per quasi €26 milioni?

Una sanzione pesante, che supera i 25 milioni di euro, colpisce uno dei marchi più noti della gioielleria italiana. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha inflitto a Morellato una multa da 25,9 milioni per pratiche ritenute lesive della concorrenza, legate alla distribuzione di orologi e gioielli di fascia medio-accessibile.

Secondo quanto accertato dall’Autorità, il comportamento dell’azienda si sarebbe protratto per diversi anni, dal 2018 fino alla fine del 2025. Non si tratterebbe quindi di un episodio isolato, ma di una strategia consolidata nel tempo. Il nodo centrale riguarda il controllo esercitato sui prezzi di vendita. Morellato avrebbe infatti imposto ai propri rivenditori limiti precisi agli sconti applicabili, soprattutto sui canali online, indirizzando di fatto le politiche commerciali dei distributori.

Perché Morellato è stata sanzionata dall’Antitrust

L’indagine dell’Antitrust descrive un meccanismo articolato e strutturato fatto non solo raccomandazioni sui prezzi, ma anche di un monitoraggio costante del comportamento dei rivenditori. Chi non si adeguava rischiava richiami formali, pressioni per modificare i prezzi, fino ad arrivare a misure più drastiche come il blocco degli ordini o la sospensione degli account sulle piattaforme digitali.

Un altro elemento contestato riguarda i marketplace. Nei contratti di distribuzione, l’azienda avrebbe vietato ai rivenditori di operare su piattaforme di terze parti come Amazon o eBay. Una restrizione che, secondo l’Autorità, limita fortemente la libertà commerciale degli operatori e riduce la competizione tra venditori. Questo insieme di pratiche è stato qualificato come “intesa restrittiva della concorrenza”, cioè un accordo o comportamento che altera il normale gioco del mercato impedendo una competizione libera tra imprese.

Perché il caso Morellato può cambiare il mercato della gioielleria

Il caso è destinato ad avere ripercussioni ben oltre la singola sanzione, perché interviene su una pratica diffusa nel settore, ovvero il controllo, diretto o indiretto, dei prezzi al pubblico. Se ai produttori verrà impedito di influenzare le politiche di sconto dei rivenditori, soprattutto sui canali digitali, l’equilibrio del mercato potrebbe cambiare con i negozi, fisici e online, che tornerebbero ad avere maggiore autonomia nella definizione delle offerte.

Le conseguenze sono facilmente intuibili. Da un lato, una maggiore concorrenza tra operatori potrebbe tradursi in prezzi più competitivi per i consumatori, dall’altro l’e-commerce potrebbe rafforzare ulteriormente il proprio ruolo.

Non meno rilevante è il segnale che arriva all’intero comparto. Il provvedimento dell’Antitrust rappresenta un precedente che potrebbe spingere altri marchi a rivedere le proprie strategie distributive. Potremmo quindi essere davanti a un passaggio chiave per il futuro del mercato della gioielleria, sempre più orientato verso dinamiche di concorrenza aperta e trasparente.

Non è un caso isolato

La vicenda Morellato non è un fulmine a ciel sereno nel panorama italiano ed europeo. Le autorità Antitrust, negli ultimi anni, hanno intensificato i controlli proprio sulle restrizioni verticali, cioè quelle tra produttori e distributori. In diversi settori - dalla tecnologia all’abbigliamento, fino all’automotive - sono state avviate indagini su pratiche simili come controllo dei prezzi, limitazioni alla vendita online e clausole contrattuali restrittive. Il motivo è semplice: con l’espansione dell’e-commerce, queste condotte hanno un impatto sempre più diretto sulla vita quotidiana dei consumatori.

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