Pensioni tagliate dal governo Meloni, ecco quanto si perde. La tabella

Simone Micocci

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Pensioni, rivalutazione parziale nella legge di Bilancio 2027. Tornano i tagli del governo Meloni.

Pensioni tagliate dal governo Meloni, ecco quanto si perde. La tabella

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Alla fine è successo: il governo Meloni ha previsto un nuovo taglio alla rivalutazione delle pensioni. La bozza della legge di Bilancio 2027 conferma quanto noi di Money.it avevamo anticipato: a fronte di una spesa stimata in circa 15 miliardi con il meccanismo ordinario, ipotizzando un tasso di rivalutazione del 2,9% secondo le anticipazioni, si è scelto di tornare a un sistema di calcolo meno vantaggioso per gli assegni superiori a quattro volte il trattamento minimo.

Nel dettaglio, la regola ordinaria prevede una rivalutazione pari al 100% del tasso per la parte di pensione che non supera quattro volte il minimo. Sulla sola quota compresa tra quattro e cinque volte il minimo si applica invece il 90% del tasso, mentre sulla parte eccedente il riconoscimento scende al 75%.

Non è la prima volta, però, che per contenere la spesa i governi modificano queste regole, tanto che in passato la rivalutazione è stata persino bloccata per alcune fasce di pensionati.

Sul punto è intervenuta anche la Corte costituzionale, che ha riconosciuto la possibilità di limitare la rivalutazione tenendo conto delle risorse disponibili, purché l’intervento rispetti i principi di ragionevolezza e proporzionalità. Un orientamento confermato nelle pronunce sulle restrizioni introdotte dal governo Meloni per il 2023, accompagnato però dall’invito a intervenire con prudenza e a considerare gli effetti delle precedenti riduzioni.

Adesso l’articolo 55 della bozza della legge di Bilancio 2027 prevede il ritorno a un meccanismo a sei fasce, con percentuali ridotte applicate all’intero importo della pensione anziché alle singole quote. Per chi supera quattro volte il minimo, il risultato è un aumento inferiore a quello che spetterebbe con le regole ordinarie: più precisamente, quindi, il taglio riguarda i prossimi aumenti, non l’importo della pensione già percepita.

Rivalutazione, cosa prevede la legge di Bilancio 2027

Era nell’aria che il governo potesse intervenire sulla rivalutazione delle pensioni per recuperare risorse per le misure in manovra. E la bozza conferma questa scelta, nonostante l’aumento del costo della vita continui a pesare sul potere d’acquisto degli assegni.

Nel dettaglio, l’articolo 55 della bozza della legge di Bilancio 2027 modifica innanzitutto il principio di calcolo: superate quattro volte il trattamento minimo, la rivalutazione parziale si applica all’intero importo della pensione e non soltanto alla quota che supera la soglia.

A questo si aggiungono percentuali meno vantaggiose rispetto a quelle previste dal meccanismo ordinario.

Nel dettaglio, resta ferma la rivalutazione piena per gli assegni fino a quattro volte il minimo, mentre per chi supera 2.447,40 euro lordi mensili, considerando il trattamento minimo 2026 di 611,85 euro, si applicano le seguenti percentuali:

Importo complessivo della pensione lorda mensile Fascia rispetto al trattamento minimo Percentuale del tasso di rivalutazione riconosciuta
Fino a 2.447,40 euro Fino a 4 volte il minimo 100%
Oltre 2.447,40 e fino a 3.059,25 euro Oltre 4 e fino a 5 volte il minimo 85%
Oltre 3.059,25 e fino a 3.671,10 euro Oltre 5 e fino a 6 volte il minimo 53%
Oltre 3.671,10 e fino a 4.894,80 euro Oltre 6 e fino a 8 volte il minimo 47%
Oltre 4.894,80 e fino a 6.118,50 euro Oltre 8 e fino a 10 volte il minimo 37%
Oltre 6.118,50 euro Oltre 10 volte il minimo 32%

Quanto si perde con il nuovo meccanismo

A questo punto è lecito chiedersi quanto si perde con il nuovo meccanismo rispetto a quello ordinario.

Per il confronto, ipotizziamo che il tasso di rivalutazione risulti pari al 2,9%.

Con le regole ordinarie, l’aumento sarebbe stato del 2,9% sulla quota di pensione fino a 2.447,40 euro, del 2,61% sulla parte compresa tra 2.447,40 e 3.059,25 euro e del 2,175% sulla quota superiore. Il calcolo per scaglioni avrebbe quindi garantito a tutti la rivalutazione piena sulla prima parte dell’assegno, riducendola progressivamente soltanto sulle quote successive.

Con il sistema previsto dalla bozza, invece, superati i 2.447,40 euro si applica una percentuale ridotta sull’intero importo della pensione. Sempre ipotizzando un tasso del 2,9%, l’aumento sarebbe del 2,465% per gli assegni oltre quattro e fino a cinque volte il minimo, dell’1,537% oltre cinque e fino a sei volte, dell’1,363% oltre sei e fino a otto volte, dell’1,073% oltre otto e fino a dieci volte e dello 0,928% oltre dieci volte il minimo, ferme restando le clausole di salvaguardia vicino alle soglie.

A tal proposito, la tabella seguente mostra quanto si perderebbe per diversi importi di pensione. Il confronto parte da 2.500 euro perché fino a quattro volte il trattamento minimo il riconoscimento della rivalutazione rimane integrale.

Pensione lorda mensile Aumento mensile ordinario Aumento mensile con la bozza 2027 Perdita mensile Perdita annua su 13 mensilità
2.500,00 euro 72,35 euro 61,63 euro 10,72 euro 139,36 euro
3.000,00 euro 85,40 euro 73,95 euro 11,45 euro 148,85 euro
3.500,00 euro 96,53 euro 53,80 euro 42,73 euro 555,49 euro
4.000,00 euro 107,41 euro 54,52 euro 52,89 euro 687,57 euro
4.500,00 euro 118,28 euro 61,34 euro 56,94 euro 740,22 euro
5.000,00 euro 129,16 euro 53,65 euro 75,51 euro 981,63 euro
5.500,00 euro 140,03 euro 59,02 euro 81,01 euro 1.053,13 euro
6.000,00 euro 150,91 euro 64,38 euro 86,53 euro 1.124,89 euro
6.500,00 euro 161,78 euro 60,32 euro 101,46 euro 1.318,98 euro

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