Perché Giuseppe Conte non si è ancora dimesso dalla Presidenza del Consiglio

Antonio Cosenza

14 Gennaio 2021 - 10:13

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Italia Viva ha tolto il proprio appoggio al Governo: tuttavia, almeno per il momento Giuseppe Conte non ha intenzione di dimettersi da Presidente del Consiglio. Ecco perché.

Perché Giuseppe Conte non si è ancora dimesso dalla Presidenza del Consiglio

La domanda che si fanno in molti, dopo le dimissioni delle Ministre Bellanova e Bonetti e quindi l’addio (o l’arrivederci) alla maggioranza da parte di Italia Viva, riguarda il perché Giuseppe Conte non si è ancora dimesso.

Molti, infatti, si aspettavano che subito dopo il ritiro del sostegno da parte di Italia Viva, Giuseppe Conte salisse immediatamente al colle per rassegnare le dimissioni al Presidente della Repubblica, formalizzando - quindi - la crisi di Governo.

Va detto, però, che la decisione di Matteo Renzi per il momento non obbliga le dimissioni di Giuseppe Conte. Il leader di Italia Viva, infatti, non ha sfiduciato il Premier, lasciando al Presidente del Consiglio la decisione sul dimettersi o meno.

E per il momento il Presidente del Consiglio sembra intenzionato a non salire al colle per rassegnare le dimissioni, nonostante nelle ultime ore sembra che questa richiesta gli sia stata fatta direttamente dal leader del Partito Democratico, Nicola Zingaretti.

Ci sono diverse motivazioni, sia politiche che tecniche, sul perché Giuseppe Conte non si è ancora dimesso; e non è neppure detto che il Presidente del Consiglio alla fine rassegnerà le dimissioni. Vediamo perché e cosa potrebbe succedere nei prossimi giorni.

Dimissioni Giuseppe Conte: prima scostamento di bilancio e Decreto Ristori quinquies

Giuseppe Conte ha deciso di prendere tempo prima di scegliere se presentare o meno le dimissioni da Presidente del Consiglio. Anche perché prima di tutto ci sono due appuntamenti importanti per il Governo, per i quali d’altronde Matteo Renzi ha già dichiarato che non farà mancare il proprio appoggio all’Esecutivo.

Si tratta dello scostamento di bilancio da 20 miliardi di euro e del Decreto Ristori quinquies - o final come rinominato dal Ministro Gualtieri - con il quale verranno introdotte ulteriori misure per il sostegno delle imprese e dei lavoratori messi in difficoltà dalla crisi economica.

Per il momento, quindi, il Presidente del Consiglio ricoprirà ad interim il Ministero dell’Agricoltura e quello della Famiglia, e dopo l’approvazione del Decreto Ristori valuterà se esistono le condizioni per sostituire le due ministre dimissionarie e andare avanti con una nuova maggioranza oppure se formalizzare la crisi di Governo rassegnando le dimissioni al Quirinale.

E se Giuseppe Conte non dovesse dimettersi?

Con la scusa di prendere tempo in vista dell’approvazione dello scostamento di bilancio e del Decreto Ristori quinquies, Giuseppe Conte sta valutando anche qual è la miglior strategia possibile per evitare una “crisi al buio”.

Ad oggi le possibilità sono due: andare alla conta al Senato così da capire se effettivamente i 18 senatori di Italia Viva potranno essere sostituiti da altrettanti responsabili. In tal caso ci sarebbe una nuova maggioranza ma non un altro Governo: le due Ministre, infatti, potranno essere sostituite senza che effettivamente la crisi di Governo venga formalizzata.

In alternativa, Giuseppe Conte dovrebbe rassegnare le dimissioni e aprire così la crisi di Governo, con il Presidente della Repubblica che inizierebbe il giro di consultazioni per valutare se esistono i presupposti per un nuovo Governo appoggiato dal Parlamento. Un Governo che potrebbe anche essere un Conte-ter - con un rimpasto quindi che potrebbe anche interessare altri Ministeri - ma solo nel caso in cui si trovasse un accordo con Matteo Renzi.

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