Perché festeggiamo il 25 aprile? Storia e motivi della Festa della Liberazione

Chiara Ridolfi - Alessandro Cipolla

23/04/2021

23/04/2021 - 17:10

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Ecco perché festeggiamo il 25 aprile, anniversario della liberazione d’Italia e per quale motivo venne scelta proprio quella data per la Festa della Liberazione.

Perché festeggiamo il 25 aprile? Storia e motivi della Festa della Liberazione

Tra le varie festività del nostro calendario, quella senza dubbio più politica è la l’Anniversario della Liberazione dell’Italia, meglio nota come Festa della Liberazione che dal 1946 ricorre ogni anno il 25 aprile.
La festa della Liberazione è una festività che celebra la liberazione dell’Italia dal regime fascista e dall’occupazione nazista, un giorno che per il nostro Paese assume un importante valore politico e militare.

Ma perché festeggiamo il 25 aprile? Per quale motivo è stata scelta proprio questa data per l’Anniversario della Liberazione dell’Italia? Sapete il vero significato e i motivi per cui in Italia ogni 25 aprile si celebra la Festa della Liberazione?
Di seguito andiamo a fare un po’ di chiarezza su questa ricorrenza, andiamo a vedere quando fu istituita e per quale ragione fu scelta proprio la data del 25 aprile.

25 aprile, Festa della Liberazione: quando venne istituita

Il 22 aprile del 1946 fu l’allora Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi a proporre a Umberto II, ultimo re d’Italia e all’epoca luogotenente del Regno, di istituire come festa nazionale il 25 aprile.

A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale” si legge nel decreto che andava quindi a istituire come festività l’Anniversario della Liberazione dell’Italia.

L’istituzione definitiva come festa nazionale arrivò nel maggio del 1949, con la nascita della Festa della Liberazione che comunque viene sempre collocata all’aprile del 1946, pochi mesi prima del referendum del 2 giugno dove gli italiani furono chiamati a scegliere tra repubblica e monarchia.

Dal 1946 quindi ogni anno in Italia si celebra il 25 aprile, una ricorrenza che viene festeggiata con manifestazioni pubbliche in tutte le città del paese, con il momento più solenne che è la deposizione da parte del Presidente della Repubblica di una corona di alloro al monumento del Milite Ignoto per rendere omaggio a tutti i caduti italiani nelle guerre.
Un gesto che nel 2020 è diventato ancora più simbolico, data la totale assenza di pubblico, a causa della pandemia. Lo scatto del Presidente Mattarella solo con la mascherina che sale le scale dell’Altare della Patria hanno reso ancora più carico di significato quel gesto.

Perché si festeggia il 25 aprile

Nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, dove l’Italia del Duce Benito Mussolini era alleata della Germania di Adolf Hitler, con le operazioni militari che si stavano rivelando fallimentari per il paese, non di certo per colpa dei nostri soldati, l’8 settembre del 1943 venne firmato l’Armistizio di Cassibile con gli Alleati.

Una scelta questa che provocò l’occupazione nazista dell’Italia con l’appoggio del governo collaborazionista fascista della Repubblica Sociale Italiana di Salò. Da quel momento iniziò nel nostro paese la Resistenza, con la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale e dell’attività partigiana.

Il Comitato di Liberazione Nazionale era formato dall’unione di sei partiti: Partito Comunista, Democrazia Cristiana, Partito Liberale, Partito d’Azione, Partito Socialista e Partito Democratico del Lavoro. Si trattava quindi di un movimento eterogeneo, legato dal comune antifascismo.

Una guerra interna questa durata dall’8 settembre del 1943 fino al 2 maggio 1945, quando l’Italia venne liberata dall’occupazione nazi-fascista. Il bilancio alla fine fu pesantissimo per quanto riguarda gli italiani : 40.000 morti tra i partigiani, altrettanti tra i repubblichini di Salò, 20.000 tra i soldati che avevano combattuto insieme agli Alleati e 10.000 vittime civili.

Finita la Guerra, venne indicata come data per festeggiare la Liberazione quella del 25 aprile, ovvero il giorno in cui il Comitato di Liberazione dell’Alta Italia proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dalle truppe nazi-fasciste.

Da lì a pochi giorni tutte le principali città del Nord vennero liberate, con la Resa di Caserta che venne firmata il 29 aprile 1945 dove si prevedeva una resa incondizionata delle forze armate tedesche e della RSI.

Anche se la vera e propria fine delle ostilità è avvenuta quindi il 2 maggio, quando entrò in vigore in maniera ufficiale la Resa, è stato scelto di indicare come data delle celebrazioni il 25 aprile in quanto rappresenta il culmine delle attività militari della Resistenza.

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