Per Pimco sta arrivando una ondata di default. Ecco cosa devono fare gli investitori obbligazionari

Redazione Money Premium

13 Giugno 2026 - 12:55

In un mondo più volatile e con minori sicurezze sistemiche, la disciplina nella gestione del rischio creditizio diventa la vera fonte di performance sostenibile.

Per Pimco sta arrivando una ondata di default. Ecco cosa devono fare gli investitori obbligazionari

Pimco lancia un segnale forte e chiaro agli investitori di reddito fisso: il ciclo delle perdite di credito è tornato e gli anni dei rendimenti facili stanno finendo.

Nel suo outlook 2026, il colosso americano con oltre 2.270 miliardi di dollari in gestione avverte che i default sono destinati a salire in modo significativo, soprattutto nel segmento del credito di qualità inferiore, dai leveraged loan al private direct lending.

Un monito che arriva in un momento di spread ancora compressi e di apparente tranquillità sui mercati, che secondo Pimco nasconde invece una pericolosa compiacenza degli investitori.

Cosa dicono gli analisti

Richard Clarida, consigliere economico globale, Andrew Balls, chief investment officer del reddito fisso globale, e Dan Ivascyn, chief investment officer del gruppo, firmano un rapporto che segna una netta discontinuità rispetto al decennio passato. Dopo anni in cui quasi ogni asset creditizio ha offerto ritorni positivi con bassa volatilità, grazie a tassi vicini allo zero, stimoli straordinari e globalizzazione senza intoppi, il contesto sta cambiando. La dispersione tra vincitori e perdenti è destinata ad ampliarsi, trainata da fattori geopolitici, scelte di politica interna e massicci investimenti in intelligenza artificiale, difesa ed energia. In questo scenario, secondo Pimco, la selezione di qualità del credito diventa l’elemento decisivo per la performance futura.

Il cuore del messaggio è semplice ma impattante: gli investitori non possono più permettersi di inseguire rendimento a ogni costo. I credit spread rimangono stretti sia sul mercato high-yield sia nel private credit, offrendo un premio troppo modesto rispetto al rischio che si sta accumulando. Pimco interpreta questa compressione non come un segnale di forza dell’economia, bensì come il frutto di un eccesso di ottimismo e della convinzione che le banche centrali o i governi interverranno sempre per salvare il sistema.

Il peso dell’incertezza

“Il costo della compiacenza è aumentato” scrivono gli esperti, ricordando che le vecchie certezze su globalizzazione, backstop di policy e volatilità soppressa non valgono più.Di fronte a questo quadro, Pimco consiglia una rotazione decisa verso la qualità. Gli investitori di reddito dovrebbero privilegiare asset di alta qualità che, grazie al reset generazionale dei rendimenti obbligazionari iniziato qualche anno fa, offrono oggi cedole competitive con i ritorni storici delle azioni, ma con una volatilità sensibilmente inferiore. In particolare, i bond di alta qualità possono fungere da efficace ammortizzatore durante le fasi di risk-off, proteggendo il portafoglio proprio quando le azioni soffrono di più.

Tra le idee ad alta convinzione spicca il segmento dei titoli di stato a media durata, tra i cinque e i dieci anni. Secondo Pimco questa porzione della curva offre il miglior equilibrio tra rendimento, roll-down e rischio, mentre le scadenze molto brevi risentono ancora di tassi elevati ma con minore carry, e quelle lunghe scontano incertezze fiscali e sul term premium. Un altro settore privilegiato sono i mortgage-backed securities emessi dalle agenzie americane (Fannie Mae, Freddie Mac, Ginnie Mae). Questi titoli mantengono spread storicamente ampi rispetto al passato, godono di altissima qualità creditizia grazie al backing governativo e beneficiano di dinamiche favorevoli di offerta e domanda.

Le opportunità non mancano. Ecco dove trovarle

Per Pimco rappresentano una fonte attraente sia di reddito sia di diversificazione. Non mancano opportunità sui mercati internazionali. Con i percorsi di politica monetaria che divergono tra le varie aree economiche, i government bond globali tornano a offrire vere chance di selezione paese e di posizionamento sulla curva. Pimco guarda con interesse anche ad alcuni mercati emergenti dotati di politiche credibili e fondamentali solidi, mentre sui titoli indicizzati all’inflazione e su alcuni real asset vede un ruolo difensivo importante in un mondo con code di inflazione più grasse e rischi geopolitici sull’energia. L’oro, in particolare, viene citato come riserva di valore neutrale in un’epoca di fiducia parziale nelle valute fiat.

Questo posizionamento prudente non significa però rinunciare del tutto alla crescita. Pimco riconosce che l’enorme spesa per l’intelligenza artificiale, l’aumento delle spese militari e gli investimenti energetici creeranno vincitori e vinti settoriali e geografici. La chiave sarà però distinguere con precisione tra chi ha bilanci solidi, flussi di cassa prevedibili e poca leva finanziaria da chi invece ha costruito la propria crescita sull’indebitamento facile degli ultimi anni.

Cosa devono fare gli investitori italiani?

Per il mercato italiano e europeo il messaggio di Pimco arriva in un momento delicato. Le banche continentali hanno già ridotto l’esposizione al leveraged finance rispetto ai picchi passati, ma il private debt europeo è cresciuto enormemente e potrebbe rivelarsi più vulnerabile in caso di recessione o di nuovo shock sui tassi. Gli investitori istituzionali italiani, grandi detentori di Btp e di corporate bond investment grade, potrebbero trovare nelle indicazioni di Pimco una conferma della strategia già in parte adottata: privilegiare duration intermedia sui titoli di stato core, mantenere un’allocazione selettiva sui MBS americani e usare i momenti di debolezza per accumulare inflation-linked bond.

Pimco sta sostanzialmente dichiarando chiusa l’era del “beta facile” nel credito e l’inizio di una fase in cui l’alpha generato dalla selezione di qualità tornerà a fare la differenza. Chi ignorerà questo avvertimento rischiando ancora su crediti deboli potrebbe trovarsi esposto a perdite superiori alle attese proprio mentre i portafogli più difensivi e di qualità beneficeranno della rotazione verso la sicurezza.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.