Perché di improvviso si parla tanto di mangiare insetti?

Dimitri Stagnitto

11 Gennaio 2023 - 00:00

Da qualche tempo il tema dell’inserimento degli insetti nella dieta come alternativa alla carne sta avendo grande visibilità sui media. Per quale ragione accade una cosa tanto assurda?

Perché di improvviso si parla tanto di mangiare insetti?

Mangiare insetti è la nuova grande prospettiva per il futuro, se ne parla sempre di più e in termini entusiastici, come fosse la nuova hit dell’estate.

Solo stiamo parlando del tentativo di inserimento nella cultura umana (non mi limiterei all’occidentale poiché i popoli che mangiano insetti nel mondo sono una esigua minoranza) di un comportamento aberrante e i cui effetti negativi potenziali sulla salute, al netto di qualsiasi considerazione culinaria, sono tutti da scoprire.

Anche se il tema arriva al grande pubblico solo di recente, l’idea gira già da tempo in certi ambienti culturali di stampo progressista, vedi per esempio il video di Angiolina Jolie che cucina e mangia ragni con dei bambini nel 2017.

Chi venne a contatto con quel video già allora difficilmente avrà potuto contenere un certo senso di inquietudine (i bambini stessi non sembrano così entusiasti dell’attività, anzi...) circa ciò che sarebbe potuto seguire.

Chi poi si ricorda di Al Gore, il candidato che perse per un soffio (con fondate ipotesi di conteggi erronei, ma riconobbe la sconfitta senza troppi problemi) la presidenza USA a vantaggio di Bush Jr., e del suo documentario «an inconvenient truth» (2006) in cui si accusavano, tra gli altri, gli allevamenti di bovini come fonte primaria di gas serra e quindi colpevoli di causare il riscaldamento globale, avrà ben capito che il tema alimentare del momento cova sotto la cenere almeno dall’inizio del secolo.

A distanza di altri anni in effetti abbiamo iniziato a vedere fatti piuttosto concreti. Nello specifico in Europa l’introduzione tra gli alimenti commestibili le camole della farina nel 2021 e ora, a partire da fine gennaio 2023, anche la farina di grilli.

Per quale motivo avviene ciò? A mio avviso pura cecità e violenza di stampo ideologico, quella stessa ideologia che vede nell’uomo e nel suo «impatto» il grande problema del pianeta che va quindi «difeso» dall’umanità.

Il corto circuito logico è dato dal fatto che questo compito di difesa deve essere preso in carico dalla stessa umanità che costituisce la minaccia.

Come si supera questo paradosso per cui degli umani riconoscono nella propria esistenza un problema e, a quanto pare, non contemplano il proprio suicidio come soluzione lineare e immediata? Imponendo che la soluzione sia adottata sì dagli umani, ma da altri.

Del resto il problema non è l’esistenza di singole persone ma l’impatto sull’ambiente delle masse e delle loro abitudini di consumo, quindi i «risvegliati» pensano di essere più utili come organizzatori della vita di altri.

Questo tipo di paradosso non è certo una novità: nel libro «la porta proibita» il giornalista Tiziano Terzani, che visitò la Cina comunista (che ammirava prima di andarci) e che finì alla fine «rieducato» (ma guarda, allora è un vizio!) ed espulso, racconta di come la città di Pechino, prima della rivoluzione, avesse dei quartieri «borghesi» e moderni, con case abitate da singole famiglie che avevano persino i servizi igienici in casa ed erano collegate a un sistema fognario. Ebbene, in nome dei principi della rivoluzione, l’uguaglianza prima di tutto, i servizi furono distrutti e tutti, senza più disuguaglianze, facevano la fila al mattino per fare i propri bisogni in una buca scavata in mezzo alla strada al centro del quartiere.

Ovviamente Mao e le gerarchie del partito oltre un certo livello non aveva di questi problemi. Alcuni animali sono più uguali degli altri.

Nulla di nuovo sotto il sole quindi, fa però abbastanza spavento che questo nuovo colpo di coda di un certo tipo di ideologia distopica e violenta stia avvenendo nel mondo occidentale, specie negli USA, che sono stati i paladini di un modello sociale ed economico che ha dimostrato come la libera ricerca di un miglioramento delle proprie condizioni finisca per creare società in cui la ricchezza è maggiormente presente e quindi, seppure l’uguaglianza non sia un obiettivo, certamente le condizioni di vita del cittadino medio sono superiori a quelle di una società un cui l’uguaglianza è perseguita schiacciando tutti verso il basso.

In Europa poi, con l’aggiunta di un corposo welfare, abbiamo davvero vissuto decenni interi in cui un certo livello di dignità era, ed è ancora anche meno che un tempo, garantito a tutti.

Ecco, voler introdurre gli insetti nella dieta delle masse occidentali è la versione moderna della distruzione dei servizi igienici a Pechino.

Che si tratti di un nuovo accidente della Storia che verrà superato dal buon senso voglio sperare sia l’unico esito possibile sul lungo periodo, il problema è che i tempi della Storia non sono i tempi delle vite dei singoli e il rischio che le nuove generazioni in Europa e in occidente siano condannate a vivere tempi che saranno ricordati piuttosto bui, tempi di errori da non commettere mai più (si, come no?), è una possibilità piuttosto concreta.

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