Perché le azioni BMW sono crollate oggi in borsa? Le previsioni degli analisti

Donato De Angelis

17 Giugno 2026 - 17:39

BMW crolla in Borsa dopo un profit warning legato alla debolezza della Cina e alla crisi in Medio Oriente. Tagliate le stime sui margini, mentre gli analisti riducono i target price sul titolo.

Perché le azioni BMW sono crollate oggi in borsa? Le previsioni degli analisti

Le azioni BMW hanno subito un brusco tracollo in borsa oggi, mercoledì 17 giugno, dopo che il gruppo automobilistico bavarese ha diffuso martedì sera, a mercati chiusi, un profit warning che ha colto di sorpresa gli investitori. A chiusura di sessione, titolo ha perso a Francoforte circa l’8,5%, scivolando intorno ai 62,14 euro, sui livelli più bassi da novembre 2020, e trascinando con sé l’intero comparto automobilistico europeo.

BMW ha attribuito la revisione al persistere della debolezza della domanda proveniente dal mercato cinese e all’impatto della guerra in Iran sui prezzi e sulla fiducia dei consumatori. La Cina, primo mercato mondiale dell’auto, ha mostrato un’ulteriore decelerazione nel secondo trimestre, soprattutto nel segmento dei veicoli non elettrici, mentre il conflitto in Medio Oriente ha pesato su costi energetici e clima di consumo.

Le nuove previsioni di BMW colgono di sorpresa e deludono il mercato

Numeri alla mano, BMW prevede ora consegne automotive in leggero calo rispetto all’anno precedente, un margine EBIT automotive tra l’1% e il 3% contro la precedente stima del 4-6%, e un utile ante imposte in calo significativo. Restano invece confermati alcuni elementi di stabilità finanziaria: il gruppo punta comunque a un free cash flow automotive superiore a 2,5 miliardi di euro, e mantiene invariati sia il payout dei dividendi (30-40% dell’utile netto) sia il programma di buyback in corso.

Le misure di ristrutturazione verranno intensificate, con un impatto negativo una tantum sui conti già nella seconda metà dell’anno; i risultati semestrali sono attesi il 30 luglio.

A rendere la notizia particolarmente pesante per il mercato è la tempistica. La revisione arriva appena sei settimane dopo che BMW aveva confermato la guidance in occasione dei risultati del primo trimestre, una retromarcia definita «radicale» da JP Morgan, e avviene proprio all’inizio della gestione del nuovo amministratore delegato Milan Nedeljković, succeduto il mese scorso a Oliver Zipse. Jefferies ha osservato che la debolezza cinese aveva già fatto temere un profit warning, ma non un crollo dei margini di questa portata, mentre Deutsche Bank sottolinea che si tratta del terzo profit warning in due anni, sequenza che sta distruggendo l’immagine di BMW come gruppo stabile e prevedibile.

Quali previsioni sulle azioni BMW, secondo gli analisti?

Le reazioni degli analisti non si sono fatte attendere e si sono tradotte velocemente in tagli ai target price: Jefferies ha abbassato il prezzo obiettivo a 70 euro da 92, con rating «Hold»; JP Morgan lo ha portato a 82 euro da 100, mantenendo «Overweight»; DZ Bank ha ridotto il fair value a 75 euro da 94, confermando «Buy». Alcune case, come Oxcap, ritengono che le difficoltà del gruppo abbiano natura più strutturale che congiunturale e dubitano che sia possibile un rapido ritorno a margini superiori alla media e, nel frattempo, si interrogano sulla sostenibilità futura del buyback.

L’onda d’urto si è propagata a tutto il settore, con le quotazioni di Stellantis, Ferrari, Mercedes e Volkswagen scese a loro volta. Secondo gli analisti di Equita il rischio principale per i concorrenti, più che l’esposizione diretta alla Cina, sta tutto nella crescente pressione competitiva dei marchi cinesi in Europa e nelle ricadute macroeconomiche della crisi in Medio Oriente sul settore nel suo complesso.

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