Perché Gianluca Vacchi è stato denunciato dalla colf

Giorgia Bonamoneta

27 Maggio 2022 - 20:26

condividi

Bufera su Gianluca Vacchi. L’influencer è stato denunciato da alcuni suoi ex collaboratori domestici. Ecco perché.

Perché Gianluca Vacchi è stato denunciato dalla colf

Gianluca Vacchi ha sempre diviso il pubblica tra chi lo ama e chi lo odia, ma in questi giorni sta facendo molto discutere il suo modo di “comunicare” con i dipendenti. La notizia che ha acceso i riflettori sulle condizioni di lavoro all’interno di villa Vacchi è quella della denuncia di sfruttamento da parte dell’ex colf.

Nell’ultima settimana, per fare pubblicità al documentario di Amazon Prime Video che lo vede protagonista, si è dedicato a diverse interviste e ha preso spazio nei media tradizionali da lui solitamente poco usati. Su Vanity Fair, rispondendo alla domanda “Cos’è il lusso per te?”, ha risposto che “il lusso è poter disporre del proprio tempo”. Una frase che oggi è stata ripresa da diversi divulgatori e attivisti, soprattutto sui social, per commentare la notizia della denuncia per sfruttamento da parte di alcuni dei suoi collaboratori.

Lusso è disporre del proprio tempo e di quello altrui, commentano in maniera critica in centinaia sotto la notizia pubblicata da Repubblica, che per prima ha raccontato la storia della denuncia e della richiesta di risarcimento della donna e di altri collaboratori che sono stati sfruttati da Vacchi. Tra le prove dello sfruttamento e del terrore che regnava nella casa dell’influencer (tra i più ricchi di Instagram), Repubblica ha pubblicato l’estratto di un audio nel quale i dipendenti venivano minacciati di multe e detrazioni dallo stipendio per ogni dimenticanza.

Secondo quanto raccontato dalla donna, il contratto avrebbe dovuto prevedere un orario di lavoro di circa 6 ore al giorno per sei giorni a settimana, ma il regime viaggiava su ben altri numeri: anche 20 ore di lavoro, senza riposo né ferie. In questa condizione, tra una costrizione a un balletto su TikTok e una sfuriata, la donna ha raccontato che la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la richiesta di firma di un contratto di riservatezza, pena 50 mila euro da detrarre dal trattamento di fine rapporto. La donna si sarebbe rifiutata e per questo è stata licenziata seduta stante.

Gianluca Vacchi denunciato per sfruttamento: il racconto della colf

L’influencer milionario Gianluca Vacchi è stato accusato da una sua collaboratrice domestica di sfruttamento. Nel contratto, che ha avuto inizio a partire dal 25 maggio 2017, erano segnate 6 ore al giorno per 6 giorni su sette. La donna (44enni di origine filippine) ha raccontato una condizione di lavoro molto diversa. Nel suo resoconto presso le autorità ha spiegato che lei e gli altri collaboratori (tutti di origine filippina, come rimarca Vacchi in un audio di WhatsApp incriminato) erano costretti a svolgere anche fino a 20 ore di servizio continuativo, senza pause, riposo settimanale o ferie.

La condizione di sfruttamento denunciata dalla donna era accompagnata da un sentimento di paura costante dato dall’atteggiamento aggressivo dell’influencer. I collaboratori domestici erano obbligati a partecipare ai balletti, poi ripubblicati sui social, che tanto hanno reso famoso Vacchi. Non sembra che per questo lavoro extra - per il quale era richiesto ritmo e movimenti perfetti - fosse previsto un bonus nello stipendio mensile. Al contrario, da quanto si apprende dalle parole della donna, se qualcuno sbagliava una mossa Vacchi inveiva contro i dipendenti e arrivava anche a spaccare degli oggetti.

Minacce e multe in caso di errori: l’audio WhatsApp choc di Vacchi

Le minacce e gli insulti sono stati confermati da alcune prove audio rese pubbliche dai giornali. In questi audio di WhatsApp Vacchi usa un tono minatorio e aggressivo, esplicitando di essere fuori di sé. Il motivo è la dimenticanza di un occhiale da sole e lo spostamento dal “solito posto” degli integratori. In risposta agli errori compiuti dai suoi dipendenti, Vacchi minacciò di applicare una multa: 100 euro in meno sullo stipendio mensile per ogni dimenticanza.

Nell’audio Gianluca Vacchi dice che è pronto a mettere le mani al collo dei suoi dipendenti. Ecco le parole usate:

Allora adesso mi sono sotto i c****. I filippini tutte le volte che si dimenticano una cosa sono 100 euro di multa, poi le pagano sommati, non me ne frega niente. [...] Adesso torno a casa mia e se vedo un muso lungo, gli metto le mani addosso.

Protesta contro Vacchi: dai social la richiesta di rimuovere il documentario da Amazon

I social non perdonano, soprattutto se c’è di mezzo lo sfruttamento da parte di un uomo potente sulle minoranze. Così nelle ultime ore, in seguito alla notizia della denuncia da parte della collaboratrice domestica, sono in molti a chiedere la cancellazione del documentario su Gianluca Vacchi presente nel catalogo di Amazon Prime Video.

Gianluca Vacchi: Mucho Más è appena approdato sulla piattaforma che già ne è stata richiesta la rimozione. La coincidenza tra il rilascio della docuserie e la denuncia, entrambi il 26 maggio 2022, è stata letta dai pubblico come un ulteriore smacco. “Non abbiamo bisogno di un elogio a chi considera i suoi dipendenti schiavi, grazie!” e “Uno sfruttatore non merita un documentario che lo vuole far idolatrare” sono i commenti medi sulle pagine social della piattaforma di streaming di Amazon.

Argomenti

# Lavoro

Iscriviti a Money.it