Pensioni, incremento al milione 2021: a chi spetta e importi aggiornati

Antonio Cosenza

19 Aprile 2021 - 15:09

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Incremento al milione 2021: a chi spetta la maggiorazione sociale che permette alla pensione di salire fino ad un massimo di 651,51? Facciamo chiarezza su requisiti e criteri per il calcolo.

Pensioni, incremento al milione 2021: a chi spetta e importi aggiornati

In certi casi l’importo della pensione gode di una maggiorazione sociale, chiamata incremento al milione, riconosciuta dall’articolo 38 della legge 448/2001.

Introdotta dal 1° gennaio 2002, questa misura si chiama così in quanto l’intenzione del legislatore era di incrementare l’importo della pensione fino ad arrivare ad un milione delle vecchie lire: l’importo, quindi, è rimasto invariato negli anni e oggi, visti i valori attuali, è pari a 651,51 euro.

Ultimamente si è parlato molto di incremento al milione delle pensioni: con la sentenza n. 152 del 2020 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, Serie Speciale - Corte Costituzionale, del 22 luglio 2020), infatti, la Corte Costituzionale ha riconosciuto l’incostituzionalità della norma che fissa un limite di età per il godimento dell’incremento al milione, ma solamente per gli invalidi al 100%.

A seguito di questa sentenza il legislatore è intervenuto con il Decreto Agosto, stabilendo che per le pensioni di inabilità (sia di tipo previdenziale che assistenziale) l’incremento al milione spetta già al compimento dei 18 anni.

Nessuna novità per gli altri trattamenti riconosciuti agli invalidi parziali, compreso l’Assegno Ordinario d’Invalidità, come pure per le altre pensioni. Perché, va detto, l’incremento al milione spetta anche a coloro che percepiscono una pensione non come invalidi.

A tal proposito, di seguito trovate tutte le informazioni sui requisiti per godere dell’incremento al milione sulla pensione, come pure le istruzioni per il calcolo dell’integrazione.

Incremento al minimo per la pensione: requisiti e limiti di reddito 2021

L’incremento al minimo per la pensione spetta a quei pensionati che percepiscono un assegno di importo inferiore al milione delle vecchie lire (651,51€) e che soddisfano determinati requisiti legati ad età e reddito.

Per quanto riguarda l’età, per gli assicurati Inps che hanno accesso alla pensione di vecchiaia e anticipata viene stabilito che l’incremento al milione spetta, di regola, al compimento dei 70 anni.

Vi è comunque la possibilità di abbassare questo requisito contributivo. Questo, infatti, si riduce di un anno ogni cinque anni di contribuzione fatta valere dal pensionato; in ogni caso da questa operazione può essere ridotto un massimo di cinque anni di contribuzione. Nella migliore delle ipotesi, dunque, il pensionato può ricevere l’incremento al milione al compimento dei 65 anni di età.

Per gli invalidi civili al 100%, invece, il limite anagrafico si abbassa a 18 anni a seguito di quanto disposto dalla suddetta sentenza della Corte Costituzionale, ma solo se il reddito non supera i 6.713,98€ su base annua. Nel caso il reddito sia superiore a questa soglia, allora l’incremento al milione spetterebbe al compimento dei 60 anni.

Ci sono, poi, dei limiti di reddito uguali per tutti. Nel dettaglio, viene stabilito che possono richiedere l’incremento al milione solo coloro che hanno redditi inferiori a:

  • reddito individuale del richiedente: 8.476,26€;
  • reddito coniugale (se il richiedente risulta sposato): 14.459,90€.

Per valutare il rispetto dei suddetti requisiti, bisogna prendere in considerazione i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti da Irpef. Vanno esclusi dal calcolo solamente:

  • reddito della casa di abitazione di cui è proprietario il pensionato o il coniuge;
  • pensioni di guerra;
  • indennità di accompagnamento;
  • bonus tredicesima;
  • trattamenti di famiglia.

Incremento al milione sulla pensione: come si calcola

Come anticipato, grazie all’incremento al milione la pensione può essere integrata fino ad arrivare ad un importo pari a 651,51€. Ma nella maggior parte dei casi si tratta di una maggiorazione solamente parziale, in quanto la legge ha previsto alcune limitazioni che ne vanno a limitare il campo di azione.

Ad esempio, viene stabilito che per i trattamenti di tipo previdenziale l’incremento al milione non può superare l’importo mensile determinato dalla differenza tra 652,02€ e il trattamento minimo. Di conseguenza, nel 2021 questo non può essere superiore a 136,44€.

Ma l’incremento al milione viene riconosciuto anche ai titolari dell’assegno sociale: per questi il limite di importo è calcolato prendendo come riferimento i suddetti 652,02€ e l’importo della pensione sociale. Di conseguenza, per questi l’incremento massimo nel 2021 è di 191,74€.

Per gli invalidi civili totali, percettori della pensione d’invalidità, l’importo massimo è dato dalla differenza tra 652,02€ e il valore mensilmente riconosciuto. L’integrazione, quindi, non può superare i 364,93€ nel 2021.

Vi è un ulteriore “paletto” che ne limita l’importo: viene stabilito che il calcolo dell’aumento deve essere determinato in misura tale da non comportare il superamento dei limiti di reddito. Qualora un incremento pieno dovesse comportare il superamento delle suddette soglie, allora l’integrazione sarà calcolata facendo una differenza tra la soglia massima di reddito e quanto effettivamente percepito dal pensionato (il tutto suddiviso per 13 mensilità).

Detto questo, appare ovvio che spetta un incremento pieno solamente a coloro che oltre alla prestazione sulla quale questo viene riconosciuto non hanno altri redditi.

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