Perché festeggiamo il 25 aprile? Storia e motivi della Festa della Liberazione

La storia dell’Anniversario della Liberazione d’Italia: ecco perché festeggiamo il 25 aprile e perché questa ricorrenza suscita ancora oggi delle polemiche.

Perché festeggiamo il 25 aprile? Storia e motivi della Festa della Liberazione

Tra le varie festività del nostro calendario, quella senza dubbio più politica è la l’Anniversario della Liberazione dell’Italia, meglio nota come Festa della Liberazione che dal 1946 ricorre ogni anno il 25 aprile.

Una data che puntualmente si porta dietro anche le soliti immancabili polemiche, segno di come in Italia il periodo della Seconda Guerra Mondiale e in generale tutto quello del ventennio fascista, sia ancora una pagina aperta preda del revisionismo.

Ma in quanti conoscono il vero significato e i motivi per cui in Italia ogni 25 aprile si celebra la Festa della Liberazione? Perdere cinque minuti del proprio tempo approfondendo questa storia, può aiutare ad avere le idee più chiare su questa ricorrenza a prescindere dalle proprie convinzioni politiche.

La storia della Festa della Liberazione

Il 22 aprile del 1946 fu l’allora Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi a proporre a Umberto II, ultimo re d’Italia e all’epoca luogotenente del Regno, di istituire come festa nazionale il 25 aprile.

A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale” si legge nel decreto che andava quindi a istituire come festività l’Anniversario della Liberazione dell’Italia.

L’istituzione definitiva come festa nazionale arrivò nel maggio del 1949, con la nascita della Festa della Liberazione che comunque viene sempre collocata all’aprile del 1946, pochi mesi prima del referendum del 2 giugno dove gli italiani furono chiamati a scegliere tra repubblica e monarchia.

Dal 1946 quindi ogni anno in Italia si celebra il 25 aprile, una ricorrenza che viene festeggiata con manifestazioni pubbliche in tutte le città del paese, con il momento più solenne che è la deposizione da parte del Presidente della Repubblica di una corona di alloro al monumento del Milite Ignoto per rendere omaggio a tutti i caduti italiani nelle guerre.

Quest’anno però ci saranno alcune eccezioni nelle celebrazioni. A Lentate sul Seveso (Monza) la sindaca della Lega ha cancellato il corteo e i discorsi sul palco, a Trieste il sindaco di centrodestra non ha invitato a parlare l’Anpi mentre a Cumiana (Torino), che vanta anche la medaglia d’oro al merito civile per la Resistenza, la commissaria non ha organizzato alcuna manifestazione ma verrà soltanto deposta una corona d’alloro sul monumento a ricordo dei partigiani caduti.

Anche tutti gli esponenti di governo della Lega hanno annunciato che non prenderanno parte alle celebrazioni del 25 aprile, con il ministro dell’Interno Matteo Salvini che sarà a Trapani a “combattere la mafia”.

Perché si festeggia il 25 aprile

Nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, dove l’Italia del Duce Benito Mussolini era tristemente al fianco della Germania di Adolf Hitler, con le operazioni militari che si stavano rivelando fallimentari per il paese, non di certo per colpa dei nostri soldati, l’8 settembre del 1943 venne firmato l’Armistizio di Cassibile con gli Alleati.

Una scelta questa che provocò l’occupazione nazista dell’Italia con l’appoggio del governo collaborazionista fascista della Repubblica Sociale Italiana di Salò. Da quel momento iniziò nel nostro paese la Resistenza, con la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale e dell’attività partigiana.

Il Comitato di Liberazione Nazionale era formato dall’unione di sei partiti: Partito Comunista, Democrazia Cristiana, Partito Liberale, Partito d’Azione, Partito Socialista e Partito Democratico del Lavoro. Si trattava quindi di un movimento eterogeneo, legato dal comune antifascismo.

Una guerra interna questa durata dall’8 settembre del 1943 fino al 2 maggio 1945, quando l’Italia venne liberata dall’occupazione nazi-fascista. Il bilancio alla fine è stato pesantissimo per quanto riguarda gli italiani : 40.000 morti tra i partigiani, altrettanti tra i repubblichini di Salò, 20.000 tra i soldati che hanno combattuto insieme agli Alleati e 10.000 vittime civili.

Finita la Guerra, venne indicata come data per festeggiare la Liberazione quella del 25 aprile, ovvero il giorno in cui il Comitato di Liberazione dell’Alta Italia proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dalle truppe nazi-fasciste.

Da lì a pochi giorni tutte le principali città del Nord vennero liberate, con la Resa di Caserta che venne firmata il 29 aprile 1945 dove si prevedeva una resa incondizionata delle forze armate tedesche e della RSI.

Anche se la vera e propria fine delle ostilità è avvenuta quindi il 2 maggio, quando entrò in vigore in maniera ufficiale la Resa, è stato scelto di indicare come data delle celebrazioni il 25 aprile in quanto rappresenta il culmine delle attività militari della Resistenza.

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Argomenti:

Italia Festività

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