Non sono più le case i primi obiettivi degli occupanti abusivi, sono questi i beni a rischio adesso.
Le occupazioni abusive sono un problema sempre più diffuso in gran parte del mondo. Nella stragrande maggioranza dei casi riguardano edifici abbandonati e beni in disuso, ma negli ultimi anni la tendenza a occupare case abitate, sottraendole ai legittimi proprietari con vari mezzi, è diventata sempre più preoccupante. Adesso, però, sembra che gli occupanti abusivi abbiano spostato l’attenzione su altri obiettivi, rendendo forse la difesa ancora più complessa e lunga.
L’occupazione abusiva è un problema difficile da risolvere
Questo genere di problemi richiede sempre un approccio variegato, che tenga conto delle cause del fenomeno e che al contempo garantisca la tutela dei proprietari. Per contrastare l’occupazione abusiva delle abitazioni altrui serve agire su più fronti, cominciando soprattutto dalla prevenzione. Uno Stato dovrebbe, tendenzialmente, garantire ai propri cittadini i mezzi sufficienti ad avere un tetto sulla testa per sé e per le proprie famiglie, indipendentemente dagli ostacoli del caso. Se gli affitti sono troppo alti, gli immobili concessi con l’edilizia pubblica sono insufficienti e il mercato del lavoro è in crisi, citando i problemi più noti, i cittadini faticano a garantirsi una casa e dovrebbero essere tutelati.
Chiaramente, questo non vuol dire che si debba legittimare l’occupazione abusiva, anche perché va sempre di più a discapito di altri cittadini, magari con analoghe difficoltà, ingiustamente privati della propria abitazione e costretti a spese ingiuste, senza contare tutti gli altri disagi. Ecco perché è importante prevedere una cornice solida di risposta, che consenta di agire tempestivamente per liberare gli immobili e restituirli ai titolari.
Allo stesso tempo, è doveroso sanzionare in modo credibile e davvero scoraggiante chi commette questo illecito, senza dimenticare di offrire alternative efficaci quando necessario. Insomma, è davvero impossibile pensare di risolvere il problema dell’occupazione abusiva in modo rapido e veloce, ma con il tempo gli interventi possono farsi più mirati ed efficaci. Quando però l’occupazione si sposta e i beni non sono più edifici abitativi, le cose si fanno ancora più complicate da gestire.
Ancora più complesso riappropriarsi dei nuovi obiettivi degli occupanti
Case e alcuni edifici commerciali, talvolta garage, cantine e similari, sono in genere gli immobili contesi tra gli occupanti abusivi, chiaramente senza alcun diritto, e i proprietari che ne sono stati privati ingiustamente. Per quanto sia complesso rispondere alle occupazioni, però, questi beni godono di una tutela particolare, senza contare che molti Paesi stanno affrontando il problema con una rinnovata attenzione. Il severissimo Piano casa italiano ne è l’emblema perfetto, senza contare che ormai anche i proprietari, con mezzi più o meno corretti, sono più concentrati nella protezione delle case.
Pare che qualcosa stia funzionando in tal senso, perché gli illeciti denunciati nell’ultimo periodo suggeriscono uno spostamento dell’interesse degli occupanti abusivi, passato a spazi considerati più semplici e sicuri da abitare. Giardini privati, cortili, terreni agricoli o destinati alle costruzioni e perfino barche, sono questi i nuovi obiettivi degli occupanti abusivi. Di fatto, si tratta di beni che per la loro stessa natura sono più immediatamente accessibili e non richiedono grandi sforzi di pianificazione, senza contare che trattandosi di spazi all’aperto vengono spesso percepiti come meno controllati.
Questo ovviamente non vale per tutti, ma i terreni situati in aree remote sono particolarmente a rischio, soprattutto quando effettivamente non vengono continuamente sorvegliati dai titolari. Di pari passo, è tornata l’attenzione per le seconde case, i rustici e i casali, che spesso possono essere occupati senza che il proprietario se ne accorga per mesi.
Ciò ancora più difficile riappropriarsi dei propri beni, anche se ormai sappiamo che gli occupanti abusivi sanno espugnare le abitazioni in poche ore. Per quanto si tratti in ogni caso di un reato, inoltre, non sono previste le misure specifiche per la tutela delle case, pertanto bisogna essere molto attenti alla prevenzione e all’azione rapida in caso di anomalie, visto che l’intervento delle forze dell’ordine può garantire un risultato molto più efficace quando il bene non è abitativo.
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