L’Inps ti paga la pensione corretta? Ecco come verificarlo con il modello TE08 e cosa fare se l’importo riconosciuto non torna.
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Sei appena andato in pensione e, con i primi pagamenti, trovi finalmente risposta a una domanda che accompagna ogni lavoratore per gran parte della vita: quanto prenderò di assegno mensile?
Un’informazione che, in realtà, si può conoscere in anticipo, almeno attraverso una stima, ricorrendo anche all’apposito calcolatore di Money.it.
Tuttavia, come recita il detto, “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. È quindi opportuno essere scrupolosi quando si riceve il prospetto di liquidazione della pensione dall’Inps, confrontando i dati riportati con la propria storia contributiva e avvalendosi del supporto di un esperto se qualcosa non dovesse tornare.
A questo proposito, è utile sapere che esiste un documento che rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per il pensionato: il modello Inps TE08, ossia il provvedimento di liquidazione della pensione che riporta le informazioni sul calcolo dell’assegno e permette quindi di fare una prima verifica dell’importo riconosciuto dall’Istituto.
Cos’è il modello TE08 e dove trovarlo
Come anticipato, uno dei primi passaggi da compiere quando vai in pensione è capire come l’Inps ha determinato l’importo dell’assegno.
D’altronde, quella cifra rappresenta la base del trattamento che ti accompagnerà negli anni, al netto degli interventi della rivalutazione annuale legata al costo della vita ed eventuali ricalcoli, compresi i supplementi per chi continua a lavorare e a versare contributi.
Ecco perché è importante consultare il modello TE08, ossia il provvedimento di liquidazione della pensione, prestando particolare attenzione alle carriere più articolate: pensiamo, ad esempio, a chi ha fatto ricorso al riscatto di alcuni periodi oppure alla ricongiunzione dei contributi versati in gestioni diverse.
Per recuperarlo puoi accedere all’area riservata del sito Inps, attraverso le apposite credenziali, e utilizzare il servizio “Cedolino della pensione”, all’interno del quale è disponibile la funzione “Visualizza elenco prospetti di liquidazione (Modelli TE08)”. Da qui puoi consultare il documento relativo alla tua pensione.
Attenzione: il TE08 non va confuso né con il cedolino mensile né con il modello ObisM: il primo riporta le voci del singolo pagamento, comprese le trattenute applicate, mentre il secondo è il certificato annuale che riepiloga le informazioni sul trattamento pensionistico per l’anno di riferimento. Il modello TE08 riguarda invece esclusivamente la liquidazione della pensione e riporta le informazioni sull’importo riconosciuto e sulla sua determinazione.
A tal proposito, visto che può anche risultare piuttosto complicato per chi non ha dimistichezza con la normativa, consigliamo di leggerlo tenendo accanto l’estratto conto contributivo, così da confrontare le informazioni riportate con la propria storia lavorativa.
Se qualcosa non torna, oppure la situazione è particolarmente complessa, è opportuno rivolgersi a un patronato o a un professionista esperto in materia previdenziale, che possa esaminare la documentazione e valutare se siano necessari ulteriori approfondimenti.
Quali dati controllare per capire se la pensione è corretta
Fermo restando il consiglio di rivolgersi a un esperto per la consultazione, chi vuole fare una prima verifica in autonomia può concentrarsi su alcuni elementi del prospetto.
Nel dettaglio, è utile controllare:
- La decorrenza della pensione, ossia la data dalla quale spetta il trattamento, che non coincide necessariamente con quella del primo pagamento. Se l’accredito arriva successivamente, occorre verificare anche il riconoscimento degli arretrati dovuti;
- La contribuzione utilizzata per il calcolo, confrontando i dati con l’estratto conto contributivo e con gli eventuali provvedimenti di riscatto o ricongiunzione, così da accertare che tutti i periodi siano stati considerati correttamente. Bisogna però distinguere i contributi utili al diritto alla pensione da quelli utili alla determinazione dell’importo: i due valori non coincidono necessariamente;
- Il sistema di calcolo applicato, ricordando che, di regola, per chi aveva meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 il retributivo si applica alle anzianità maturate fino a quella data, mentre il contributivo riguarda quelle successive. Chi invece aveva almeno 18 anni di contributi alla fine del 1995 mantiene il retributivo fino al 31 dicembre 2011, con il contributivo applicato dal 1° gennaio 2012. Per chi ha iniziato a versare dal 1996, il calcolo è interamente contributivo. Occorre comunque tenere conto delle eventuali opzioni o delle specifiche modalità di pensionamento che comportano un calcolo interamente contributivo (come è stato per Quota 103, come pure per chi ricorre al computo dei contributi nella Gestione separata) anche in presenza di versamenti precedenti. Per approfondire il funzionamento dei due metodi potete consultare le nostre guide dedicate rispettivamente al calcolo retributivo e al calcolo contributivo.
Cosa fare se l’importo della pensione non torna
Anche qui ci preme ribadire che non bisogna improvvisarsi: se non sei sicuro che l’Inps ti stia pagando il giusto importo e temi che possano esserci degli errori, è opportuno approfondire senza lasciare nulla al caso.
A costo di sembrare ridondanti, ribadiamo che farsi assistere da un esperto consente di interpretare correttamente i dati e individuare eventuali anomalie.
Ad esempio, puoi rivolgerti a un patronato, anche attraverso un sindacato, oppure a un professionista esperto nel calcolo delle pensioni. Chi ti assiste saprà valutare come procedere, utilizzando i canali messi a disposizione dall’Inps. Per una prima richiesta di chiarimenti, ad esempio, è disponibile il servizio “Inps Risponde”, attraverso il quale chiedere informazioni sulla propria pratica.
A tal proposito, è sempre bene avere a disposizione la documentazione utile: dal modello TE08 all’estratto conto contributivo, fino agli eventuali provvedimenti di riscatto o ricongiunzione. Sono documenti da conservare proprio per consentire verifiche come queste e dimostrare le ragioni di un’eventuale richiesta di correzione.
Se emerge che alcuni contributi relativi a periodi precedenti alla decorrenza non sono stati considerati, può essere necessario presentare una domanda di ricostituzione della pensione, attraverso il servizio online dell’Inps o con il supporto del patronato, allegando la documentazione che giustifica la revisione.
Non è però l’unica strada per ogni tipo di errore: a seconda del problema, chi ti assiste valuterà se ricorrere agli strumenti di riesame o di ricorso.
Ricordiamo che è bene muoversi tempestivamente, dal momento che il recupero delle somme e la possibilità di contestare la liquidazione sono soggetti a termini che cambiano in base alla situazione.
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